GIELLE: Il mio sound rispecchia semplicemente quello che sono

“Onirico” è il nuovo singolo di Gielle, rapper palermitano classe ’98, disponibile in
digitale e in rotazione radiofonica a partire da oggi. Dopo pochi giorni,
sarà online anche il videoclip.

Come è nata in te la passione per il rap. Perché questo tra tanti generi musicali? La passione per il rap nasce da piccolo. Alle elementari ero attratto dalla rima e mi piaceva molto a scrivere piccole poesie su un quadernetto che custodisco ancora… Ho da sempre amato la musica e così decisi soltanto alle scuole medie di scrivere i miei primi testi in rima su basi musicali. Ero come incantato da tutto ciò che riguardasse il mondo hip-hop-underground e così decisi di unire le due cose. Amo il rap perché tra tutti gli altri generi mi permette di esprimere al meglio me stesso e tutto quello che provo.


“Onirico” è il tuo nuovo singolo. Ci parli della genesi di questa canzone. Puoi dirci anche di cosa parla il testo? Onirico nasce in una sera di maggio dello scorso anno. Durante un periodo di particolare spensieratezza, a seguito di una presa di coscienza di determinati fatti vissuti in quel periodo, decisi di prendere carta e penna e di sfogarmi di tutto e tutti. Il brano parla della volontà di voler vivere ogni giorno quanto più intensamente possibile; lasciare alle spalle il passato senza mai dimenticarlo perché nel bene o nel male è parte di noi. Il significato è quindi quello di voler vivere la perfezione di un bel sogno ma ad occhi aperti. Nel testo è presente uno sfogo dato da varie esperienze vissute negativamente come per esempio relazioni tossiche con ragazze e amicizie apparentemente sincere che tali non si sono rivelate; prendendo coscienza solo alla fine del fatto che fa tutto parte del naturale ciclo della vita.


Oltre la musica che arti preferisci? Le arti che preferisco sono: la pittura, la letteratura e il cinema. Sono coloro che mi trasmettono più emozioni oltre la musica ovviamente.


Come è la scena hip hop palermitana? La scena rap palermitana è a tratti tossica e a tratti molto unita secondo me. C’è davvero tanta competizione sana e non. Personalmente preferisco prima di tutto fare musica per me, perché amo farla e soltanto dopo per gli altri. Non sento di dover dimostrare niente a nessuno per sentirmi “accettato nel game”. Ciò non toglie che Palermo è stracolma di artisti validi e molto forti, chi più o meno di altri, solo che purtroppo non hanno la giusta visibilità che si meritano.


Come hai elaborato il tuo particolare sound? Il mio sound rispecchia semplicemente quello che sono, quello che è Gielle. Col passare del tempo si cresce sempre di più al livello musicale e non solo, molte cose cambiano come i gusti e le convinzioni e di conseguenza c’è una continua evoluzione. L’importante è essere sempre te stesso nel beat.



Categorie:interviste, Musica

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