C0110: non esistono ferite, solo cicatrici da ammirare

Nel nostro appuntamento dedicato all’Arte oggi ho il piacere di farvi conoscere un artista padovano, classe 1976, il suo nome d’arte è questo: Cizerocentodieci.

Un artista decisamente eclettico e che ama sperimentare e mettersi in gioco.
Egli intende rappresentare l’uomo in tutta la sua meraviglia, emozioni, paure e contrasti ovvero imperfezioni, che arrivano dirette a emozionare gli occhi dello spettatore.

Un artista decisamente eclettico e che ama sperimentare e mettersi in gioco.
Egli intende rappresentare l’uomo in tutta la sua meraviglia, emozioni, paure e contrasti ovvero imperfezioni, che arrivano dirette a emozionare gli occhi dello spettatore.
Aldilà dei supporti su cui predilige realizzare le sue creazioni, siano essi muri, porte, tele, il suo personale stile, è unico e molto riconoscibile. Gli occhi e i volti di C0110 esprimono l’uomo a 360° nelle sue forze, debolezze e limiti, raccontando così le nostre storie. Egli si cala, immedesimandosi, nelle nostre vite, e lo fa mettendo con i suoi pennelli, quei tratti, quegli occhi esatti, perfetti per esprimere tutto in uno sguardo!
Il volto che egli ritrae è molto di più di un viso dipinto, ma diventa una ponte tra corpo e anima.

Com’è nata la tua passione per la street Artist e la tua energia nel voler seguire questa tua passione artistica?

Difficile dire come sia nata, potrei dire sia nata quando sono nato io, che sia cresciuta con le mie ossa…oppure, più semplicemente, come ogni bambino, vivevo di creazione , di immaginazione e mi sono accorto, con il tempo, che riuscivo a fare come lo immaginavo. Non c’è pregiudizio nella tua fantasia, sei libero di crederti chi vuoi e di vincere sempre nel modo giusto, quello che credi di meritare.
Non esistono ferite, solo cicatrici da ammirare.

Sei originario di Padova, questa meravigliosa città, secondo la tua esperienza e il tuo attento occhio di artista, guarda al futuro in termini di progettivita giovanile e culturale o è ferma agli allori del passato?

Padova è una città attenta, affamata di bellezza e i suoi cittadini hanno imparato , con il tempo e la volontà, che esiste una forma di arte sociale, che tutti, non solo gli abbienti, possono ammirare voltando lo sguardo, girando un angolo, camminando semplicemente.
Non esiste età, ceto sociale, fede politica o religiosa.
L’arte è una risorsa e, come un bene primario, deve essere di tutti.
Perché sia così, però, serve la volontà delle istituzioni, delle amministrazioni locali e della politica in genere, la cultura va sostenuta anche economicamente, perché è un lavoro. E come ogni lavoro, merita rispetto.
Confido che la mia città continui a fare i passi nella direzione giusta.

Grazie alla tua originalità e creatività, la tua arte si è resa protagonista un progetto artistico all’avanguardia. L’iniziativa in questione, riguarda le cabine elettriche che si trasformano e diventano vere e proprie tele per gli artisti di Street Art. La tua opera realizzata su un impianto di trasformazione dell’Azienda del Gruppo Enel, nel quartiere Arcella, è davvero un omaggio alla forza della donna e non è di certo passata inosservata.
Come hai avuto questa ispirazione?

Non può esserci libertà se non c’è partecipazione (cantava più o meno il signor G.G) e non può esistere una partecipazione parziale, come non può esistere libertà solo per alcuni.
Le donne portano un carico pesante e , a volte, si danno un carico pesante…ma non esiste nessun peso che nasca per la donna e non per un uomo e va condiviso ,vale per tutti . Condividere è libertà, come lo è la leggerezza. Non si dica che la leggerezza è sinonimo di superficialità .
Oggi può essere un atto di ribellione!
Rivoluzione dal moralismo altrui, dall’amore come moneta di scambio, dalle aspettative che fanno morire poco a poco.
Ho rappresentato un volto di donna che guarda la strada, mentre la gente passa.
Sopra il capo un’aureola, piena di confusione , come ne è piena la vita.
Sotto , un elefante sostenuto da due colibrì, perché, come detto, la leggerezza può sostenere carichi importanti.
Poi gli astronauti, esploratori per eccellenza , affamati di conoscenza.
Tutti i pezzi insieme, come la soluzione di un puzzle: Nonostante la tua confusione, puoi sollevare il grande carico con la leggerezza, attraverso la conoscenza.
Il sapere più grande è conoscere se stessi.

Quali sono tuoi sogni nel cassetto che vorresti realizzare?

Mi piacerebbe girare le scuole e parlare con i ragazzi e le ragazze, ascoltarli e parlare con loro. Parlargli della leggerezza e della pesantezza

Grazie mille 🌟

Voi cosa ne pensate?
Scrivetelo qui
(Mi piace ascoltare le vostre critiche o apprezzamenti per poterci confrontare)

Al prossimo Artista

Valeria
Art Promoter



Categorie:Arte&Artisti

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