Il Maialino di Natale di J.K.Rowling- Salani editore

Torna nella librerie la “mamma” del maghetto Harry Potter che ha incantato un sacco di generazioni, con una favola dall’aspetto altrettanto magico, le cui pagine trovano il giusto clima del clima natalizio. Una storia per bambini, giovani e, perché no, anche adulti.

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli. Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con l’aiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa… Dal genio creativo di J.K. Rowling, una delle più belle storie di Natale mai scritte, piena della tenerezza irresistibile dell’infanzia di fronte al grande mistero della perdita. L’affettuosa, inesauribile fantasia dell’autrice e la compassione verso le persone e gli oggetti amati che assorbono i sentimenti umani sono la celebrazione del calore della famiglia, del prendersi cura e del sentirsi capiti e della autentica sostenibilità delle cose. Con le bellissime illustrazioni del pluripremiato artista Jim Field, Il Maialino di Natale è destinato a diventare un classico amato da adulti e bambini.

Recensione

Avete mai posseduto un peluche, da piccoli, che ritenevate più speciale degli altri, uno a cui vi affidavate completamente, con cui vi sentivate al sicuro? Quello a cui confidavate i segreti, i turbamenti e le gioie? Io ce l’avevo e lo ricordo con affetto. Forse una coincidenza, ma si chiamava proprio Lino, lo stesso nome con cui il protagonista Jack chiama il suo maialino di pezza preferito. Ormai ingrigito, gli occhi rattoppati, le orecchie sbilenche, dall’odore non esattamente fresco, eppure perfetto per il padroncino. Jack lo adora, lo porterebbe anche a scuola. Lino lo aiuta anche nei momenti complicati, nel mezzo di una difficile separazione che disgrega la famiglia. Cambiamenti drastici attendono il bambino, ma nel suo amico trova sempre una certezza, il calore di cui ha nostalgia.

Jack è disperato, però, quando il suo inseparabile compagno viene perso a causa di un perfido dispetto, gettato via in malo modo chissà dove. Per rimediare, il bambino riceve al posto di Lino un altro peluche, il Maialino di Natale, uguale e identico a lui, solo nuovo e rosa, privo però delle passate emozioni racchiuse nel vecchio pupazzo. Jack infatti non ci sta, vuole ritrovare il suo amico ed è disposto a tutto per riabbracciarlo. Ma è proprio il rimpiazzo a trovare la soluzione. Nella vigilia di Natale tutto può succedere perché è magica, gli oggetti si destano, e il Maialino di Natale accompagna il piccolo nella Terra dei Perduti, luogo dove finiscono tutte che le cose che si sono perse, per dimenticanza o distrazione del proprietario; non solo giocattoli, ma qualsiasi genere di oggetto, anche l’immateriale quale speranze, ambizioni, felicità.

Jack e Nat (nome del maialino abbreviato) percorrono le “città” di questa terra immensa alla ricerca di Lino, incontrando ogni tipo di oggetto parlante dalle storie malinconiche. In ogni favola però vi è un cattivo, in questo caso il padrone del mondo dei Perduti, il Perdente, che non permette di violare le regole e Jack e Nat le stanno violando tutte. Riusciranno a recuperare il compianto Lino?

La storia è scritta in maniera semplice, ma la Rowling mantiene sempre il suo tocco creativo, il suo stile descrittivo ma mai pesante. Il Maialino di Natale racchiude molte morali e riflessioni, una bella amicizia tra persona e peluche.

Gli oggetti non sono per forza pezzi inanimati o privi di valore, ma cose materiali a cui trasferiamo dei ricordi, sensazioni, affetto. Perderli provoca dispiacere, rimpianti. Abbandonarli invece richiama un moto di tristezza, così come si abbandonano e sostituiscono le persone, situazioni che accadono nella vita reale. Una lettura non impegnativa, che richiama vicende quali Toy Story della Disney o Lo schiaccianoci, di Hoffman, magica e ricca di emozioni.

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Categorie:Bambini e Ragazzi, Libri

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