Marco Germani – “Dalla musica ho tutti i nutrienti mentali che servono”

Marco Germani è chitarrista di progetti cover e inediti: Penthouse Brothers (tributo alle colonne sonore anni ’80), Natural Sound Killers (rock/blues, country), Limbo Neutrale (inediti alternative rock). È session man in situazioni unplugged e di musica leggera, partecipa a notti bianche, feste di piazza, eventi culturali.

“Personality Disorder”, il tuo nuovo singolo. Di cosa parla questa canzone?

Parla di disturbi di personalità tipo la schizofrenia. Il testo è di Sofia Bonardi e come sempre è stata molto brava a usare un’immagine di qualcuno rinchiuso, forse, in un manicomio che sta completamente impazzendo, ma sente delle voci rincuoranti, probabilmente dei medici che lo vogliono curare o lobotomizzare: metafora di chi si sente solo e torturato in una prigione, reale o metaforica. Questo stato mentale l’ho raggiunto più volte nelle varie quarantene, quindi la canzone mi sembrava adatta al periodo.

Un verso delle tue canzoni che ti rappresenta di più?

Non scrivo quasi mai testi, ma in quelli che commissiono ritrovo gran parte dei miei pensieri, do indicazioni abbastanza precise agli autori che mi conoscono e sanno colpire nel segno.

Che consiglio daresti ad una giovane band o un artista che vuole approcciarsi al mondo della musica?

Sicuramente di non fare musica per “diventare famosi”, ma di farlo come forma di socializzazione o di analisi interiore, e ovviamente di crescita personale e di impegno. Ormai i talent, i social e le major hanno distrutto tutto ciò che di onesto, vero e innovativo. Tanto vale fare ciò che ci piace senza la necessità di rendere conto a gente che ragiona solo con i numeri.

La Musica è un forte mezzo di comunicazione. Come farla arrivare anche a chi riteniamo più distante da noi?

Basta avere i propri brani e progetti su alcune piattaforme, poi si può provare a promuoverli in moltissimi modi anche con le webradio o con interviste e playlist, se alle proprie canzoni si lega anche un progetto che contiene altri media meglio ancora, perché potrebbe stuzzicare l’interesse di altre fasce di pubblico.

Quali sono i tuoi miti musicali? Quale l’epoca o le epoche che prediligi?

Ne ho talmente tanti che non basterebbero due pagine per citarne alcuni, mi rivedo molto nella musica anni ’90 perché è stato un periodo ancora dominato dalla vendita dei supporti fisici (CD) e tutto era in continua evoluzione, si è cominciato a mescolare i generi e tutti provavano a fare la differenza cambiando sonorità e stile continuamente, i produttori erano ancora persone serie ed i musicisti erano una grande comunità che poteva vivere della propria arte, purtroppo questo periodo si è degenerato con l’avvento del nuovo millennio e credo non torneremo mai più a quella situazione.

Cos’è per te la Musica? Come si dovrebbe intrecciare con le altre arti?

La musica è una forma d’arte come la pittura, la letteratura, la cucina, il cinema, ma anche i fumetti e i videogiochi, rappresenta il pensiero umano e non ne possiamo fare a meno, definendo la nostra appartenenza, tu sei quello che ascolti, come sei quello che vedi. La musica è inoltre già presente in tutte le arti, mi piace ascoltarla seduto sul divano, ma anche in palestra, in macchina e come colonna sonora di una serie tv, mi piace studiarla e performarla con la mia band perché dalla musica ho tutti i nutrienti mentali che servono. Purtroppo c’è sempre più gente che non ascolta niente o solo porcherie, infatti la società sta regredendo ed è un processo deleterio per chi ama le cose ben fatte.

Limbo neutrale è un progetto musicale e letterario. La parola multimedia che significato ha per te in questo mondo postmoderno?

Ormai qualsiasi cosa è multimediale, pure l’orologio, il problema è che abbiamo mezzi incredibili usati solo per stupidaggini, ad esempio c’è gente che passa la giornata a guardare le storie di Instagram di chiunque o farsi selfie… Non essendo più una cosa da “nerd” si è brutalizzata anche la multimedialità, posso però affermare che i videogiochi sono attualmente il top delle interazioni di media, in cui cinema, azione, storia, personaggi, musica, effetti speciali creano dei veri e propri “open world”. Mi piacerebbe essere milionario e farne sviluppare uno di Limbo Neutrale perché penso di aver descritto nei due romanzi situazioni e personaggi che sarebbero efficaci e divertenti da giocare.



Categorie:interviste, Musica

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