Recensione: “L’appartamento del silenzio” di Gianni Verdoliva – Fides Edizioni

Un romanzo che riserva non poche sorprese, dove non manca un tocco delicato anche nella confusione. Un miscuglio tra narrativa, paranormale e una sfumatura thriller che mantiene quel fiato sospeso utile a girare le pagine con la voglia di scoprire la verità.

Non tutti i luoghi sono casa; ma “l’appartamento del silenzio”, un’elegante dimora in centro città, lo diventa per Beppe Novari, dopo anni di abbandono per strane dicerie. È proprio grazie a questo appartamento che i personaggi del romanzo si incontrano: personalità e vite diverse che dall’unione riescono a salvarsi, riunendosi attorno a un fuoco familiare. Insieme, riusciranno a ricucire le loro vite e quelle di chi, prima, ha abitato le stanze di quella bella e un po’ sinistra dimora, trasformando il silenzio in gioia.

Recensione

Una casa non è solo un bene materiale, dice il giusto Beppe Novari, è un posto che conserva i ricordi di chi ci ha abitato prima di noi, ha un vissuto e qualcosa da raccontare. Non attraverso le parole, ma da alcuni segnali che possono anche incutere timore. Un luogo dove costruire un nuovo pezzo di storia. La vicenda si suddivide in vari spazi temporali, se vi è un attimo di confusione, questa viene poi a svanire quando si comprendono le dinamiche e il percorso tracciato dall’autore. I personaggi si collegano tutti fra loro, persino quelli vissuti tanti anni prima. Posso iniziare con illustrarvi un’agenzia immobiliare, gestita da Regina e la sua assistente Manuela, le quali non riescono a vendere un’abitazione storica e sinistra, circondata però da bellissimi glicini. L’appartamento del silenzio, lo chiamano così perché lì dentro si avvertono bizzarre sensazioni e un vago sentore di bruciato, come ci fosse all’interno qualche anima irrequieta, forse vittima di una torbida tragedia avvenuta tra le mura. Nonostante ciò, il vedovo Beppe, portato laggiù non solo grazie a una coincidenza, decide che quella diventerà casa sua, dove costruirà nuovi ricordi. Il suo matrimonio era perfetto, una moglie stupenda e una bimba in arrivo, ma il destino è stato crudele con lui e ora è solo, a consolarsi con un lavoro che spesso lo conduce lontano e con la presenza di due amici e due nipoti fantastici. Stefano e Marcello, si chiamano, personaggi che afferrano il proprio ruolo nella storia, di cui l’autore ci narra le angosce, i sogni e la vita amorosa. Il più piccolo è musicista, è una persona speciale poiché pare donare felicità, mentre insegue l’amore in varie avventure fino a perdere la testa per una sola. Il fratello, Marcello, è pure lui alla ricerca della persona giusta, del suo stesso sesso. Entrambi si preoccupano dello zio e spesso si ritrovano in quella nuova casa e specialmente in quella strana stanza, della musica, dove le sensazioni paranormali si amplificano e assumono forme inquietanti. Che cosa nasconde quell’abitazione? Strane presenze femminili detengono un ruolo chiave nel romanzo, si aggirano al di fuori e circondano, seguono gli attori di questa vicenda.

Ad aggiungersi al gruppo è la sfortunata Gigliola, una donna sfuggita a un marito violento e una suocera malvagia. Presa sotto l’ala protettiva di alcune donne, in seguito da quelle dell’agenzia immobiliare, Gigliola, nel ruolo di governante, entra a far parte della cerchia del signor Beppe. in quella casa piena di segreti che stanno per arrivare alla luce. Tutto infatti verrà spiegato e valutato, quel che aspetta il lettore sarà sicuramente una conclusione soddisfacente.

La storia è piuttosto intricata, ed è giusto, sfocia sicuramente nel paranormale e nel giallo, perciò ha alimentato le mie aspettative. La narrazione è delicata, passa dal passato al presente e per questo bisogna leggere con attenzione. Le situazioni non sono casuali ma ben architettate. Mette in luce argomenti importanti – violenza sulle donne, solitudine, perdita, accettazione di sé – e tratta diverse relazioni omosessuali con la più assoluta normalità. Lo consiglio.



Categorie:Libri, Narrativa

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