Armando Casalino: rappresentare la naturalezza, la bellezza e la semplicità di un corpo femminile

Oggi vi presento un uomo che ama le donne nella loro essenza e semplicità dando rilievo attraverso la fotografia: Armando Casalino.

Armando nasce a Trieste nel 1963, inizia a fotografare appena decenne, negli anni ’70 sperimenta in campo fotografico sviluppo e stampa del b/n grazie anche al passaggio a fotocamere reflex. Usa la fotografia come passatempo e reportage delle vacanze per molti anni, solo 2010 inizia a fotografare iniziando prima a sperimentare lo studio poi trovando e personalizzando il suo stile. Da qui la necessità di rimettersi in gioco con qualcosa di nuovo per lui, di diverso dalla solita fotografia e prende spunto proprio durante uno spettacolo di danza moderna che lo ispira portandolo alla realizzazione del progetto “MitoLogocaMente” nel 2012. Realizza la sua seconda personale nel 2013 “progetto Donna” dove inserisce tra gli altri argomenti trattati, quali la mutilazione genitale, la violenza, lo stupro, anche la protesta femminile e ritrae dal vero esponenti della protesta femminile dei nostri anni quali le “Femen” della sezione italiana. Questo argomento che in quel periodo dei primi mesi del 2013 interessa particolarmente i media porta i suoi scatti su molti rotocalchi italiani e stranieri, oltre a spopolare per mesi sul web.

Successivamente espone a Torino, Genova, Pordenone, Lodi, Milano. Primo premio come migliore progetto al concorso nazionale “Chiamala violenza non amore” dove “Burqua”, “Infibulazione” e “Breast ironing” vengono premiati e successivamente esposti a Milano e Torino

Cosa rappresenta per te la fotografia?
La fotografia è un modo di esprimermi, un modo di raccontare, di allestire un pensiero, trasformarlo in progetto e proporlo, condividerlo, farlo di tutti per smuovere le coscienze, far pensare, non serve che piaccia, non può piacere a tutti, l’importante è che procuri un’emozione, positiva o negativa non importa, basta che l’osservatore si soffermi, pensi e si emozioni.

Qual è il soggetto che preferisci catturare e perché?
Io lavoro quasi esclusivamente con soggetti femminili, lavoro esclusivamente in studio e prediligo il corpo nudo, non il nudo semplicemente, ma il corpo nudo per rappresentare la naturalezza, la bellezza, la semplicità di un corpo. Un corpo vestito è complicato, mostra quello che non c’è o meglio fa immaginare, fa viaggiare la fantasia su “cosa ci sarà la sotto?”. Il corpo nudo è puro, non ha vedo non vedo, non fa viaggiare la fantasia su un livello che non mi interessa gli spettatori colgano, il corpo nudo è nudo, nostra le sue forme, i colori, le ombre, i suoi difetti, la sua bellezza.

Da cosa è scattato l’amore per quest’arte?
La passione per la fotografia è stata da sempre una grande passione da quando avevo 10 anni ero il fotografo di famiglia, ed ho sempre avuto una macchina fotografica in mano, però per quasi 40 anni ho fotografato qua è là senza un preciso indirizzo e soprattutto senza costruire delle storie, dei progetti, senza l’aspirazione di condividere con gli estranei, (leggi pubblico) le mie “opere”. Nel 2012 una mia cugina mi chiede se posso fargli le foto ad un saggio di danza, e li succede l’illuminazione, una ballerina eccezionale mette in scena  “le Danaidi” che io non conoscevo e li scatto le mie prime due foto che poi diventeranno le prime due opere di un progetto che si intitolerà MitoLogicaMente e che verrà presentato nel dicembre dello stesso anno in una galleria d’arte a Trieste. Con un ottimo successo all’epoca visto che era la mia prima mostra pubblica.

Mostra MitoLogicaMente.

Hai realizzato mostre? Se sì dove e quali?
Exibiotion –Mostre

11/08 -02/09/18
“Ombre e Luci il paesaggio del corpo” Sala Comunale d’Arte Trieste

28/03 -30/04/15
extension shows “DONNA, con una storia da raccontare” sala mostre IlGiulia Trieste

07-27/03/15
“DONNA, con una storia da raccontare” sala mostre IlGiulia Trieste

30/09 25/10/2014
extension shows”DONNA 2014″  Ospedale Maggiore Polo Tecnologico

25/7-30/9/2014
“DONNA 2014” Ospedale Maggiore Polo Tecnologico, Piazza Ospitale n°1, 34125 Trieste

12-16/11/2013 “Chiamala violenza non amore” Chiostro dei Glicini – 12 Società
Umanitaria, Via Daverio Francesco 7 – Milano

dal 29/06/2013 “Rassegna d’Arte Contemporanea” Galleria di via Oldrado da Ponte, 9 –
Lodi
-11-13/05/2013 “ArtePordenone” – Pordenone

