“Ho dovuto fare tanti sacrifici per arrivare fin qua. L’impegno però ripaga sempre”: Intervista esclusiva al violinista Valentino Alessandrini

In esclusiva per Life Factory Magazine ho avuto il grande piacere di intervistare il giovane violinista marchigiano Valentino Alessandrini. Classe 1993 Valentino, nonostante la sua giovane età, vanta un curriculum di tutto rispetto. Laureato al conservatorio “G.Rossini” di Pesaro in violino con 110 e lode, ha già alle spalle centinaia di concerti ed eventi in tutta Italia, tour musicali in America, Inghilterra, Germania, Olanda, Austria e Svizzera. Il giovane maestro è stato anche ospite in alcune trasmissioni delle reti Rai e si è esibito durante numerosi eventi per prestigiosi marchi, tra i più noti Nike, Mercedes e Audi.

Valentino dallo scorso anno cura la direzione musicale dell’Associazione Angeli Musicanti, iniziativa sociale lanciata nel paese di Montottone e sostenuta da Vincenzo Quadrini e Roberto Spaccapaniccia, con l’intento di promuovere lo studio di strumenti ad arco, rendendoli accessibili sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista economico, a possibili studenti residenti in aree limitrofe al paese di Montottone.

Contemporaneamente il violinista collabora spesso con importanti autori del panorama della musica italiana e produttori internazionali.

Negli ultimi anni Valentino ha creato uno stile di musica personale, che lega il violino, strumento classico per eccellenza, a sonorità moderne! Dando un’occhiata ai vari social, si nota che Valentino è seguitissimo, soprattutto tra i giovani, i suoi video musicali vantano milioni di visualizzazioni e piace a tal punto da ricevere commenti densi di complimenti e di richieste musicali. In questi giorni ha condiviso sulla pagina del suo profilo instagram un nuovo videoclip molto suggestivo e commovente che vi invito a visualizzare. Ecco cosa ci ha raccontato:

Benvenuto Valentino tra le nostre pagine. In che modo ti sei avvicinato alla musica ed in particolare al violino?

“Ciao Patrizia grazie a te per il gentile invito. Mi sono avvicinato alla musica, in particolar modo al violino, sin da bambino, avevo circa 6 anni. Ero innamorato del cartone animato della Walt Disney ‘Gli Aristogatti’, mi piaceva rivederlo sempre per la scena dei gatti randagi che suonavano il jazz. Ho iniziato a collezionare tutti gli strumenti musicali giocattolo Bontempi, avevo la tastiera ,la tromba, il sassofono, la chitarra e molti altri. L’unico strumentino musicale che mi mancava era proprio il violino perché appunto questo marchio non li riproduceva. Mamma e papà decisero allora di regalarmi un violino vero, ovviamente a misura di bambino. Da lì ho iniziato il mio percorso di studi, inizialmente ho frequentato qualche anno il corso di propedeutica musicale e all’età di 9 anni ho iniziato il percorso di studi al conservatorio. Più di dieci anni di corso tradizionale per prendere il diploma e poi successivamente mi sono laureato, al conservatorio Rossini di Pesaro, grazie al biennio sperimentale, una laurea vera e propria in violino”

Come eri da bambino? Quando hai scoperto le tue doti musicali che sensazioni hai provato?

“Ero un bambino molto vivace, curioso e creativo. Mi piaceva sperimentare e comporre piccoli brani miei tutto questo non è cambiato molto anche ora da adulto. Essendo molto piccolo non ricordo le sensazioni che provavo, mi ritorna però alla memoria il fatto che il mio primo insegnante di conservatorio, avendo riconosciuto in me delle doti, diceva ai miei genitori che ero un bambino molto talentuoso, consigliando loro di farmi proseguire gli studi musicali”.

Quante ore al giorno dedicavi al tuo strumento e allo studio?

