Kid Gamma: vivo in simbiosi con la mia musica

Siamo felici di ospitare Kid Gamma, un giovane artista palermitano di cui non vediamo l’ora di scoprire di più.

Ciao, Kid Gamma. Puoi raccontarci di più di te, a partire dal tuo inusuale e particolare nome d’arte?

Kid Gamma è un nome composto da due parole come si può ben notare, Kid significa ragazzo, questa parola racchiude la voglia che ho di rimanere sempre giovane e comunicare a quella che è la mia generazione dei messaggi positivi attraverso la mia musica, Gamma è la terza lettera dell’alfabeto greco che foneticamente suona come la “G” di Gabriele, il mio nome. Sono un’artista classe 2002 e vivo in simbiosi con la mia musica da quando ho iniziato a studiare pianoforte all’età di 4 anni.

Svelaci di più della professione del beatmaker. Come sei approdato a questa scelta?

Ho iniziato a produrre musica subito dopo la prima media. Per le feste d’istituto facevo il dj e mi piaceva essere al centro dell’attenzione per i ragazzini della mia età, essere un punto di riferimento, essere “quello che fa divertire tutti quanti”. Le mie produzioni e la mia musica sono state una conseguenza a questo pensiero che ho sempre avuto. Mi piace trasmettere positività.

Sappiamo che la tua formazione artistica è di stampo classico. Hai studiato pianoforte e frequentato il conservatorio fino ad approdare addirittura a New York. Vuoi raccontarci un po’ di quel periodo?

Il pianoforte l’ho sempre studiato sin dai primi anni della mia vita. Il conservatorio è stata una conseguenza e anche i concorsi che ho vinto. Uno dei più prestigiosi in cui sono risultato vincitore è l’Ibla Grand Prize che mi ha portato dall’altra parte del mondo ad esibirmi. Sicuramente suonare a Carnegie Hall e alla New York University non è un’esperienza che si può fare tutti i giorni. Sono stato avvolto da un’altra cultura, ero molto piccolo avevo appena 12 anni e non capivo cosa stesse realmente accadendo, solo qualche anno dopo mi sono accorto appunto di avere calcato lo stesso palco di Frank Sinatra, Maria Callas, Pavarotti e tutti i più grandi artisti di sempre.

Il tuo ultimo singolo, Mezz’ora, ha un sound sicuramente singolare. Cosa puoi dirci di questo tuo lavoro?

Mezz’ora parla dell’attesa e di tutte le sue sfaccettature, si può restare in attesa di un amore, di un consiglio, di un gesto o anche semplicemente di una risposta che però può decidere la direzione che prenderà la nostra esistenza. L’attesa di qualcosa può amplificarne il desiderio. Aspettando possono crescere le aspettative, la voglia di mettersi in gioco e tutte le speranze per il futuro che presto o tardi realizzerà i nostri sogni più intimi.

Progetti futuri?

Sicuramente ci saranno altri singoli, a Maggio io e Rich Meyer un grandissimo artista romano, figlio della crew che ha visto nascere ThaSupreme e Nomercy Blake faremo uscire un singolo, vi aspetto tutti quanti, ma chi lo sa… Magari entro fine anno potrei far uscire un disco con alcuni dei vostri artisti preferiti!



Categorie:interviste, Musica

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