8-22/03/2013  progetto “Donna”  Atelier WorkingArt – Trieste  *

15-18/02/2013 “ArteGenova”  Genova

17-20/01/2013 “Dinamica”  Galleria Accorsi Torino

23/12/2012 – 5/01/2013 “MitoLogicaMente” Atelier WorkingArt – Trieste (mostra
prorogata)
Credits:
2015 – “Libere di essere” testimonial/immagine della giornata internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne, città di Sesto San Giovanni (MI)
2015 – “Lo sguardo di Giulia” “Concilia? Tra lavoro, cura e tempo per sé”
segnalato dalla giuria novembre 2014
2014/2015 -“Lo Sguardo di Giulia” “Chiamala violenza non amore”

Milano 12/11/2013


I° premio progetti
2013 – “Premio Combat Prize”  2013 www.premiocombat.it
2012 – “GAME & FASHION”  Trieste 26/5/2012

II° classificato opera grafica
2012 – “Palio Foto 2012”  Trieste 22/9/2012

III° classificato sezione Foto premio giuria

I° classificato assoluto premio del pubblico


Cosa vorresti comunicare attraverso i tuoi soggetti? Qual è, se c’è, il
denominatore comune?
La DONNA, la bellezza, non la bellezza racchiusa in una splendida finta immagine fatta di trucco, abiti fantastici, paillette, gioielli, luci sfavillanti, la bellezza della semplice bellezza, nella semplicità di un unico punto luce che illumina il soggetto, la bellezza della semplicità, racchiusa in ogni donna. Altro filo conduttore di cui mi occupo da anni ormai è la violenza sulle donne.


Qual è il tuo prossimo progetto?
Ho diversi progetti che spero di realizzare a breve, COVID permettendo. Un altro importante obiettivo consiste nella realizzazione di un libro, al quale sto già lavorando, dal titolo provvisorio Lilith vs Eva – Donne in rinascita, nel quale narro la storia di 5 donne (sebbene una di esse non lo sia biologicamente parlando) che, dopo avere “toccato il fondo” trovano la forza di risalire in superficie, riprendere in mano la propria vita e ricominciare a vivere. Le storie raccontate riguarderanno: una violenza domestica subita in tenera età da un padre adottivo e perpetrata per tanti anni sotto gli occhi inconsapevoli della madre; una giovane donna che lotta da sola per il suo bambino, in pericolo di vita a causa di una grave malattia congenita; una giovane donna che lotta contro un tumore che la colpisce al seno durante la gravidanza; un gender che, trovandosi a disagio con il suo corpo, che non sente appartenergli, lotta contro se stesso, la società e la famiglia per riuscire ad affermare la sua persona; una donna che si trova a dover crescere da sola le sue figlie e ad affrontare allo stesso tempo la lunga e grave depressione del marito e il conseguente fallimento economico. Il libro consterà di una parte narrativa e di una parte fotografica, nella quale saranno ritirate le cinque donne successivamente alla loro rinascita interiore.

  • Burqa – Burka Il progetto è un “work in progress”, che attualmente consta di 84 “ritratti dalle mani blu” che formano un muro di 12 metri destinati ad aumentare fino a giungere a un totale di 100 ritratti. Si tratta di ritratti di persone scelte senza distinzione di genere, sesso, etnia ed età, con le mani dipinte di blu poste davanti al volto, formando in tal modo una sorta di “finestra” che lascia intravedere solo gli occhi e che richiama in modo inequivocabile il burka. Il contrasto che si viene a creare tra il blu delle mani, il colore della pelle e quello degli occhi va interpretato, quindi, come la metafora dell’unicità dell’individuo che, nonostante il burka, il cui scopo è quello di celare ed annullare la personalità di chiunque lo indossi, riesce ugualmente ad emergere e ad irrompere attraverso la forza inequivocabile dello sguardo che non può che rifletterne la personalità 
  • “il filo della vita” lavoro sospeso a seguito della pandemia non potendo lavorare in
    presenza in studio, ho dovuto sospenderlo, ma sarà la mia prossima mostra, racconta con un filo conduttore che è una corda rossa, una corda ispida, ruvida, dura irritante per la pelle, come la vita, che non fa sconti, attraverso immagini che usano un unico punto di luce per illuminare le porzioni di corpi, cercherò di raccontare la vita attraverso le donne stupende che mi aiutano posando con estrema pazienza. On line su Amazon è in vendita il libro fotografico del mio progetto “Ombre e Luci, il paesaggio del corpo” , in lavoro il libro fotografico del mio primo progetto “MitoLogiCamente”.

Ti ringrazio tantissimo Armando per la disponibilità e la precisione nel farti conoscere.



Categorie:Fotografia, interviste, Mostre & Fiere

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