Liù Bosisio: il coraggio io me lo sono inventato

Oggi abbiamo il piacere di avere tra le nostre pagine Liù Bosisio: attrice, doppiatrice e scrittrice attiva in cinema, teatro e televisione.

All’inizio del libro viene spiegato il significato del titolo, ma cosa ti ha spinto a
scegliere proprio il Carbonio come elemento?

Perché son consapevole che il carbonium, è un elemento fondamentale nella chimica organica ed è alla base di ogni forma vivente. Quindi questo riguarda anche me e il mio corpo che è soggetto a trasformazioni continue e cicliche esattamente come il Carbonium, che con le sue trasformazioni, può diventare diamante splendente o anche uccidere.
“L’anima è il principio vitale dell’uomo, origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà, della stessa coscienza morale”. E l’Anima della Protagonista, come il suo corpo e come l’elemento chimico, il Carbonium appunto, subisce le stesse trasformazioni: si dilata, si assottiglia, si contrae. In questo libro si parla proprio di questo: delle trasformazioni che subiscono Anima e Corpo.

In questo meraviglioso libro tu parli della tua vita, raccontandoti; cosa ti ha portato a scrivere queste pagine??
Grazie per il “meraviglioso”, Sei molto gentile… Che cosa mi ha indotta a scrivere tanto? Non è facile a dirsi… Solitudine, dolore, necessità di ascolto… Vedi? Per tutta la vita ho tenuto diari, quaderni, annotazioni.
Scrivevo persino sulla tovaglia di carta di qualche trattoria, che poi naturalmente strappavo facendola mia, prima di lasciare il locale. Quindi ad un certo punto della vita mi sono ritrovata con cumuli di carta, fogli, pagine, quaderni… che farne? Ho raccolto tutto il materiale e l’ho chiuso in 4 Diari che ho spedito all’Archivio dei Diari di Pieve di S.Stefano che in quel momento bandiva un Concorso. Con mia grande meraviglia mi sono ritrovata tra i dieci finalisti! Non ho vinto, ma conservo una bella Targa d’argento di Partecipazione. Questo evento mi ha portata a pensare che con un bel po’ di lavoro, tagli, ricuciture, cronologia, etc., forse poteva diventare un libro… ed eccolo qui!

Alla fine, tu affermi di aver finalmente trovato una casa e che non l’avresti mai
lasciata; se dovessi descrivere in poche parole le sensazioni che ti hanno riempito il cuore leggendo la parola “FINE” quali useresti?

Svuotamento… una specie di stanchezza antica, ma anche liberazione: ero riuscita a, passami il termine, a “vomitare” tutto il mio malessere, il mio dolore, il senso di inadeguatezza, di ribellione… cosa che nemmeno con una psicoterapeuta ero riuscita a fare. E orgoglio: c’era riuscita, finalmente ero contenta di me, della mia forza di volontà. E’ stato un viaggio antropologico in me stessa, ed è stato duro, ma ce l’ho fatta!

Nella tua vita ci sono stati momenti no alternati con quelli positivi, cambieresti
qualcosa se potessi tornare indietro?

Forse no. Ho sofferto molto, ma mi ha resa ciò che sono oggi. Una cosa però è sicura: amo la vita, ma, potendolo, non tornerei mai indietro.

Il libro si divide in tanti capitoli corti; l’idea dietro a questa suddivisione era quella di rendere scorrevole il romanzo? O la motivazione è differente?
I capitoli sono corti o lunghi a seconda di ciò che richiede il fatto narrato, solo questo.

Ho apprezzato molto la visione in terza persona della Luisa del passato, è stato più semplice narrare i fatti in terza persona? Cosa hai provato rileggendo i capitoli?
Non è tutto in terza persona. Il racconto si svolge su tre piani: Narratore, che è anche Coscienza, Personaggio, Luisa, e Memoria, Luisella. Sono tre voci differenti che si intersecano e che dialogano fra loro. Il Narratore parla in terza persona, il Personaggio Luisa parla in prima persona (difatti è virgolettato), e la Memoria, Luisella, viene vissuta al presente. E’ esattamente una parte di un diario tenuto a sedici anni, pari pari. Non ho fatto che copiarlo. Rileggendolo che impressioni ho? Mi pare impossibile di averlo scritto proprio io.

Leggendo questo libro sono rimasta molto colpita dal tuo guardare al futuro, dal coraggio di superare le difficoltà e raggiungere i propri obiettivi. Cosa diresti a tutti coloro che si trovano in una situazione simile alla tua e che non vedono “la luce alla fine del tunnel”? Che bisogna cercarla e soprattutto volerla. Non ci si deve lasciare andare, né allo scontento, né alla disperazione. Si deve lottare, sempre. E non si può dire “Non ce la faccio!”, devi farcela! Il coraggio io me lo sono inventato, e me lo invento, ogni giorno.

Se dovessi descriverti con tre aggettivi per presentarti ad un futuro lettore, quali sceglieresti?
Amore per la Vita, Coraggio, e Volontà.

Grazie!



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