Libero… da tutto

E’ il 15 luglio del 2021. Il San Gennaro fatto di bombolette spray di Jorit a Forcella sta piangendo. Dal colore scendono lacrime di amarezza. Libero è morto e la sua anima è tornata a Napoli per un saluto prima di salire in cielo. 

Smetto Quando Voglio, Fortapasc, Santa Maradona, A Tor Bella Monaca non piove mai. Sono solo alcuni dei film a cui Libero De Rienzo ha preso parte come attore. Nato a Forcella, cresciuto a Via Chiaia, era napoletano doc. Ha deciso poi di vivere a Roma ma non ha mai dimenticato Napoli. Figlio di un giornalista, ha sempre avuto i fatti seri e la costanza, l’impegno e l’arte nel sangue. Probabilmente venuto a mancare a causa di un infarto scaturito da droghe, il 15 luglio 2021, le cause del decesso sono ancora incerte. Certo è che Libero non è mai stato un uomo assoggettato, da persone o da cose. Era libero come si evince dal nome e libero sarà per sempre.

Il giornalismo italiano negli ultimi giorni sta dicendo di tutto, i giornalisti di Repubblica stanno creando audience pur di ricevere click di guadagno sui loro articoli ma questo è solamente un modo per crearsi fama e guadagno spiccioli, non è vero giornalismo. E allora come se davvero le anime di Siani e di Libero si stessero un attimo congiungendo, dopo essersi già incontrate in Fortapasc, ecco che avviene quel qualcosa che ci fa credere nel destino.

Il giornalista vero e proprio, ad appena 26 anni, con solo il patentino da pubblicista nonostante la caparbietà e la scrittura da professionista, lo faceva Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra, un sognatore, un ragazzo, un pittore di parole, uno scrittore di immagini crude e vere e potenti, capace di dare fastidio nella maniera giusta creando inconsapevolmente un amaro destino. Libero ha interpretato Giancarlo e gli ha dato la giusta importanza nell’interpretazione cinematografica: serietà, sguardo e lavoro su campo durante le riprese, la voglia di documentarsi. I due, distanti per generazione e  l’uno vivo e l’altro morto, avevano gli stessi ideali. 
Libero accettava solo lavori seri e degni di nota, Giancarlo si dedicava al giornalismo che diceva la verità e che faceva rumore solo grazie ad un articolo scritto sul Mattino.

Il paradosso e lo scherzo stanno nel fatto che due uomini che non si sono mai conosciuti, hanno condiviso pezzi di strada assieme e ideali seppur separati e in più, gli stessi, hanno avuto un responso post mortem, davvero miserabile. Repubblica deve vergognarsi, si sta dicendo di tutto su Libero e questo non va bene nei suoi confronti e nei confronti della famiglia, moglie e figli, amici, conoscenti, colleghi di lavoro.

Libero De Rienzo era un uomo forte, gentile, dall’animo puro. Quando tornava a Napoli, offriva il caffè a tutti. Non si risparmiava. Aveva appoggiato la candidatura di Procida come capitale della cultura 2022 e aveva preso parte al film del 2019, diretto dall’amico Marco Bocci, regista  e attore, intitolato A Tor Bella Monaca non piove mai, ispirato al libro dello stesso Bocci. Un film drammatico e vero, ricco di pathos ed energia, dolore e verità, una periferia romana mostrata in tutte le sue fattezze. Ebbene: la partecipazione di Libero come protagonista non poteva mancare e questo Bocci lo sapeva benissimo. Amarezza e dolore hanno colpito lo stesso regista, il cast del film e tutti i colleghi (e non)  che hanno lavorato con Libero o speravano di lavorarci assieme. 

L’amico che da giorni lo chiamava, non può crederci. Ha allertato lui le autorità che hanno trovato Libero senza vita in un appartamento a Roma. Questo è quanto. Regna il silenzio delle persone serie e il rumore dei giornalai, come si osano definire i giornalisti che non producono verità ma menzogna, che vogliono a tutti i costi sfornare pezzi non veritieri dove non omaggiano l’attore ma si beffano della sua vita, morte e famiglia. Il giornale Repubblica perde di credibilità e con esso tutti gli altri e le riviste che si sintonizzano sulla stessa frequenza di bugie e narrazione fittizia degli eventi.

Se Libero fosse qui, manderebbe tutto al diavolo, sorriderebbe e penserebbe che tutto sta prendendo la direzione sbagliata, ma che forse, grazie ai pochi dal cuore nobile, qualcosa ancora si più recuperare. E allora affidiamoci alle parole che non ci ha detto ma che di sicuro sta pensando e portiamo avanti arte, verità e spettacolo, scrittura e documentazione puri e realistici. 



Categorie:Per dire BASTA

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