PIETRO DATTOLA: direttore del Festival di Inventaria a Roma

Come nasce l’idea di INVENTARIA – La festa del teatro off?
Inventaria nasce dodici anni fa per permettere a tutti gli artisti e a tutte le compagnie di poter essere presi in considerazione senza dover effettuare piccoli grandi investimenti per riprese video di spettacoli che magari non avevano ancora debuttato. Dodici anni fa gli smartphone erano molto meno diffusi di oggi e in ogni caso non avevano le capacità di oggi: di fatto, occorreva affittare l’attrezzatura insieme a un operatore. Questa e altre condizioni contribuivano a un certo odore di stantio nel panorama indipendente romano. Nel tempo la barriera tecnologica è caduta da sé e il progetto del festival si è evoluto, trovando il suo specifico in una ricercata pluralità di linguaggi e temi, così da offrire allo spettatore un ventaglio il più variegato possibile dell’offerta del teatro off nazionale, fino a “doppiarci”, per così, dire, istituendo la sezione Demo: una sorta di Inventaria “in piccolo” per work in progress di meno di 20 minuti, anche questa focalizzata sulla più ampia varietà possibile e concentrata in due o tre giorni all’interno della programmazione del Festival. Nel frattempo, in questi anni, proseguendo la nostra opera anche nell’infausto biennio 2020-21, abbiamo tessuto e ampliato una rete di partner in grado di accogliere e rilanciare all’ennesima potenza gli spettacoli selezionati.

Quanto può dare il teatro in questo momento storico?
Non credo di dire qualcosa di nuovo (purtroppo), anche se impopolare (ma solo tra gli addetti ai lavori), se dico che il teatro in questo periodo storico può dare molto poco a livello sociale – per lo meno nel breve-medio periodo -, mentre può dare di più a livello individuale. Mi spiego: come mezzo di intrattenimento di massa, il
teatro è stato soppiantato dallo schermo (TV, cinema, Netflix). Il teatro si trova in una posizione di minoranza e la sua influenza sulla società civile è pressoché nulla. Ben che vada se ne intravede la presenza nel discorso pubblico solo in occasione di scandali o di questioni di costume. Allora, almeno per adesso, il suo valore sta non tanto in ciò che può dare alla società, ma in ciò che può dare all’individuo che ne fruisce, offrendogli una tipologia di esperienza (il contatto dal vivo) che il mondo sta
spingendo per limitare il più possibile – penso, oltre agli schermi di cui sopra al metaverso, che tanto si cerca di propagandare. Eppure, sebbene a volte più scomoda, sebbene a volte un’incognita, l’esperienza dal vivo è impareggiabile, è formativa, è comunitaria. Apre l’individuo al mondo intorno a sé, anziché rinchiudere a forza di gigabyte il mondo dentro di lui.

Come è stato riprendere in presenza dopo la pandemia?
A dire il vero, Inventaria non si è mai fermato, neanche nel 2020, neanche nel 2021. Quello che questo 2022 ci ha portato è il ritorno alla formula piena, con la sezione Demo (nell’arco di due sere si esibiscono dieci compagnie presentando dei work in progress, ossia delle demo – delle “dimostrazioni”, appunto – di spettacoli ancora in fase di creazione) e la presenza in quattro quartieri diversi della Capitale. Se le due edizioni “pandemiche” sono state un atto di resistenza interiore, per certi versi doveroso e per altri intimamente necessario, quella di quest’anno la viviamo con pura e semplice gioia.

Ci parli dei suoi prossimi progetti.
Due sono presenti nella programmazione del Festival: “Cascando!”, il nostro ultimo spettacolo, che debutterà finalmente in forma definitiva, e “Drammi di Forza Maggiore Show 2”, un format che si aggancia a un’altra nostra iniziativa, cioè il premio di drammaturgia Drammi di Forza Maggiore, nato durante il lockdown, e che si caratterizza per il fatto che sono gli stessi autori partecipanti a individuare il vincitore, come primus inter pares.
Lo “Show” intende far conoscere, in maniera rapida, agile e saliente i cinque testi finalisti dell’edizione di riferimento. L’anno scorso abbiamo presentato il primo Drammi di Forza Maggiore Show, legato all’edizione 2021 del premio; quest’anno ci cimenteremo con i finalisti del 2022. Nel frattempo è in fase di scrittura un nuovo spettacolo: dopo un periodo di ricerca e alcune sacrosante false partenze, la rotta è finalmente sicura. Infine, entro dicembre, sarà di nuovo tempo di Inventaria, con il bando per l’edizione 2023 che, con un ritorno alle origini, si svolgerà a maggio.



Categorie:interviste

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