BEA BUOZZI: AUTRICE DI ‘LOVE TROTTER’ EDITO SEM LIBRI “Ho sempre amato scrivere, fin dai classici giornalini di classe”

Salve amiche ed amici lettori, bentrovati. mOggi vi propongo una nuova intervista; ha fatto quattro chiacchiere con me Bea Buozzi nota per il suo libro ‘Love trotter’
e non solo. La sua penna frizzante e leggera è l’ideale per trascorrere ore spensierate.

Non indugiamo oltre e partiamo con le domande.

Ciao Bea, benvenuta sul nostro magazine, raccontaci un po’ di te, cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Grazie per l’invito. La definizione che mi calza maggiormente è quella di scrittrice a intermittenza. Ho un lavoro che amo ma che assorbe molto del tempo a disposizione, per questo ho aspettato cinque anni dopo la trilogia dei tacchi (ndr. Matta per Manolo, Tutte Choo per terra e La vita è una Loubou Meravigliosa) prima
di rimettermi in gioco. Complice il periodo di stallo del lock down ho messo a fino “Love Trotter”, un romanzo sui viaggi: quelli canonici tra meridiani e paralleli, ma anche all’interno della protagonista. Al punto che, un recensore l’ha definito: “un romanzo di formazione per adulti”, visto che Diana è una trentacinquenne che, per forza di cose, abbandona la sua comfort zone per diventare adulta.

Come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre amato scrivere, fin dai classici giornalini di classe. Divento giornalista (pubblicista) molto presto, proprio scrivendo di viaggi mentre, come autrice di romanzi, esordisco dieci anni fa. O meglio, ho pubblicato dieci anni fa, visto che già da ragazzina mi dilettavo a inventare racconti partendo dagli episodi che vivevo. Le Smemoranda del liceo portano i segni indelebili di quel passaggio evolutivo.

Quando hai deciso di condividere i tuoi romanzi con il pubblico?
Devo dire che sono stata fortunata, all’epoca. Come ti anticipavo il mio esordio letterario risale al 2010 e, anche in quel caso, avevo una storia che si è scritta da sola. L’ho presentata a un editore e pochi mesi dopo era in libreria.

L’autore/autrice che preferisci in assoluto?
Sono tre molto diverse da loro: Sophie Kinsella, che insieme a Candace Bushnell (la mamma di Sex & the city) mi hanno guidato nella scrittura dei miei primi romanzi che erano prevalentemente di genere chick-lit, Jojo Moyes per il rispetto ma anche per la
leggerezza che ha nel descrivere situazioni e personaggi complessi e infine Nicolas Barreau, per come prende per mano il lettore regalandogli affreschi desueti di Parigi. Oggi volta che comincio un suo romanzo, ho l’impressione di trovarmi a passeggiare per il Marais.

Com’è nato il tuo ultimo romanzo ‘Love trotter’?
“Love Trotter” era una storia chiusa che mancava, però, ancora di qualcosa. Avevo una protagonista che mi piaceva, Diana, una giornalista freelance con il karma deciso dal suo nome. Avevo i viaggi, ma è stato proprio il periodo di apnea causato dal lockdown che ha conferito alle bozze quel valore aggiunto. Così, nonostante il manoscritto fosse stato consegnato e quasi pronto per la revisione mi sono trovata a riscrivere alcune parti relative a Diana e al rapporto con sua madre Regina. Il fatto di essere confinata in casa senza potere abbracciare i miei cari, abituata com’ero a vederli ogni settimana, mi ha dato una spinta a sviluppare maggiormente le parti dedicate al rapporto madre- figlia che ho curato maniacalmente. Inoltre, l’esilio domestico è servito per fare riaffiorare ulteriori ricordi dei viaggi fatti che ho inserito in alcuni passaggi, e alla, fine; ecco il “Love Trotter” che è andato in stampa.

Progetti per il futuro? A cosa stai lavorando?
Come avrai capito mi piacciono protagoniste capaci di cambiare vita mettendosi in gioco e la prossima non farà eccezione. Sarà un cambio radicale ma che l’aiuterà a risolvere i nodi lasciati in sospeso con il suo passato. Non aggiungo altro, tranne un
dettaglio: fino ad oggi ho raccontato donne che suscitavano empatia in chi le leggeva fin dall’inizio, la prossima invece andrà scoperta pagina dopo pagina. Anche questa volta, il romanzo si sta scrivendo da solo, auspicandomi che tra non troppo tempo diventi un libro magari sui vostri comodini. Intanto, vi aspetto con
la mia lovetrotter. A tutti, buon viaggio con Diana!

Grazie Bea, alla prossima storia.

Un abbraccio,
Emanuela



Categorie:Autori, interviste, Libri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: