Ciliegiolo: un vino da rivalutare

Se vi chiedo di pensare alle eccellenze toscane in termini di vino, probabilmente vi verrà subito in mente il Chianti Classico, il Sangiovese, la Vernaccia di San Gimignano, il Nobile di Montepulciano o il Brunello di Montalcino, tanto per citarne alcuni tra i più famosi.

Esistono alcuni vini però, i così detti vini da taglio o di vitigni minori, che hanno lo scopo di correggere alcune caratteristiche di altri vini principali, soprattutto la gradazione alcolica ed il colore.

Per anni il Ciliegiolo, vitigno storico toscano, ha fatto da spalla al più ruvido Sangiovese, per portargli profumi e morbidezza. Tuttavia negli ultimi anni si sta prendendo la sua rivincita, ritrovando la propria unicità nel mondo enoico.  

Molti vignaioli del centro Italia si sono accorti che il Ciliegiolo, in purezza, ha un notevole livello qualitativo. Anzi è un vino con la V maiuscola, molto diverso dal Sangiovese. Più speziato, più fruttato e più vellutato.

Assaggiandolo vi accorgerete della sua qualità fin dal primo sorso: morbido, con una acidità limitata, dal caratteristico aroma che rimanda alle ciliegie, da cui prende il nome. Anche il colore, rubino e brillante, ricorda quello di una ciliegia matura. Ha una buona gradazione alcolica, palato strutturato e corpo pieno.

Non credete a chi vi dice che il Ciliegiolo è un vino da consumo immediato. In realtà è un vitigno molto duttile. Non solo riesce a rendere bene anche con l’invecchiamento, ottenendo vini con aromi ancora più intensi e complessi, ma se vinificato in bianco (o con breve macerazione) può dare vita ad ottimi vini rosati. Per il Ciliegiolo passito potrei aprire un capitolo a parte.

Inoltre, aspetto non da poco per gli amanti del vino rosso, il Ciliegiolo è un vino che si presta bene a tutte le stagioni. Nonostante sia un vino rosso, infatti, sopporta bene anche le basse temperature, e può essere conservato in frigorifero e servito fresco. Ottimo per un pranzo di mezza estate o per un autunno come questo che, forse a causa del riscaldamento globale, è ancora mite.

Personalmente non posso che raccontarvi, con entusiasmo, la bontà di questo vino. Se non vi fidate delle mie parole non vi resta che assaggiarlo. Sono certa che se, come è capitato a me, imparerete a conoscerlo, non potrete che apprezzarlo. Prosit!



Categorie:FoodandWine, In cantina

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