Samuel Beconcini: Volevo creare un mondo duro

Da sempre un grande lettore e appassionato di nuove storie e scoperte decide di scrivere il romanzo: the life is gone

Samuel, com’è nata l’idea per “The life is gone”? Volevo creare un mondo duro, ostile, in cui i protagonisti avrebbero avuto a che fare ogni giorno con un sacco di pericoli. Volevo mostrare una realtà crudele in cui dover sopravvivere per loro, ponendoli molte sfide che variano dalla desolazione di un mondo distrutto, alla violenza e cattiveria dei banditi, che non vedono altra scelta se non essere cruenti.

Per via di tutto questo, quel mondo è ormai alla deriva e privo di speranza. Ed è proprio per offrire una speranza a un mondo che non ne ha che ho deciso di realizzare questo libro e strutturalo in questo modo.

Alla base del libro ci sono elementi chiave come il caos e la sopravvivenza: il libro può essere letto come una metafora dei nostri giorni? Sì. Nel libro è tutto quanto maggiorato, a causa della deriva in cui si trova il mondo. Ma anche il nostro mondo è vittima di violenze e cattiverie, che non sempre sono fisiche come in The life is gone. Per fare un esempio: la violenza dei banditi nel libro può essere considerata una metafora del problema del bullismo nei giorni nostri.

Ciò che hanno in comune, senza fare similitudini, invece, è la differenza che può fare una persona onesta e disposta ad aiutare chi è in difficoltà. Difficoltà che nascono a causa di chi si approfitta delle debolezze altrui.

Il personaggio di Demetra è un po’ un mix tra l’eroina e la ragazza fragile priva di legami: com’è nata la sua costruzione? Volevo una figura femminile forte, carismatica, che mostrasse che nonostante le difficoltà di quel mondo, non solo gli uomini possono sopravvivere. Ho preferito una ragazza determinata al classico macho man. Ma nonostante il suo coraggio lei è anche molto fragile: soffre terribilmente nel vedere ciò che accade in quel mondo, per questo cerca di cambiarlo come può e di fare del bene. Demetra è la speranza più grande che quel mondo può avere, perché è lei stessa la prima ad avere speranza per esso. Lo dimostra il fatto che nonostante sia priva di legami, a causa del suo passato e del mondo in cui vive, il legame più forte lo crea con la persona con cui non avrebbe mai pensato di crearlo: una bandita di nome Cleopatra. Per tutti è malvagia come il resto dei banditi, ma per lei invece merita fiducia, perché a differenza degli altri riesce a vedere una possibilità di salvezza, così come la vede per il mondo, e non esita un attimo a lottare per ottenerla.

Ti sei ispirato a dei film o a dei classici della letteratura per scrivere il tuo libro, magari dello stesso genere e filone? Sì. Quando ho deciso che la causa scatenante della fine del mondo era una guerra nucleare, ho cercato libri o film a tema. Ho letto i libri e visto la serie di The 100, che è molto simile in tematiche. Ma la struttura del mondo era totalmente diversa, per cui non ho trovato idee. Tuttavia ho continuato a seguirli perché mi sono piaciuti.

Ho trovato invece in Ken il guerriero un mondo più simile a quello che avevo in mente: la desolazione e violenza dei banditi lì era molto simile a ciò che avevo in mente fin da subito per The life is gone, e ho rivisto alcuni episodi per riuscire a entrare meglio nel mondo.

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Credi di poter scrivere un sequel del libro o pensi sia un libro autoconclusivo? Inizialmente avevo in mente di fare un libro autoconclusivo, ma proseguendo la scrittura mi sono resoconto che c’erano tutte le premesse per andare avanti. Altre storie da raccontare, nemici da affrontare e tanto lavoro da fare per i personaggi per ridare speranza a quel mondo. Per questo motivo ho deciso di farne una saga, strutturando il libro per essere pronto a un seguito.

In questo libro infatti ci sono degli accenni a nemici che arriveranno in futuro e uno di questi fa addirittura una breve comparsa a un certo punto, facendo capire che non può finire lì.

Al momento posso dire di essere in lavorazione sul secondo e di aver fatto molte interessanti aggiunte che renderanno la saga di The life is gone ancora più incredibile e sorprendente!



Categorie:Autori, interviste

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