CELO: Mi piace molto giocare col mio essere “camaleontica”

Oggi a Life Factory Magazine intervistiamo Celeste De Lisi, in arte Celo. Classe ’93, questa giovane e talentuosa siciliana che ha partecipato a Italia’s Got Talent e al Festival di Castrocaro si racconta.

Ciao, Celo. Domanda di rito. Raccontaci il tuo percorso di vita e artistico che ti ha portata a essere quella che sei oggi.
Ciao a tutti e grazie per l’intervista. Cerco di essere concisa perché rischio spesso di essere logorroica. Diciamo che il mio desiderio di espressione si è sempre fatto vedere. Dai miei primi ricordi, nelle gite domenicali con amici di famiglia, cantavo imitando Giorgia o Laura Pausini, facendo anche qualche stacchetto di danza.
La mia voglia di esprimermi l’ho sempre portata con me, nella vita. Infatti, ora non è che faccia qualcosa di diverso. Io sono così. Spontanea. Non ho paura di farmi vedere come “un cartone animato” come mi definiscono la mia migliore amica e il mio ragazzo, perché è bello. Io penso che ci sia bisogno di un po’ più di leggerezza, che non è superficialità. Ecco il motivo per cui ho deciso di fare uscire “Grazie a Celo”, per dare un messaggio, che non è banale come può sembrare apparentemente, ma che è volto a liberarci un po’ da queste maschere che fanno da scudo. In generale col mio progetto vorrei regalare canzoni in cui si parla di storie di vita comune, in cui chiunque possa rispecchiarsi, che possano dare luce a quelle emozioni che magari ancora non conosciamo. Lo chiamerei anche viaggio introspettivo se vogliamo. Si mi piace.

Come mai la scelta del genere r’n’b? Questa in realtà non è stata proprio una scelta tra un genere e un altro. È stato qualcosa che ho sentito, anzi, ascoltato.
Un giorno di un paio di anni fa, quando non sapevo ancora di dover lottare per realizzare il mio sogno, mi misi la mano al petto e mi chiesi: “Celo, cos’è che ti fa davvero battere il cuore?”. La risposta io già la conoscevo dentro di me, dovevo solo cercarla e l’ho trovata. Era quello che io ho sempre ascoltato, cantato e ballato sin da prima di iniziare a studiare canto e hip-hop. Whitney Houston, Alicia Keys, Stevie Wonder, Justine Timberlake, George Michael, Nelly Furtado, Beyoncé, e potrei stare qui ore ad elencarli tutti, hanno fatto la mia infanzia e prima adolescenza. Quindi tutto questo mi appartiene, fa parte di me come se fosse una parte del corpo.

Vieni da Italia’s Got Talent. Puoi raccontarci di quella esperienza? Quanto ti ha segnata o cambiata e quanto è stata importante per i tuoi successivi progetti?
Quella è stata un’esperienza che io amo raccontare e con grandissimo entusiasmo!
C’era magia nell’aria. Qualcosa che avevi sempre sognato: “Andare in televisione!! Wow che cosa eccitante, grande e lontana!”
Eppure ti trovavi lì ad un passo dal realizzarlo. Dietro le quinte, con i tuoi più cari amici, che tuttora lo sono, stavo per condividere un’esperienza unica che avrei ricordato per tutta la vita. Aver conosciuto Vanessa Incontrada, che ci ha seguito da dietro le quinte al palco è stato esilarante! Lei è meravigliosa, davvero. Ci fece fare il nostro fatidico saluto scaramantico, battendo per 3 volte le nostre cups sulla fronte, e lei fece una piccola aggiunta. Esordì, col suo accento spagnolo:”Mierda, Mierda, Mierdaa!!! ” Questa cosa ci diede una carica incredibile che ci lanciò sul palco con una voglia immensa di strappare quei 4 Sì alla giuria. Così fu! Eravamo strafelici dell’esibizione, siamo stati bravi nel mantenere la concentrazione, cosa difficilissima. Non ve lo dico neanche XD. La giuria era piacevolmente sbalordita e tra tutti i commenti che ci hanno fatto, quello che mi è rimasto più impresso è stato quello della Littizzetto che ci ha chiesto: “Ma voi vedete il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?” e la mia migliore amica, leader del gruppo, rispose: “TUTTO PIENO!”
Dopodiché i 4 Sì erano giusto dietro l’angolo che stavano per sbucare fuori.
Questa è stata un’esperienza meravigliosa che tutti e 4 ci porteremo sempre dietro, ne parliamo spesso. È stato un momento di condivisione assoluta. Stavo condividendo una gioia immensa con i miei amici. Perciò anche se poi il progetto si è sciolto per obiettivi diversi di vita, è stata decisamente un’esperienza che ha segnato una crescita importante.

Raccontaci del tuo ultimo singolo “Grazie a Celo”, una canzone dal sound energico e vibrante, molto orecchiabile e carica di una speciale verve ironica.
“Grazie a Celo” l’ho pensato una mattina di novembre dell’anno scorso, una di quelle giornate palermitane in cui c’è il sole che spacca le pietre, il cielo terso e l’aria frizzante. Bene. Dalla camera di casa di mia nonna, avevo tutto questo a disposizione. Compreso il belvedere di Monte Grifone, sempre fonte di ispirazione per la mia creatività.
Le “good vibes” era decisamente dietro l’angolo, pronte a sbucare fuori attraverso la mia penna ed il mio quadernino magico!
Non avete idea di quanto mi sia divertita a scrivere questo brano, ridevo da sola, in una stanza. Saltavo sul letto, immaginandomi già su un palco, davanti a migliaia di persone, mentre la cantavo e ballavo, e tutti mi seguivano! Ecco! Questo è quello che è successo quella mattina, in quella stanza… Ah, dimenticavo!
Ad un certo punto mia nonna aprì la porta della stanza, mi guardò, la guardai, e richiuse la porta. Ancora oggi, a distanza di un anno, non so cosa abbia potuto pensare. Ma a prescindere da quello che successe quella mattina, questo brano è uscito fuori in modo estremamente diretto. E qui mi ricollego a prima quando dissi che la spontaneità fa parte di me.
Questo è un mio lato molto importante, che è uscito fuori una mattina in questo modo e non avevo intenzione di lasciarlo chiuso in un cassetto. Questo per dirvi che Celeste e Celo sono la stessa cosa, senza maschere. Questa è Celeste presa dalla sua amata musica.
Per me “Grazie a Celo” è un inno alla musica, che prende forma attraverso noi, le cose che ci circondano, la natura, gli animali. Una dimensione in cui siamo tutti ma solo chi ascolta con più attenzione può percepire le good vibes.

Il tuo look richiama un po’ il genere che hai scelto. Lo curi particolarmente per le tue performance o sei così anche nella vita? Pensi che l’immagine serva ad attirare pubblico? Mi piace molto giocare col mio essere “camaleontica”. Mi è sempre piaciuto sperimentare col mio look, se vi ricordate nell’anno in cui ci siamo esibiti ad Italia’s Got Talent avevo un crestone che un metallaro se lo sarebbe sognato. Mi piace cambiare, io sono quella che si mette il rossetto blu e si fa gli chignon per un video ma sono anche la ragazza semplice, senza trucco e con la tuta per andare a fare la spesa. Mi piace anche cambiare in base ai contesti. Sono anche quella elegante con l’abito nero e il tacco alto, raro ma sono anche quella, senza sentirmi a disagio.
Per il video di Grazie a Celo è stata la mia migliore amica ad aiutarmi a realizzare l’outfit. Posso dire che abbiamo piacevolmente osato 🙂
Detto questo rispondo con fermezza all’ultima domanda. Assolutamente sì. Lo penso vivamente ed è giustissimo studiarlo. Anche quello fa parte di un “personaggio” artistico. Anzi oserei dire che è buona parte. Abbiamo davvero centinaia di casi da prendere in considerazione nel mondo della musica e dello spettacolo.
Ma una cosa importantissima a cui tengo particolarmente è questa: non si deve mai pensare di snaturare la persona, renderla quella che non è. Sbagliatissimo! La gente se ne accorge e perdi di credibilità. Qui mi rivolgo a tutti gli artisti: fate vedere sempre quello che siete, per davvero, senza avere paura.

Ringraziamo Celo per essere stata tra le pagine di Life Factory Magazine



Categorie:interviste, Musica

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