Colori Soul e Funky nelle melodie di Eramo Nubi, “ICARO”

“ICARO”, nuovo singolo del cantautore Eramo Nubi, il quale evolve da sonorità Urban a nuove immagini e suggestioni di carattere Soul e Jazz, con una penna particolarmente affine al cantautorato. Brano distribuito da ADA Music e prodotto dall’etichetta indipendente MIND, ha un carattere intenso e sensuale, in una commistione di suoni dal groove avvolgente.

“ICARO”, il tuo nuovo singolo, di cosa parla questa canzone?
“Icaro” nasce dal tentativo di concedersi un tempo sospeso fra le esperienze e le emozioni spesso contrastanti degli uomini. Lo fa attraverso l’osservazione di alcuni punti del famoso mito greco. Il filo conduttore di questo punto di fuga è il groove a mio avviso: ci permette di scorrere e talvolta di risolvere i nostri conflitti.

Sonorità Urban e suggestioni di carattere Soul e Jazz. Perché queste sonorità e non altre?
Sono cresciuto artisticamente con il rap: fare rime è quasi un’ossessione per me. Però credo fortemente nella contaminazione e nel flusso. Più semplicemente abbiamo seguito una percezione di groove che sentivamo aderente alla traccia. Amo viaggiare su questi suoni insomma.

Nel 2021 pubblichi il tuo primo album da solista, “Dherma”. Ci puoi dire qualcosa di questo album?
“Dherma” fu la presa di coscienza e conseguente risoluzione di un ciclo di vita a stretto contatto con la depressione. Mi ha aiutato scrivere e cantare dei guai che mi tempestavano e l’effetto fu un intenso sfogo che si può immaginare come un blu notte.

Come prende forma una tua canzone? Ci parli del processo creativo alla base?
Il mio processo creativo (come probabilmente quello di chiunque) è abbastanza bizzarro. Non esiste un modo preciso: alle volte sento di dover esprimere un concetto specifico, altre mi concentro sul suono prodotto dalle parole, in altre ancora penso alla forma metrica che potrei adottare. Ogni traccia è una creatura singolare.

In un mondo al collasso come il nostro, per tanti aspetti, secondo te quale è il ruolo della musica?
Se ciò di cui si necessita è una profonda rivoluzione umana allora il ruolo centrale nelle arti potrebbe essere quello degli artisti e dei fruitori. Ci vuole il risorgere di un movimento culturale serio ma che non scorda di giocare, impattante nelle esperienze dal vivo. Dobbiamo tendere ad uscire dall’appiattimento che causano le
tecnologie a noi accessibili e goderci l’arte e la multidimensionalità in presenza vera: avvicinarci e scambiarci.



Categorie:interviste

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