Massimo Galfano: “I falsi Dei”, l’amore infinito di un figlio per la madre…

In radio e negli stores  “I falsi Dei” l’attesissimo singolo di Massimo Galfano,  artista che vanta collaborazioni importanti con personalità del calibro di Toto Cutugno, Audio 2, Tony Dallara, Tony Esposito, Riccardo Fogli, Gianluca Grignani, Fausto Leali, Fiorella Mannoia, Moreno, Ivana Spagna, Anna Tatangelo e altri ancora.

“I falsi Dei”  è un brano autobiografico, che  tocca un tema personale molto delicato, il rapporto conflittuale tra madre e figlio, conflitto esacerbato dalla diversità di fede: la madre di Massimo, infatti, ha trovato conforto nei Testimoni di Geova per reagire alla disperazione causata dalla malattia di cui suo figlio, sin da bambino, soffre e che riesce a superare dopo anni.

“I falsi Dei”  è un canto d’amore con cui Massimo vuole esprimere il suo sentimento grande e profondo, oltre le religioni e i falsi Dei, perché  che lega madre e figlio è per la vita e supera ogni avversità e ostacolo.

Raccontaci come è nato il brano “I Falsi Dei”?

In una notte di dicembre, una di quelle notti fredde e malinconiche, chiamai il mio manager e discografico, il Maestro Giancarlo Prandelli,  e gli raccontai una parte della  mia storia, quella parte che mi crea da tanto tempo dolore, ansia, malessere. Lui mi ascoltò con molta attenzione e senza dire una parola, come solo un vero amico sa fare. Raccontai di questo rapporto molto particolare e complesso con la mia mamma, una donna stupenda e unica, ma fortemente legata alla sua religione, Testimoni Di Geova, che io rispetto, ma non condivido in tutto, essendolo stato anch’io nel passato. Giancarlo si mise al piano e iniziò a suonare le prime note di quello che sarebbe diventato “I Falsi Dei”.

Hai collaborato con grandi nomi della musica italiana, chi tra loro ti ha lasciato maggiormente il segno?

Ho avuto il piacere e il privilegio di lavorare con grandi nomi della musica e di altri ambiti, se oggi sono quello che sono lo devo anche a loro. In particolare l’artista che mi ha dato tanto, che mi ha fatto crescere e mi insegnato a non mollare mai è stato il grande Toto Cutugno. Mi ha sempre detto “Massimo, tu ce la farai, sei un grande artista, devi crederci, devi soffrire, devi amare, devi vivere questo mestiere così difficile e fatto di tanti sacrifici.”

Ricordo che in uno dei suoi concerti al Millennium Theater di Brooklyn, lo vidi molto sofferente, infatti, era stato appena operato; mi mostrò però la sua forza, la sua tenacia, l’amore per questo mestiere. In quel momento capii che tutto quello che mi aveva sempre detto non erano solo parole.

Programmi presenti e futuri?

Sicuramente è mia intenzione girare il mondo per portare ovunque la mia musica. Inoltre,  mi sto impegnando come  produttore discografico, talent scout e manager, ho creato la Eventi e Management, con sede in Svizzera, in cui  ho inglobato tutte queste attività lavorando su diversi progetti discografici. Ho anche aperto una scuola di canto a Zurigo e, da giugno, una sede anche in Sicilia.

RITA BIGANZOLI


Categorie:Musica

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