38th Torino Film Festival – “Una nuova prospettiva” di Emanuela Ponzano


Attraverso lo sguardo di un ragazzino che gioca in una foresta con alcuni
compagni scopriamo passo dopo passo una bambina persa di etnia diversa
che piange, delle persone in fila ammassate, dei poliziotti e guardie con dei
cani e un muro alto di filo spinato. Dove ci troviamo? e quando?

SINOSSI / SYNOPSIS In una foresta fitta, nella prima mattinata di un ‘epoca remota non identificabile, un ragazzino di 12 anni è concentrato nella sua caccia di oggetti
preziosi insieme ad altri suoi compagni. C’è molta nebbia. Il ragazzino si è
allontanato in un’altra parte del bosco più isolata e Il suo sguardo felice viene
poi attratto da suoni particolari e stridenti che a tratti s’interrompono e poi
riprendono. Il ragazzino decide di muoversi raggiungendo una vecchia
capanna di legno abbandonata con una porta finestra. Dalla finestrella il
ragazzino scopre una bambina che piange. Sembra persa. Il ragazzino rimane
immobilizzato dai pianti della bambina che si accorge di lui. Al loro incrocio di
sguardi decide di aprire la finestra ma una volta aperta il ragazzino scopre un
nuovo orizzonte seguendo con lo sguardo la bambina che viene tirata da un
uomo per riportarla in un gruppo vasto di persone davanti ad un muro di filo
spinato. Le immagini ci lasciano pensare che siamo forse nel 1942. Le persone
gridano e sono ammassate davanti alla rete con delle guardie intorno con dei
mitra. Il ragazzino guarda impaurito e si allontana progressivamente dalla
finestra. Due ragazzi interrompono la sua vista sconvolta chiamandolo e
dicendogli di spicciare, che è ora di tornare in paese e che si è fatto tardi. Il
ragazzino e suoi amici corrono attraversando la foresta e arrivano in un nuovo
campo di confine. I tre ragazzi passano il controllo alla frontiera ma lasciano
dall’altra parte una massa di persone in fila lungo il filo spinato. Lo sguardo del
protagonista osserva i volti delle persone rimaste indietro. Il ragazzino riuscirà a
ritrovare la bambina? Dove si trovano? e quando?

NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT
Una nuova prospettiva è un film drammatico di carattere storico universale,
che vuole ricordare come eventi cosi gravi come l’attualissimo problema dei
rifugiati in attesa alle porte d’Europa sia legato profondamente e
paradossalmente allo stesso motivo per il quale l’Europa è stata costruita dopo
la seconda guerra mondiale. Ovvero non ripetere l’orrore dei campi di
concentramento e favorire la pace tra gli Stati Uniti di Europa, contrastando il
ritorno di nazionalismi e odio razziale.
Personalmente sono stata molto colpita dalla visione del muro spinato, del
confine (Hatar) ungherese dal 2015. Di come l’immagine di lunghe file di adulti
e bambini disperati, con in braccio solo un sacco, ammassati contro una rete
coperta da filo spinato e umiliati dalla richiesta di spogliarsi dei loro beni una
volta accolti nei “campi d’integrazione”, mi ricordasse il lontano – ma forse non
troppo – 1942.
Se la Storia è ciclica, possiamo osservare che si ripete nelle sue forme più belle
e più terribili. Qual è allora la nostra posizione di spettatori coscienti davanti a
questi eventi e cosa possiamo fare oggi rispetto al 1942, potendo contare su

possibilità di comunicazione infinitamente maggiori? Continuiamo
passivamente solo a guardare?
In questa storia il ragazzino che gioca nella foresta sente e osserva, scopre e
incontra qualcosa di nuovo e allo stesso tempo terribile. Spaventato e
sconfortato dalla visione di tanta disperazione torna a casa con una nuova
consapevolezza.
Il Tempo è protagonista del racconto. Inizialmente il tempo della narrazione è
dilatato come se fosse sospeso tra sguardo e azioni minuziose del ragazzino. La
lentezza conferisce al racconto un senso di quotidianità e rafforza le emozioni
del bambino, accompagnando le sue scoperte sonore e visive. Ad una prima
parte caratterizzata da un ritmo lento e misurato si contrappone una seconda
più incalzante, innescata dalla visione della bambina che piange, dei suoi
genitori e della fila di migranti al confine:
il tempo accelera tra passato e presente alimentando quell’enigma
temporale che solo alla fine del film verrà svelato, lasciando spazio al tema
dell’importanza della memoria.
Questo cortometraggio vuole essere una sintesi tra un film di impegno civile,
che tratta tematiche delicate e attuali, e un esercizio di stile, dal punto di vista
visivo e fotografico. In una decina di minuti un ragazzino ribalta le sue e le
nostre certezze, mette in continuità l’Europa del 1942 con quella del 2020,
facendo emergere le nostre responsabilità sul mondo che stiamo costruendo.
In questa volontà di “ribaltamento” vanno visti il cambio di color, che segnerà
la differenza tra i due periodi, e il cambio di ratio durante il film, girato in 4/3
per oltre metà, per poi diventare, nell’ultima parte, in PANORAMICO (con un
cambio di ratio a vista da 1:45 a 2:35 Cinemascope) come a voler sottolineare
l’apertura dello sguardo del ragazzino venuto a contatto con il muro di filo
spinato.
Considerata la rilevanza dell’aspetto “visivo” (i dialoghi sono, infatti, pochi e
asciutti) la fotografia è stata affidata ad un maestro del cinema come Daniele
Ciprì. Parimenti importante sarà il racconto sonoro che accompagnerà le
scene, la cui composizione sarà firmata da Teho Teardo.
Il filo spinato, oltre che immagine visivamente molto potente, simboleggia allo
stesso tempo il divieto d’accesso ad un un luogo e il punto limite che marca il
confine tra due terre.
Questo punto è un no man’s land. Una terra di nessuno.
Il confine oggi a chi appartiene?
Che diritti per i bambini rifugiati. Che infanzia? Che protezione in queste
condizioni? Quanti bambini dispersi e orfani?

Ed infine il tema della diversità, della paura e dell’odio di una razza diversa che
invade il nostro territorio. Una sveglia che ci invita ad accettare la
responsabilità e a sviluppare , si spera, una nuova prospettiva.
Emanuela Ponzano

LAURA FRIGERIO

Breakingvision.com - Post-Produzione Cortometraggio “Una Nuova Prospettiva”  – Coming Soon




Categorie:NEWS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: