Il fascino suggestivo della cultura: tra le sale della Biblioteca Nazionale di Cosenza

Buongiorno amiche ed amici lettori,
questo articolo è un po’ diverso dal solito perché parleremo sì di libri ma vi racconterò anche qualcosa di me.

Secondo voi qual è il lavoro perfetto per un lettore, per chi, come noi vive leggendo?
La risposta più immediata è senza dubbio il libraio, perché i librai vivono trai libri e devono essere sempre aggiornati sulle novità letterarie del momento.
In realtà, pensandoci un po’ meglio, esiste un altro lavoro adatto ad un book addicted….fare il bibliotecario.
Confessate, quanti di voi hanno sognato di lavorare in una biblioteca?
Io si! E grazie, probabilmente, ad una fortunata congiunzione astrale, in questo preciso momento della mia vita sto svolgendo un tirocinio in una biblioteca.
Avete sentito bene, trascorro le mie giornate circondata dai libri, dal profumo magico ed unico delle pagine, dalla cultura!!!

Mi state un po’ invidiando vero?

Ora che sapete qualcosa di me vorrei raccontarvi qualcosa della ‘mia’ biblioteca (lo so ho manie di grandezza perdonatemi, ahahahah) o meglio della biblioteca Nazionale di Cosenza in cui ho la fortuna e l’onore di lavorare.

-Biblioteca Nazionale di Cosenza: ingresso.

 

Tra le vie strette della città antica, lungo le pendici del colle Pancrazio, accanto a monumenti importanti come il Duomo ed il teatro Rendano sorge la Biblioteca Nazionale di Cosenza, luogo suggestivo e magico in cui respirare cultura ed arte.
Muovendosi tra le sue sale, tra scavi archeologici, reperti antichi, libri rari e non, si ha l’impressione di essere tornati indietro nel tempo e di toccare con mano la storia.

La Biblioteca di Cosenza nasce nel 1978 come sede staccata della Biblioteca Nazionale di Napoli ed acquisisce piena autonomia nel 1991 diventando un punto di riferimento per studiosi ed appassionati della Calabria.
Nel corso degli anni ha raccolto libri, periodici, manoscritti, editti, bandi, carte, materiale documentale per un totale di circa 400000 esemplari accessibili al pubblico.
Oltre a garantire la consultazione dei titoli presenti in catalogo ed a favorire la ricerca di studiosi e studenti, la Biblioteca organizza eventi letterari, musicali, ospita mostre d’arte e concerti ed apre le porte a tutti coloro che vogliono tuffarsi in un mondo affascinante e raffinato.
La Biblioteca è ospitata in due edifici del centro storico cittadino, uno più imponente, sede dell’ex Seminario Arcivescovile, l’altro di dimensioni più modeste con ingresso su Piazza Toscano, collegati tra loro da una galleria a vetrate.
L’ex seminario fu costruito a partire dal 1882 per volere di Monsignor Camillo Sorgente che decise di ingrandire la precedente struttura ritenuta insufficiente ad accogliere i seminaristi. I lavori furono affidati a maestranze ed artigiani locali che si mostrarono attenti ad edificare un complesso che fosse in perfetta sintonia con le strutture coeve.
Nel 1905 l’edificio era terminato ed integrò il vecchio seminario; quest’ultimo fu distrutto durante la seconda guerra mondiale mentre, la parte più moderna, sede attuale della biblioteca fu miracolosamente risparmiata.

 

AREA ARCHEOLOGICA
Al pian terreno dell’edificio è presente un museo archeologico in cui si possono ammirare i resti della città antica risalenti a tre fasi differenti di occupazione del sito; essi furono portati alla luce negli anni ottanta del novecento durante una sistemazione del pavimento.

Fase I: resti risalenti al IV-III a.C secolo di un grande edificio ad uso privato appartenente ai Brettii o Bruzi, il primo popolo che occupò la città di Cosenza costruendo lì la propria capitale.
Fase II : resti di tre ambienti di una casa ellenistica coperti dal crollo di un tetto in tegole piane e coppi avvenuto durante un terremoto. La datazione collocabile tra fine III- II sec. a. C. è confermata da tre brocchette rimaste schiacciate in situ. A questa fase è riferibile anche il raro calamaio a campana restituito pressoché integro durante la campagna di scavo.

Fase III: resti di un acquedotto di epoca romana del II secolo d.C.

 

Fondi antichi e di pregio
In tutto l’edificio sono dislocati scaffali contenenti preziosi fondi appartenuti ad importanti famiglie calabresi che hanno lasciato il segno nella storia della città bruzia.
Tra i più cospicui va citato il Fondo Maria Greco, stimata famiglia calabrese che ebbe un ruolo fondamentale all’interno dell’Accademia cosentina. La donazione contiene non solo libri di pregio ma anche editti, bandi, periodici antichi e circa quarantamila carte manoscritte dai contenuti più disparati, sonetti e componimenti vari, lettere, atti notarli, documenti preziosi che raccontano la Calabria.
Da citare anche il fondo Roberti ed il fondo Piromalli.

Sezione arte:
I titoli a tema artistico sono numerosissimi nella Biblioteca di Cosenza; il già cospicuo patrimonio è stato arricchito recentemente dall’acquisizione del Fondo Giorgio Leone, (donato dallo stesso secondo volontà testamentarie) personalità significativa nel panorama dell’Arte Italiana, docente presso l’Università della Calabria, storico dell’arte e direttore presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini.

Libri antichi e rari.
Un piccolo grande tesoro è custodito al primo piano della Biblioteca, dove è possibile ammirare e sfogliare libri antichi che risalgono al 1500 e al 1700 fino ad arrivare a pubblicazioni rare stampate in pochi esemplari. In questa sezione si annoverano anche 2 copie facsimilari di opere importanti: una copia del Codex Purpureus Rossanensis ed una della famosa Bibbia di Borso D’Este.

 

Sezione musica:
La sezione musica presente al secondo piano dell’edificio raccoglie spartiti, manoscritti musicali, dipinti, acquerelli, disegni ed opere varie appartenute a musicisti di rilievo.
I fondi più importanti della sezione sono il fondo Bellini conosciuto anche come fondo Giuliano ed il fondo Giacomantonio.
Il primo prende il nome da Giuseppe Giuliano mecenate catanese, estimatore e conoscitore di Vincenzo Bellini; contiene ritratti, disegni, spartiti appartenuti al famoso compositore italiano ed un’arpa modello gotico, in produzione dal 1835, di Sébastien e Pierre Erard dell’Orchestra Vincenzo Bellini.

Il secondo fondo è costituito da opere, manoscritti, documenti, le carte autografe, ed alcuni oggetti personali dei due musicisti Stanislao e Giuseppe Giacomantonio (padre e figlio) che rivestono un ruolo notevole nella musica italiana del Novecento. Il fondo è composto da oltre 2.700 carte.

-Biblioteca Nazionale di Cosenza: oggetti conservati nei fondi musicali Bellini e Giacomantonio

La Biblioteca Nazionale di Cosenza nella sua riconosciuta poliedricità si mostra ogni giorno agli occhi di visitatori e studiosi come un luogo in cui storia, cultura, arte, musica, archeologia camminano tenendosi per mano dando vita ad uno scenario suggestivo.
Che ve ne sembra di questo piccolo angolo di paradiso nascosto tra la stradine del centro storico?

È un posto affascinante vero?

Sono di parte, senza dubbio. Posso dirvi soltanto che grazie a questo tirocinio ho realizzato un sogno nel cassetto e la Biblioteca di Cosenza ha rubato un pezzetto del mio cuore.

 

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