“Il cavaliere senza morte” di Mattia Campitiello

Una denuncia sulla crudeltà dell’uomo verso il regno animale e i suoi stessi simili, così mi sento di descrivere in poche parole questo romanzo dallo sfondo fantastico, una storia che mi ha sbalordita per la sua profondità e i numerosi colpi di scena, lanciando i forti messaggi in ogni capitolo.

Trama: Remiriel è un cacciatore della città di Zemelia nel regno di Calan, un giorno decide di partire alla ricerca della leggendaria Volpe Dorata, un animale raro quanto misterioso. L’incontro con la bestia rivelerà al mondo intero l’esistenza della magia e farà piombare su di lui una maledizione che lo porterà a essere in sospeso tra la vita e la morte. L’unico modo per spazzarla sarà quello di aiutare proprio gli animali a cui ha sempre dato la caccia.

Recensione

Si parte da un protagonista che non ha alcuna remora a uccidere le sue prede animali, Remiriel, un abile cacciatore che ha a cuore solamente una persona: la sua amata Nired, con cui spera di accasarsi al più presto. Si conclude però con un essere totalmente differente e assai più apprezzabile. Che gli succede, direte voi, beh, il mutamento è solo grazie a una magnifica volpe dal manto dorato, il saggio spirito della foresta magica che sorge ai margini del regno di Zemelia, città in cui soffiano venti di guerra a causa dei contrasti della sovrana nei confronti del suo stesso sangue.

Remiriel è più che mai deciso a lasciare quei luoghi portando via la sua adorata fidanzata, ma è ancora troppo povero per permettersi ciò che brama, perciò prende una decisione che gli permetterà di guadagnare il denaro mancante al fine di costruirsi una vita serena. La fruttuosa prospettiva dipende dalla preziosa pelliccia di Goldhound, una volpe leggendaria che abita in un’antica e sacra foresta dove all’uomo, essere indegno, non potrebbe neppure profanarla, o almeno così si dice. Remiriel, inizialmente, incarna la tipica figura superba, è incurante di creare un danno alla natura e stravolgere un equilibrio solo per placare una sua brama. In effetti la sua caccia prende un risvolto non previsto. Indignata dal comportamento del cacciatore, la saggia volpe, spirito dalle vaste peculiarità, lo maledice e lui si ritrova accerchiato da quella foresta misteriosa, in forma di scheletro, il senza morte. in una sorte di sospensione tra due realtà contrapposte: la vita e la morte. Per riuscire a tornare dalla sua Nired, Remiriel dovrà superare delle prove, ciò però non implica la forza fisica ma quella dell’animo, a capire e a rapportarsi agli abitanti parlanti della mistica selva – corvi, api, scimmie e lupi famelici – e riscoprire il rispetto verso il mondo naturale che prima d’ora non lo aveva mai toccato, e trovare le giuste motivazioni per diventare un uomo migliore, pronto a lottare e sacricarsi per il bene di chi è degno.

Una storia molto bella e che tocca molte corde, tra cui il grande rispetto e la devozione che nasce tra l’animale e l’umano – la stessa volpe ne sarà protagonista – la bellezza della natura e dei sentimenti veri.Questo inno all’importanza della fauna mi ha ricordato molto i concetti del maestro Hayao Miyazaki. La figura della volpe, di equilibrio e intelligenza, è un grande esempio di rispetto da seguire, così come è d’effetto l’evoluzione personale del protagonista, in seguito un essere migliore e consapevole. Consiglio la lettura a chi vuole lasciarsi sorprendere da un romanzo, abbastanza breve ma intenso.

Il cavaliere senza morte - Mattia Campitiello - Libro - Mondadori Store



Categorie:Fantasy, Manga & Co, Libri, Recensioni

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