Mimmo Cavallo e Samaritano: con un nuovo brano rock-melodico

A Life Factory Magazine oggi incontriamo Mimmo e Samaritano con il loro nuovo singolo Caffe Nero Bollente che racconta di una donna insoddisfatta, un testo forte che divenne anche un punto di riferimento del movimento femminista italiano. Lo sfogo di una donna legata ad un uomo che non la ama più

Come è nata la collaborazione tra Mimmo Cavallo e Samaritano?

(Mimmo Cavallo): Salvo, con il quale avevo già lavorato a metà degli anni novanta, mi chiama dalla Sicilia. È uno dei tanti contatti che periodicamente ricevo. C’è chi manda del materiale (canzoni, testi…), chi ha bisogno di un giudizio, chi cerca aiuto nel mondo della discografia. Salvo no. Salvo è un musicista. Parla poco e soprattutto dice cose sensate, pertinenti concrete. Mi racconta di un progetto musicale: vuole riarrangiare un po’ di canzoni già edite, di vari artisti, tra cui “Caffè nero bollente”, un brano degli anni ‘80 interpretato da Fiorella Mannoia, scritto da me e Saro De Cola. Ecco, tutto è nato così, da una telefonata.

Ri-arrangiare “Caffè Nero Bollente”… l’intenzione mi sembra buona. “Già ma come pensi di realizzarlo?” gli chiedo. “Io vorrei ribaltare completamente l’impostazione già edita” mi risponde “ e farne una versione jazz, che ne dici?”.“ Okeissimo!” replico. Infatti ero d’accordissimo. Mi sembrava una bella prova di coraggio per lui e Roberto Mezzatesta (arrangiatore e co-produttore artistico dell’intero album). Chissà cosa mai avrebbero combinato, innamorato poi come sono di Zappa, della sperimentazione, dell’osare, dell’andare oltre, fino ad ammirare il coraggio di John Cage “con 4.33”.

Ero curioso insomma di come un brano pop-rock potesse essere rivisitato addirittura in versione jazz.

Che novità portate nel vostro nuovo singolo Caffè nero bollente?

La nuova versione, pur mantenendo la struttura profonda della canzone,  propone una ri-armonizzazione della partitura musicale, alcune modulazioni, insomma una nuova veste decisamente più “fusion” e nuovi colori armonici. Si riconosce perfettamente sin dal primo ascolto, ma è un’altra cosa, ed è stato davvero divertente toglierle la polvere e tirala a lucido

Sappiamo che questa canzone fu scritta da Mimmo Cavallo per Fiorella Mannoia, nel lontano 1981. Volete svelarci di più?

Mimmo: All’origine “Caffè Nero Bollente” era una idea di Saro De Cola (bravissimo cantautore siciliano). Antonio Coggio, il nostro comune produttore, mi chiese di “lavorarci”. L’impresa riuscì e “Caffè Nero Bollente” venne alla luce. Il pezzo, brano rock-melodico, era stato pensato per una Fiorella Mannoia allora ancora sconosciuta. Fu un grande successo

C’è qualcosa di particolare che potete raccontare su quanto accaduto in quelle session in studio con la Mannoia? Un aneddoto divertente o una situazione singolare, qualcosa che il pubblico non conosce?

Mimmo: A volte le cose accadono e dopo sembra tutto facile ma a ricordare quei giorni mentre registravamo il brano, nulla sembrava scontato. Tra le curiosità mi piace ricordare le giornate in studio. I musicisti, in genere, arrivavano in tarda mattinata e subito ci si metteva all’opera. Fiorella invece tardava. Dormiva fino a mezzogiorno e spesso toccava a me tirarla giù dal letto, ricordandole che ormai da ore c’era tutto lo staff ad aspettare.

Poi, intorno alle 14, si pranzava tutti insieme “da Maria” una trattoria di Mentana. Ogni cosa avveniva in un’armonia irripetibile, quasi familiare, senza fretta. Si faceva musica tra una barzelletta, una partita a dama, un bagno in piscina e tutto sembrava eterno. Avevamo il tempo necessario e alla fine la qualità del lavoro equivaleva alla quantità di tempo impiegata per ottenerlo. Il tempo era il nostro grande maestro e quel feeling riusciva a darci le soluzioni migliori.

Avete altri progetti insieme, in futuro?

La voglia di essere ricompensata continuamente, di non sentirsi mai appagati ci offre sicuramente spunti per pensare di poter ancora collaborare insieme. È un meccanismo di sopravvivenza. La musica non è un mestiere, è una necessità. Non si va in pensione. I progetti sono come i desideri, alcuni si sviluppano altri si trasformano. Noi continuiamo a sognare. Anche senza risorse economiche abbiamo sempre un progetto e un sogno nel cuore. Siamo musicisti. Non sottovalutateci!



Categorie:interviste, Musica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: