MIRacolo Suzuki: una stagione da 100 (senza lode)

A inizio anno, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che la Suzuki potesse portare a casa il titolo piloti della MotoGP con uno dei suoi corridori. Eppure Joan Mir è stato capace di laurearsi Campione del Mondo addirittura con un gara di anticipo, a Valencia, dove una settimana prima aveva ottenuto la sua prima vittoria nella classe regina.

E lo ha fatto in una stagione speciale per la Suzuki, poiché quest’anno la Casa di Hamamatsu ha celebrato due importanti ricorrenze: i 60 anni dal debutto della casa giapponese nel mondo delle corse, quando nel 1960 prese parte al Tourist Trophy nell’Isola di Man; e soprattutto il 100° anniversario della Suzuki Loom Manufacturing Co., l’antenata della Suzuki Motor Corporation, che ha proiettato in una dimensione industriale la fabbrica di telai tessili fondata da Michio Suzuki. In tutti questi anni, prima del recente trionfo di Mir, il team nipponico è stato capace di conquistare sei campionati del mondo nella classe regina: l’ultimo a riuscire nell’impresa è stato Kenny Roberts Jr 20 anni fa, quando esisteva ancora la Classe 500 con le moto a due tempi.

Mir è stato quindi il primo pilota Suzuki a vincere il titolo iridato in MotoGp, ovvero da quando la categoria è passata alle moto a quattro tempi. Così, dopo l’aritmetica conquista del Mondiale Piloti e del Mondiale dei Team da parte della Suzuki Ecstar alla fine del Gran Premio della Comunità Valenciana, rimaneva da assegnare il titolo di vicecampione del mondo – per il quale era in corsa Alex Rins, compagno di squadra del campione maiorchino – e il titolo costruttori, che si sarebbe deciso nell’ultimo gran premio in Portogallo. La casa di Hamamatsu si trovava in testa a pari punti con la Ducati, prima del weekend decisivo, che avrebbe potuto decretare l’en plein dei titoli iridati in palio, accarezzando l’ipotesi di chiudere la stagione in maniera perfetta e senza precedenti per il team guidato da Davide Brivio.

Ma il ritiro del campione del mondo a 10 giri dalla fine e il 15° posto di Rins hanno reso quello di Portimao un weekend da dimenticare per la squadra giapponese, che ha dovuto lasciare il mondiale costruttori alla Ducati: il team italiano ha chiuso a 221 punti, davanti alla Yamaha con 204 punti, capace di superare per 2 punti la Suzuki e di soffiare con Franco Morbidelli il titolo di vicecampione del mondo a Rins. Insomma, la stagione della Suzuki non è stata perfetta, ma sicuramente vittoriosa e indimenticabile.



Categorie:Sport

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