“La casa del sole che sorge” di Caterina Franciosi – Delos Digitale

Può una canzone ispirare una storia? Ebbene sì, poichè anche in esse vivono delle storie a cui si riesce a dare libera interpretazione. Caterina ci propone la sua visuale, scrivendo una vicenda dolorosa, in cui esplode l’amore materno e quello di un figlio diverso.

Racconto lungo (35 pagine) – Un paesino del riminese, primi anni 60. Una storia drammatica raccontata da un ragazzo che non è come gli altri. Un racconto ispirato dalla canzone The House of the Rising Sun, nella versione del gruppo rock britannico The Animals.

Recensione

Luigi non è uguale ai suoi fratelli, è delicato e non gli è possibile lavorare nei campi. Vive insieme alla famiglia nella campagna riminese, un decennio dopo l’ultima guerra, che ancora si porta dietro la povertà. Definito da un padre padrone, alcolizzato e violento, una nullità, un deficiente, a cui avrebbe messo fine alla vita sin da piccolo, ecco perchè non perde occasione per umiliarlo. I fratelli non sono da meno, a parte il minore, lo trattano con sufficienza e quasi non vogliano includerlo nelle loro faccende.

Ad amare profondamente Luigi è sua madre Adele, che lo difende sempre. Donna dolcissima, le cui radici sono rimaste nella città di New Orleans, il luogo dov’è nata, ma mai tornata a causa di un matrimonio dimostratosi sbagliato. Al ragazzo piace sentire i ricordi che racconta Adele, di quella bellissima casa baciata dal sole. Il suo più grande sogno è quello di partire insieme a lei e raggiungere quell’abitazione oltreoceano che ha idealizzato come una fonte di sicurezza e benessere, specialmente lontana dal padre. Quel genitore non rappresenta altro che l’uomo nero. Un individuo da cui Luigi si deve difendere o sarà Adele a farlo. Un racconto che si legge in un’ora o poco più ma senz’altro significativa e pur sempre attuale.

Narra di amore tra una madre e un figlio, di disabilità e nostalgia, l’odio di un padre verso chi ha procreato solo perchè era come lo voleva, il totale disinteresse dei fratelli, quello che mi ha intristita di più, verso i più deboli, mai difesi – mi riferisco sia a Luigi che alla madre-. Storia di violenza nei riguardi di una donna da parte del marito, vista inferiore e obbediente. Una storia con un finale triste e dolce insieme. Il linguaggio e lo stile sono adattati dalla personalità, semplice e infantile, di Luigi, poichè scritto in prima persona.



Categorie:Libri, Narrativa, Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: