“Il mistero dell’uomo sulla spiaggia” di Chiara Romanello (Lar Editore)


Il marchio di fabbrica di Chiara Romanello? Unire fatti di cronaca del passato a reinterpretazioni personali, di fantasia. Mi aveva molto colpito la lettura de “Il prigioniero senza volta”, e non sono affatto rimasto deluso nemmeno da “Il mistero dell’uomo sulla spiaggia”

Sinossi:


Un caso di cronaca irrisolto, un cadavere senza nome, un codice indecifrabile. Dalla Russia all’Australia per risolvere il mistero del secolo.

Recensione

Un diciassettenne diseredato, a Mosca, alla fine della Grande Guerra; un commissario australiano, trent’anni più tardi, alle prese con l’identificazione di un cadavere rinvenuto sulla spiaggia di Somerton. Cosa unisce in maniera inestricabile queste due vicende, all’apparenza così lontane e inconciliabili? Sono un lettore romantico e mi lascio prendere dalla storia di Dimitri, orfano di madre e figlio di un padre che nessuno vorrebbe avere. Trascorre le sue giornate a cavallo tra vita sregolata (fumo e case di tolleranza) e il pensiero verso un futuro diverso, che meriterebbe, perché in fondo è un’anima pura e intelligente. Poche pagine per descrivere il suo rapporto con la prostituta Keisha, e scorrono automatiche le prime lacrime: l’autrice descrive con estrema dolcezza un sentimento agli albori, repentinamente interrotto dal brusco distacco tra i due. Perché tutto non va come deve andare, nonostante le persone s’impegnino a essere migliori?

L’interrogativo mi assale e si ripresenta, con ancora maggior vigore, quando il giovane protagonista viene assunto come operaio nella fonderia di Jeff. Il suo datore di lavoro, imprenditore illuminato, gli apre le porte della sua casa, che condivide assieme alla bellissima moglie Katrina. Il lettore più attento avrà già capito tutto. Chiara Romanello descrive in maniera struggente un amore impossibile, fatto di messaggi furtivi, codici cifrati e amore per le poesie di Umar Khayyam. A far da sfondo al tormento interiore dei personaggi, una Mosca freddissima, scossa dalla disfatta bellica e dall’avvento dei bolscevichi.


La parte della vicenda ambientata ad Adelaide, mette invece in evidenza gli sforzi portati avanti da Edward Harris, commissario capo della polizia di Adelaide, nel venire a capo di un triste fatto di cronaca. La penna dell’autrice si muove sicura anche nel documentare le indagini, forte di un’accurata opera di ricostruzione delle fonti giornalistiche dell’epoca.


La morale insita nel libro, a mio modesto avviso, è di provare a fare un tuffo nel passato, invece di lamentarci di quanto accade ai giorni nostri. Già, perché tutto era più difficile, dalla gestione dei rapporti umani alla tutela degli indigenti. Un libro in ultima analisi imperdibile, che abbraccia diversi generi, sempre con successo.


Giudizio:5/5



Categorie:Gialli & Thriller, Libri

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