8 Marzo: Non chiamiamola “Festa”

Adoro le mimose anche se esse non amano il mio naso e mi fanno starnutire. Mi ricordano l’inizio della primavera e il momento in cui ci si sveste per godere dei giorni più caldi.

La mimosa è un fiore molto economico e facilmente reperibile, ecco perché fu scelto come simbolo per La giornata Internazionale della donna. Sì, perché questo è un post sull’otto marzo ma non vi racconterò la solita storia delle suffragette americane, il voto, la scelta del giorno, la rivolta delle donne russe… Molti ancora pensano che l’otto marzo viene festeggiato per ricordare quel famoso incendio in una fabbrica, ma è un falso storico. La Giornata internazionale della donna non ricorda un incendio ma le conquiste in campo economico e sociale di noi donne. E non chiamiamola festa, e non diciamo che noi donne pretendiamo gli auguri: noi non pretendiamo nulla, a parte la consapevolezza!

Donne, digitale e cybersicurezza: la parità è ancora lontana

Torniamo alla mimosa. In Italia è diventato il simbolo di questa giornata mentre le donne in piazza manifestavano e chiedevano cose alle volte strane quali libertà, lavoro, uguaglianza, mentre le pubblicità e le canzoni rappresentavano spesso una donna felice di stare a casa, realizzata! Questo succedeva tanti anni fa. Adesso la mimosa e quella data sono diventate un puro simbolo commerciale, ma di strada noi donne ne abbiamo fatta e tanta e in salita ne dobbiamo fare.

Ancora sento discorsi sessisti e spesso banali. Negli ultimi tempi mi sto rendendo conto che non è cattiveria o solo ignoranza, ma è radicata in noi (anche nelle donne) e me ne sono resa conto tempo fa sfogliando un giornalino per giocattoli: qualcosa mi turbò. Gli strumenti musicali erano in mano a un bimbo. Perché una batteria o una chitarra elettrica non possono essere suonate da una bimba? Ed è lì che tutto mi è stato chiaro. Quando gli uomini ci dicono se abbiamo stirato, lavato, spazzato o cucinato sedendosi stanchi sul divano non lo fanno per maschilismo (solo) ma perché loro ci immaginano come la canzone di Umberto Tozzi “fammi abbracciare una donna che stira cantando…“. Io sospiro quando stiro perché mi annoio e mi annoia fare il bucato, pulire i vetri, passare l’aspirapolvere… Ma l’uomo, anche quello collaborativo che ti fa trovare il pranzo pronto, fa liste della spesa e ordina i cassetti della dispensa, pensa: ma perché da piccola non ti divertivi quando giocavi a fare la casalinga? Come ai maschietti piacevano palle, automobili e costruzioni, le bimbe giocavano a fare le pulizie di casa. Cosa c’era di più divertente di giocare a fare la massaia? A parte rubare i giochi dei fratelli. A mia figlia regalarono un’asse da stiro per esercitarsi a stirare le camicie. Lo usò come skateboard!

Il giro del mondo con 20 donne che hanno cambiato la storia

Vi assicuro che noi ragazze ci divertiamo tantissimo con palle, motori e strumenti musicali. Non fateci gli auguri, non regalateci bambole e mimose, non giudicateci se non siamo brave a stirare le camicie; aiutateci, invece, a percorrere quella strada in salita!



Categorie:Community, Girl power, La FORZA, NoiDonne

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: