La mia vita capovolta di Cosimo Schena

Uscire dal lavoro, dirigersi verso la macchina, la testa immersa nei pensieri e in particolar modo su quel desiderio di cambiare la propria strada, di mutare il proprio percorso, di fare qualcosa.

Sinossi: Mario è un quarantenne in piena crisi. A Roma, vive una vita agiata; è dirigente di una multinazionale, è circondato di donne e di amici, ma si risveglia ogni mattina riscoprendosi attanagliato dalla solitudine. Per evadere da quella vita che gli sembrava sempre più stretta e asfissiante, si rifugia spesso nei suoi sogni. Una mattina come le altre, preso dalla solita routine, esce di casa per recarsi in ufficio e, mentre distrattamente attraversa la strada, viene investito. Passa tre giorni in rianimazione e, in uno stato di semicoscienza, elabora la sua strategia per cambiare vita. Dopo varie peripezie per sparire dalla circolazione senza lasciar traccia ai pochi familiari rimasti, riesce a prendere il primo volo per una destinazione lontana. Ma ben presto scoprirà che la libertà non è fuggire lontano dalla propria vita, ma affrontarla e viverla pienamente. La dura realtà e la delusione che cumulerà nelle sue numerose nuove esperienze, gli faranno scoprire che in fondo scappare, lungi dall’essere un atto di libertà, in vero, è solo il suo ulteriore gesto di codardia. Il romanzo alterna le diverse vicende di vita e i numerosi viaggi intorno al mondo, riccamente descritti, con alcune incursioni nel cuore di quest’uomo inquieto. È come se la toria si fermasse e, in slow motion, si entrasse nell’anima del protagonista, là, dove si forma la vera coscienza. Dopo insolite situazioni, il lettore si troverà di fronte ad un finale del tutto inaspettato.
RECENSIONE:

«Sentivo che ben presto qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa che avrebbe capovolto tutta la mia vita. Sai, quando senti quel brivido dentro, lungo la schiena che ti pervade, fino a stringerti anche le viscere; che fosse l’occasione giusta? Eh sì, proprio quello. Non lo dimenticherò mai, era il 17 dicembre.»

Mario, quarantenne, non sa più come variare il corso degli eventi e di quella vita scandita da una routine fatta di casa, lavoro, lavoro, casa. Una disattenzione, il telefono che squilla proprio mentre sta attraversando la strada con quel segnale rosso che non ha notato. Il suono di un clacson incessante, l’incidente. Mario si risveglia dopo tre giorni di rianimazione, la mente prima annebbiata, quelle voci che rimbombano a lui accanto. Ed è qui che ha l’idea. Perché lui che abita a Roma conducendo una vita agiata, lui che è un dirigente di multinazionale amato, stimato e circondato da donne e amici, è sempre più schiacciato dalla solitudine. I sogni sono la sua unica valvola di sfogo, sono il suo rifugio più segreto e pregiato. Come prendere in mano la propria vita? Come cambiarne le sorti quando queste sembrano ormai essere incanalate in un sentiero dal cui percorso è ormai impossibile sottrarsi?

«A un certo punto, mentre ero ancora in uno stato di dormiveglia, mi dissi: “O adesso o mai più”. Avevo quarantadue anni suonati e non avevo fatto nulla per cambiare la mia vita. Feci due conti con me stesso: “E se facessi finta di aver perso la memoria?”.»

Tante le peripezie che portano Mario a decidere di allontanarsi sino a far perdere le proprie tracce anche ai pochi familiari rimasti e che lo portano ad abbracciare una libertà che si traduce in una meta lontana da tutto quel che è stato. Ma cosa significa essere liberi? Cos’è davvero la libertà? È davvero sufficiente prendere il primo volo per un posto lontano per potersi sentire tali? O forse “libertà” significa affrontare la propria vita, quella vita fatta di cadute e solitudine che accompagna? Più Mario scapperà, più Mario si tufferà in nuove esperienze e più si renderà conto di quanto ciò non sia altro che codardia.

È proprio questo il fulcro dell’opera di Cosimo Schena intitolata “La mia vita capovolta”, titolo che ben mixa diverse vicende del vivere che si snodano attorno a viaggi intorno al mondo e all’intento sotteso, ma evidente, di far riflettere il lettore sul senso della vita e su tutti i suoi corollari e le sue sfumature. L’autore, con delicatezza e per mezzo di uno stile narrativo fresco, diretto e lineare, conduce per mano chi legge portandolo a riflettere proprio su questo aspetto.

Schena sembra volerci ricordare che per essere felici non occorre andare lontano, basta avere la pazienza di guardare al nostro fianco, di osservare chi abbiamo vicino, di custodirlo dalle avversità e dai timori. Ma l’autore ci insegna anche a non avere paura di noi stessi, ci invita a non temerci e a non temere quello che ci circonda e a guardare oltre a quel che abbiamo costruito attorno a noi per proteggerci.

Perché vivere significa pure mettersi in gioco, perché vivere significa non soltanto limitarsi a essere presi da noi stessi e il nostro piccolo orticello quanto anche abbracciare quel che abbiamo attorno perché ogni storia merita di essere conosciuta e vissuta. Un libro che semplicemente si divora lasciando una sensazione di dolcezza e un messaggio potentissimo.

«La vita è qualcosa di straordinario. Va vissuta fino all’ultimo secondo che ci è dato di vivere. Non va sprecata in nessun modo. Va vissuta e basta. Ci possono essere alti e bassi, ma questo non ci autorizza a sprecarla inutilmente.»



Categorie:Libri, Narrativa

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