Body Positivity o Body Shaming? Dove stiamo andando?

Anche Carolina di Monaco, icona di bellezza e di eleganza, ha fatto il passo di cedere al partito dei capelli non tinti. Sempre più attrici e personalità del mondo dello spettacolo stanno facendo questa scelta. Paladina e portabandiera di questa nuova tendenza è stata senz’altro Alexandra Grant, campagna di Keanu Reeves, che ha osato sfilare in un red carpet, con i suoi capelli bianchi, quando ancora non aveva nemmeno raggiunto la soglia dei 50 anni.

Il fenomeno della greynaissance, come viene chiamato, sta avendo molti favori tra le star over 60 e 70 che decidono di smettere di tingersi, rifiutando di fatto un modello di bellezza etereo che non prevede l’invecchiamento.

I capelli bianchi rappresentano uno dei tanti cambiamenti del corpo che muta con l’età.

Le rughe, la perdita di tonicità, il girovita che cede, rappresentano per tantissime signore elementi da combattere in tutti modi: creme, intensa attività fisica, chirurgia estetica.

Le donne hanno sempre cercato di aderire a quel modello estetico di bellezza predefinita, spesso imposta dai media, cercando di sfuggire all’ineluttabilità del tempo che avanza.

È proprio necessario parlare di questo fenomeno? Alla fine, che importanza ha? Ognuno faccia quel che vuole e decida liberamente.

Non è così semplice.

Soprattutto negli ambienti della moda e dello spettacolo, ma sempre più anche nel mondo comune, le donne che non rispecchiano lo standard di bellezza richiesto sono oggetto di body shaming. La derisione, legata solo a presunti canoni estetici, è un fenomeno molto frequente nei social media.

Non si può ridurre tutto quanto all’avvenenza.

Nessuno ha il diritto di giudicare una persona per il suo aspetto fisico. Sappiamo dalla cronaca che ci possono essere conseguenze anche nefaste. Nel passato, una battuta o una frase infelice rimaneva nell’ambito dove era stata pronunciata, oggi, con l’amplificazione mediatica immediata, le conseguenze sono molto più gravi.

Spesso noi donne siamo sempre pronte a puntare il dito contro gli autori del body shaming, ma dobbiamo invertire la tendenza e lavorare su noi stesse.

Siamo positive, accettiamoci per come siamo, impariamo ad accettare i segni del tempo sul nostro corpo.

Solo partendo dalla accettazione di noi stesse, possiamo chiedere agli altri di fare altrettanto.

Per questo, i movimenti come il greynaissance sono pietre miliari in un cambiamento sociale che sarà lento, ma che fa ben sperare per un futuro migliore dove speriamo che non sia più necessario parlare degli effetti del body shaming.

Solo quando il body shaming o il bodypositivity non faranno più notizia e non andranno a finire sui giornali, potremo dire che la società è cambiata.

@faluan3_monicacosta



Categorie:Benessere, Girl power

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