“Durante il corso di studi al conservatorio dedicavo veramente moltissime ore allo studio del violino, ero un perfezionista. La prima parte del percorso di studi al conservatorio, l’ho fatta parallelamente alla scuola, quindi alla elementare, media e al liceo scientifico. Durante quegli anni avevo solo qualche ora al pomeriggio per poter studiare il violino. Terminati gli studi per conseguire il diploma maturità scientifica quando mi stavo avvicinando al diploma e alla laurea musicale, arrivavo a studiare anche 9 ore al giorno, in quanto ci tenevo molto a prendere dei bei voti e sono felice di esserci riuscito. Ho dovuto fare tanti sacrifici per arrivare fin qua. L’impegno però ripaga sempre”.

Che caratteristiche deve avere il suono ideale del tuo violino?

“Il suono che ricerco è sempre un suono molto caldo e scuro, che si avvicina alla sonorità della viola. Mi appassiona lo studio delle frequenze e dell’effettistica che sono andato ad aggiungere quando ho iniziato il mio progetto moderno. Di solito quando suono nei miei concerti di musica neoclassica e di musica moderna uso inserire un reverbero molto lungo al suono del violino. Questa amplificazione del suono regala al pubblico la sensazione di assistere ad un concerto come se si trovasse in una chiesa molto grande. Oltre al suono il mio violino ideale deve avere un manico sottile che mi consenta di muovermi con agilità tra le corde”.

La tua maniera di suonare il violino è molto originale. Fanno da cornice le suggestive località marchigiane. Come nasce l’idea di creare l’abbinamento musica-natura?

“Sin da subito, pensando al mio progetto musicale moderno, ho voluto si accostasse alla natura. La maggior parte delle mie rappresentazioni si basano su scenari marchigiani perché sono molto legato alla mia regione. Solo per citare qualche angolo marchigiano, che ha fatto da cornice alla mia musica, ci tengo a ricordare le Lame Rosse, Castel Trosino, La Faggeta di Canfaito, la Costiera Adriatica, tra cui Porto San Giorgio, Pedaso e San Benedetto, oppure bellissime ville storiche molto conosciute qui nelle Marche. Prezioso è anche il contributo dei miei collaboratori, videomaker professionisti, con i quali ci rechiamo sul posto per la produzione dei miei videoclip che poi carico sulle pagine dei miei profili social”.

E quando sei all’estero invece cosa cattura la tua attenzione?

“Quando mi trovo all’estero per dei concerti mi piace lo stesso girare dei videoclip in luoghi importanti e suggestivi anche per conservare un ricordo personale oltre che professionale. Tra i posti più belli in cui sono stato ricordo in America, l’Arena polivalente nel centro di Los Angeles, lo stadio dei Lakers, dove ho partecipato anche all’evento in onore di uno dei cestisti più forti della storia Kobe Bryant; il Molo più famoso della costa californiana il Santa Monica Pier; la bellissima città dell’Arizona Sedona; il Coral Pink Sand Dunes nello Utah. Ultimamente sono andato a Parigi e ho approfittato anche per realizzare all’alba, davanti alla Torre Eiffel, uno dei miei recenti videoclip, sulle note del brano “You Raise Me up”, oppure al Notre Dame De Paris il videoclip sulle note di “Halleluja” e al museo del Louvre. Molto emozionanti sono stati anche i video che ho girato sul Ponte Alessandro III sempre a Parigi o di notte lungo le rive della Senna”

Guarda il videoclip del brano “You Raise Me up”:

In questi giorni, per la triste situazione che il mondo sta vivendo, hai voluto condividere sulla tua pagina instagram un nuovo videoclip

“Si Patrizia ho voluto realizzare una preghiera in musica, sulle note di “The Prayer” di Andrea Bocelli e Celine Dion come messaggio di pace. Proprio come riporta la canzone ‘Sogniamo un mondo senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza, ognuno dia la mano al suo vicino, simbolo di pace e fraternità”

Qual è l’augurio che rivolgi a te stesso e ai nostri lettori?

“L’augurio che rivolgo a tutti noi è che possano arrivare presto notizie confortanti, con la speranza che tutto si possa risolvere nel migliore dei modi. Auguro a tutti inoltre di riuscire a inseguire i propri sogni e di avere sempre degli obiettivi da raggiungere nonostante le difficoltà che la vita spesso presenta”.

Patrizia Faiello



Categorie:interviste, Musica

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