Luca Azzolini: Chi vive la scrittura in modo totale come ho sempre cercato di fare io, non riesce a stare fermo

Life Factory Magazine ha il piacere di ospitare Luca Azzolini autore della trilogia Romulus. Ad Ambra Ravalico che lo intervista si racconta di suoi romanzi e dei prossimi progetti.

Il libro è un romanzo storico/fantasy ma quanto fantasy? Siamo figli della siccità, ossia quanto sono attendibili e realistici i fatti narrati?
Preferisco definire questa trilogia come epico-storica, non perché rinneghi il genere fantasy (le mie origini come lettore e poi come scrittore si trovano lì), ma perché per me il fantasy è altra cosa. Nella trilogia Romulus, nei primi due volumi da poco usciti, ho fatto un lavoro molto diverso. Mi sono rifatto alla letteratura epica classica e ho inserito elementi che – in linea con quelle narrazioni – richiamassero il sapore degli elementi fantastici. Le voci degli Dei che parlano ai mortali. La paura di attraversare un bosco sacro, abitato da fauni e silvani. La necessità di credere in qualcosa di superiore. Verità? Suggestione? Al lettore chiederselo e scoprirlo. E sì, siamo figli di quella lontana siccità che ci cambiò per sempre perché, sebbene siano passati 2800 anni, portiamo dentro i segni di quell’VIII secolo a. C. Noi, come italiani e come europei, non saremmo ciò che siamo senza quella mitica fondazione di Roma che ha cambiato per sempre il corso della Storia.


Romolo e Remo stanno a Yemos e Enitos oppure no?
No, e per questo credo che finalmente si sia fatto un passo avanti verso un’idea più vera di cosa è stata la fondazione di Roma prima, e poi del grande Impero che diventerà in seguito. Si è scelto di lasciare alle spalle una leggenda fin troppo abusata, e poco realistica a ben vedere, e di esplorare una delle tante verità possibili. Con l’aiuto di testi storici e archeologici, si è alla fine privilegiata una storia che fosse la più verosimile possibile, partendo da una domanda fondamentale: come potrebbe essere andata davvero la fondazione di Roma? Yemos e Enitos diventano allora due attori fondamentali di questo processo creativo originale, assieme a Wiros e Ilia, e Gala, e Silvia… Perché niente si può fare da soli; serve l’ingegno e l’opera concertante di tutti.

LUCA AZZOLINI: L'AUTORE SI RACCONTA - Radio Una Voce Vicina


Da lettrice che si è appassionata a questa trilogia non posso esimermi dal chiedere: qual è il personaggio che le ha “dato” di più e quale invece si è rivelato essere più ostico ai fini narrativi? 
Ho amato moltissimo raccontare il personaggio di Gala perché aveva davanti a sé praterie sterminate di possibilità. Immaginiamo una donna forte, intelligente, capace, spietata, desiderosa di potere e di un posto nel mondo, ma costretta a vivere in un tempo di uomini. Che cosa avrebbe fatto? Come avrebbe agito? Che cosa avrebbe pensato? Gala sarebbe stata una regina straordinaria, ma l’VIII secolo a. C. non è un tempo per donne al potere. Eppure, consapevole di ciò, riesce a sfiorare il trono e a determinare il suo tempo. Ho adorato muovermi nella sua mente. Il personaggio più complesso da narrare, non propriamente ostico ma faticoso, e per questo ancora più emozionante da “domare”, è stato invece Amulius (che è il marito di Gala). Sembra mosso da una furia cieca e da un desiderio feroce, e invece si scopre un uomo in balia del Fato e del suo tempo. È stato incredibile cucirgli una storia che fosse soltanto sua. È un uomo pieno di ombre e luci.

I suoi tre romanzi assieme alla serie televisiva Romulus fanno parte di un progetto crossmediale praticamente inedito in Italia. Ci spiega brevemente cosa significa?
Significa che più media e più persone – ciascuna con le proprie capacità – hanno cercato di dare il massimo per rendere il progetto nella sua pienezza, donandogli tante sfumature diverse. Il regista Matteo Rovere, assieme agli sceneggiatori e alle case di produzione cinematografiche, hanno sviluppato una serie TV senza precedenti in Italia, coraggiosa e potente, visionaria. Io mi sono occupato dei romanzi e ho potuto inventare, ampliare, inserire qualsiasi cosa si adattasse alla storia spalancando percorsi narrativi inediti e creando personaggi nati solo dalla mia immaginazione, coordinandomi con l’editore HarperCollins e i miei agenti letterari. Elisa, la cantante, con la sua versione della sigla, il brano Shout, e il gruppo dei Mokadelic che hanno curato la colonna sonora, hanno reso in voce e note l’epica e l’energia bruciante di questo progetto crossmediale. Abbiamo tutti lavorato perché la nostra visione si unisse a quella degli altri in un intenso affresco storico.

Ora è completamente “travolto” dal successo della saga oppure sta già creando qualcosa di nuovo? 
Mi trovo al centro di un felice turbine e mi sto godendo il momento. I progetti, così come le idee, sono sempre tanti, e sto lavorando perché si concretizzino in un percorso coerente e chiaro. Sto insomma ragionando su tutto quello che mi aspetta. Chi vive la scrittura in modo totale come ho sempre cercato di fare io, non riesce a stare fermo: la mente, i pensieri, il cuore, sono sempre da qualche parte, forse in
qualche altra epoca storica, dove sta accadendo qualcosa d’incredibile che aspetta solo di essere raccontato.

Grazie per il suo tempo: Grazie di cuore per avermi ospitato sulle vostre pagine!

Luca Azzolini (@lucaazzolini83) | Twitter


Categorie:Autori, interviste

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