Andrea Biscàro: autore del libro “L’amante di se stessa. Vita di Madame Rimsky- Korsakov” pubblicato da Graphe.it Edizioni nel 2018.

Oggi intervistiamo Andrea Biscàro, torinese classe 1967. Scrittore e ricercatore indipendente, ha collaborato con accademici anglosassoni e col mensile «Storia in Rete», curando, fra le altre, inchieste sul caso Moro, Girolimoni, Diabolich. Ciao Andrea e grazie per aver accettato questo incontro per Life Factory Magazine.

Com’è nata l’idea di scrivere questa biografia dedicata a Madame Rimsky- Korsakov?

Madame, come sono solito chiamarla, l’ho incontrata casualmente (il caso…) nell’estate del 1996 a Parigi. Entro al Musée d’Orsay e mi imbatto nel suo ritratto. È possibile innamorarsi di un quadro? Forse. Passano gli anni, vado spesso al d’Orsay, anche per rivedere lei. Nel 2014 decido che quella donna deve uscire dal quadro ed entrare nella mia prossima biografia! Da lì è iniziato tutto.

Andrea Biscàro

Quali sono le principali fonti storiche e non che hai utilizzato per scrivere questo libro?

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Ricostruire la vita di Madame, nata in Russia nel 1833 e morta a Nizza nel 1878, non è stato semplice. In rete c’è poco. Si è rivelata preziosa la Biblioteca Nazionale di Francia (BNF) dove ho recuperato una gran quantità di informazioni giornalistiche su questa regina dei saloni e dei salotti della Russia Imperiale e della Parigi del Secondo Impero, incluso un libro da lei scritto. Inoltre, ho consultato la biblioteca del Museo del Risorgimento di Torino e siti russi. Dall’Istituto di Francia ho ricevuto copia di una sua lettera a Théophile Gautier, analizzata dalla grafologa Lidia Fogarolo. Grazie alla grafologia, il libro si è colorato con le sfumature dell’interiorità, della passione e delle contraddizioni di una donna magnetica e complessa.

Raccontaci la soddisfazione più bella che ti è capitata dopo la pubblicazione del libro.

La miglior soddisfazione è giunta dal pubblico femminile attraverso le numerose recensioni (le chiamo così perché tali sono) di lettrici che hanno apprezzato il mio viaggio nella condizione femminile del tempo così come nei pensieri e nei tratti sfarzosi e intimistici di Madame. Le donne che hanno letto “L’amante di se stessa” (perché Madame si amava, è indubbio) hanno colto gli aspetti più reconditi della sua personalità. L’interazione coi lettori è il regalo più bello!

Madame Rimsky-Korsakov in un ritratto di Franz Xaver Winterhalter del 1864 oggi conservato al Musée D’Orsay di Parigi

Perché Madame Rimsky Korsakov merita di essere ricordata dalla storia, secondo te?

Madame è una donna inserita nella vita mondana dell’epoca, conformista ma non omologata, colta e moderatamente “folle”. Col gioco della seduzione, l’audacia degli atteggiamenti e l’ironia delle parole vive la sua vita, rimanendo in equilibrio tra i costumi del tempo e l’impellenza di rivelarne le contraddizioni. Il libro rappresenta un quadro della condizione femminile nel rapporto della donna con se stessa, con le altre donne e con gli uomini. È un percorso tra costume, pittura, giornalismo, letteratura (un personaggio di Anna Karenina è ispirato a lei) e la nascita dell’Alta Moda.

Madame si sposa con un rampollo della Russia-bene, ha dei figli, il matrimonio non funziona, l’annullamento non le viene concesso in quanto dice “no” alle attenzioni dello Zar (che è colui che può concederlo) e così, coi figli, si trasferisce a Parigi. E la conquista. Ha un amante, ma non dà scandalo; non pubblica, a differenza di altre, memorie piccanti bensì un’impietosa analisi della società del tempo. Analisi, per certi versi, attuale. Adora i balli, i suoi abiti sono tra i più raffinati e scollati. Ama la cultura e la musica, la sua casa è frequentata da letterati e amanti del sapere. Non si occupa di politica, rimane in buoni rapporti col marito, è gelosa della sua interiorità, muore giovane. Ed è infelice, come ci rivela l’analisi grafologica. Applicare alla sua persona il concetto di Glamour si può, seppur sia nata due secoli fa. Ma il fascino, quando è autentico, se ne infischia dei secoli.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti editoriali in cantiere per il futuro?

Sono in corso di pubblicazione due libri scritti col prof. Milo Julini, tra i più qualificati conoscitori della storia della mia Torino. Il primo è Diabolic, Diabolich, Diabolik. Tre storie vere ispirate dal «Re del Terrore»: un misterioso assassino grafomane nella Torino degli anni Cinquanta; un rapitore-violentatore nella Torino degli anni Settanta e un rapinatore di banche nel Biellese. Tre criminali legati dal filo nero d’un nome evocativo di malvagie forze oscure: Diabolic. Il secondo, Una veggente per il Re, è il caso di una veggente che trova benevola udienza dal Re Carlo Alberto. Siamo a Torino negli anni Trenta del XIX secolo. Una storia dove imbroglio, paranormale e politica si intrecciano. A breve uscirà, per Graphe.it Edizioni, Spettri dal passato? Da Maratona al Petit Trianon e oltre, dedicato al fenomeno della psicoscopia d’ambiente. Ho raccolto una serie di testimonianze su chi avrebbe fatto capolino nel passato, vedendo persone, luoghi, udendo suoni non appartenenti al tempo presente dell’ignaro testimone. Mi sono soffermato sul caso del Petit Trianon che, nel 1901, vide protagoniste due insegnanti inglesi in visita a Versailles. Importante è stata la collaborazione sul campo della studiosa Alice Rocchi. Insomma, progettare è vita!

Al seguente link potete acquistare il libro :



Categorie:Arte&Artisti, interviste, Libri, Storico

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