Le canzoni giuste: una band effervescente unita dalla musica

Abbiamo con noi la band Le canzoni giuste. Un nome particolare per un gruppo veramente scoppiettante.

Ciao a tutti, ragazzi. La prima domanda sarà una sorta di foglio bianco, una pagina vuota in cui potrete raccontare di voi tutto ciò che vi passa per la testa. Prego a voi la parola..

Ciao a voi

Le canzoni Giuste sono Iacopo, Bruno, Flavio e Luca; persone che nella vita normale non c’entrano niente l’uno con l’altro, completamente diversi fra loro; ma quando si parla di musica e composizione la diversità converge in un unico obiettivo che diventa poi l’anima delle nostre canzoni. Amiamo stare in tour e fare concerti, anche se si lavora è come stare in gita di quinto liceo per mesi, nonostante ci si comporti in maniera professionale è impossibile non divertirsi e prendersi in giro. A volte possiamo apparire come “una banda di scappati di casa”, ma in realtà lavoriamo duramente ad ogni piccolo passo o scelta del progetto.

Non ci piace parlare molto di canzoni, perché crediamo che a loro modo, per quanto possano avere un significato universale scelto dall’autore, la parte dell’impressione soggettiva dell’ascoltatore è fondamentale per creare un vero rapporto con una canzone. Quando ci chiedono di descrivere la nostra musica usiamo sempre questo mantra: Canzoni demenziali per persone intelligenti, canzoni intelligenti per persone demenziali.

Il vostro ultimo singolo Sushi all you can eat, di cui abbiamo visto anche il simpatico video, è una ballade orecchiabile e ritmica che si lascia cantare e ti entra davvero in testa. Volete dirci di più sulla realizzazione di questo pezzo. La canzone è nata a livello di messaggio insieme all’intero Concept. Poi, solitamente, nelle nostre sessioni di scrittura cerchiamo di capire, attraverso il nostro gusto, e attraverso ciò che vogliamo comunicare, quale possa essere lo stile ed il vestito più adatto per ogni messaggio, quindi per ogni canzone.

In questo caso ricordo bene che in quel momento avevamo la fissa di voler utilizzare il campanaccio che sentite per tutta la strofa, e di fare uso di suoni 8 bit nei momenti vuoti per far emergere quella sensazione digitale. Poi in generale cerchiamo di entrare nel mood del messaggio e ci lasciamo trasportare fino a che non otteniamo un lavoro che davvero ci soddisfi, siamo difficili da accontentare quando produciamo musica.

Sappiamo che questa canzone si inserisce in un disco che verrà rilasciato a maggio, dal titolo Felici e Contenti. Cosa potete svelarci rispetto a questo? Possiamo dirvi che è un concept album, che sarà diviso in tre atti che parlano di storia, attualità e distopia; e che insieme all’album ci sarà una sorpresa davvero davvero speciale. Ma non possiamo svelarvi altro.

Diteci di più della web serie, a cui il vostro disco ha dato vita, diretta e ideata da Antonio De Gregorio. Antonio e Giulia (direttrice della fotografia), sono entrati davvero di petto nel progetto; noi cerchiamo sempre collaboratori disposti a fare esperimenti, a sposare in un certo senso la causa del progetto. In ogni lavorio partiamo da un concetto, e cerchiamo gente che voglia creare e comunicare davvero qualcosa, un messaggio, in questo caso quello delle nostre canzoni.

Un videoclip, nel nostro immaginario, non deve essere un semplice video della canzone, ma un contenuto in più che noi stiamo fornendo al nostro pubblico, ed è importante che sia coerente con il nostro messaggio, ma soprattutto che sia qualcosa di alternativo. Antonio questo lo ha capito subito. Ha sviluppato così anche lui una storia sul nostro concept che vedrete con sempre più chiarezza nei prossimi “episodi”

Quello che vi possiamo dire è che ci siamo ritrovati in un loop temporale, e non riusciamo ad uscirne; e ogni volta saremo costretti a doverci districare in situazioni non propriamente semplici.

Per finire, vi auguriamo ovviamente tanto successo. Vogliamo, però, porvi una domanda scomoda: se per raggiungere traguardi importanti foste costretti a scendere a compromessi, sareste disposti a farlo oppure preferireste essere meno famosi ma senza cambiare una virgola del vostro stile o altro? Innanzitutto grazie. Dipende sempre dal compromesso e dal metro di misura; Pensare di non dover cambiare mai è proprio contrario alla base di ciò che è questo progetto; per definizione non ci piace chiuderci nei generi, né in alcuna scatola, soprattutto quelle mentali. Ma non è neanche il successo quello che ci interessa, ci interessa vivere facendo quello che piace e sperare che il nostro messaggio raggiunga più persone possibile, e che possa significare qualcosa come per noi. Quindi si, saremmo sicuramente più che disposti a scendere a compromessi, se questi compromessi sono sensati!



Categorie:interviste, Musica

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