Isabelle Adriani: interpreto Maria Landi, una giornalista misteriosa, nel film Infidel assieme a Jim Caviezel

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Isabelle Adriani, che dopo il matrimonio da favola con il Conte Vittorio Palazzi Trivelli, la vedremo nel film Infidel assieme a Jim Caviezel, dal 15 dicembre.

Bentrovata, Isabelle. Racconta chi sei al pubblico di Life Factory. Com’è cominciata la tua carriera?
Ciao e grazie per avermi invitata su Life Factory. Fin da bambina ho sempre desiderato fare l’attrice, ma ero troppo timida, dicevano che “camminavo sotto i muri”, così mi iscrissero a corsi di mimo, danza, canto e teatro. Studiai tantissimo e piano piano riuscii a trovare un po’ di fiducia in me stessa anche grazie a dei maestri straordinari. Ho frequentato il centro universitario teatrale CUT di Perugia in collaborazione con l’Accademia Silvio D’Amico di Roma, la scuola di danza classica Morlacchi in collaborazione con il Royal Ballet di Londra e appena finita l‘università con una tesi in storia sul DNA della Fiaba, ho aperto una piccola scuola chiamata “Cinderella, fiabe e teatro” per bambini a Perugia in cui mi divertivo a rappresentare fiabe classiche, inventare e costruire macchine di legno per creare effetti speciali. E’ stata un’esperienza bellissima. Poi mi sono trasferita a Roma per lavoro e ho cominciato la carriera cinematografica con piccoli ruoli facendo la gavetta più banale, ma anche i piccoli ruoli possono avere grande risonanza. A me è capitato con il film “Che bella giornata” di Checco Zalone. Tutti ricordano la mia Mercedes e da lì è cominciata la mia carriera nel cinema, ho avuto la fortuna di lavorare in molti paesi diversi con professionisti straordinari, da George Clooney a Penelope Cruz da Sean Bean a Jim Caviezel, un bagaglio che porterò sempre con me.

Hai lavorato anche a produzioni d’oltreoceano. Hai trovato differenze tra i set e le regie italiane e quelle straniere?
Certamente, ma prima delle differenze vorrei parlare delle affinità. Pensa che negli Stati Uniti, oltre a Charlie Chaplin e ai grandi produttori degli anni ‘30, ‘40 e ‘50, i veri miti del cinema erano proprio Vittorio de Sica e Fellini. L’entertainment business italiano ha fatto scuola nel mondo, i nostri registi, produttori ed attori sono stati dei veri maestri. E’ chiaro che le dimensioni e i numeri del mercato mondiale, soprattutto americano, sono molto diversi. Anche il tempo detta le sue regole: il tempo che il regista può dedicarti sul set, il tempo che hai per prepararti con i ‘table readings’ e quello che hai per entrare nel personaggio, il tempo per preparare i set e rifare una scena che non ti soddisfa. Insomma tempo e denaro sono fondamentali per parlare di differenze. Vero è però che ci sono ancora dei piccoli miracoli anche italiani, nei quali il budget è basso, ma i talenti e la creatività danno vita a film meravigliosi.

Hai un aneddoto particolare o un ricordo speciale legato a una o più delle produzioni a cui hai preso parte?
Fra le esperienze più divertenti ricordo quella con Checco Zalone nel film “Che bella
giornata”. Abbiamo girato in Puglia ad Alberobello e parlando con Checco fuori dal set ho trovato la stessa meravigliosa ironia e una empatia rara tra colleghi, una persona splendida, abbiamo riso ogni minuto. Poi ricordo con un sorriso Buenos Aires con Luca Argentero per il “Campione e la Miss”. Lì ho dato il mio primo bacio sul set. Non appena finite le riprese la sera tardi presi la valigia e partii alla volta di Cuba per girare “Faccio un salto all’Havana”. La mattina dopo alle 8:00, ero distrutta (ride). A Cuba ho trovato Brignano e Pannofino, le risate su quel set non me le scorderò mai ma neppure l’uragano Alex che mi sorprese in aereo sopra Panama. E poi come non citare Pupi Avati con cui ho girato due film e da cui ho imparato tanto e Lino Banfi con cui ho girato a Lecce “il Commissario Zagaria”.
La gente ci fermava per strada e ci invitava a mangiare le orecchiette. E poi non scorderò mail il gesto di altruismo di Penelope Cruz che chiese al regista di darmi una scena più lunga. Che donna fantastica.

Il tuo ultimo film Infidel ti vede protagonista assieme a Jim Caviezel in un thriller politico, puoi raccontarci qualcosa?
Posso svelarvi giusto qualche chicca perché il film uscirà il 15 dicembre. In questo film interpreto Maria Landi, una giornalista misteriosa che sarà un personaggio chiave e che alla fine salverà la vita dei protagonisti.

Tuo marito ti sostiene in questo lavoro? In che modo?
Assolutamente si, abbiamo anche lavorato insieme, lui ha prodotto due dei miei documentari scientifici, e mi ha sempre seguito nelle mie numerose avventure fino in capo al mondo. E’ chiaro che sposando un Conte con una storia millenaria, ora ho delle responsabilità che devo rispettare, dunque in realtà ora sono io a dover supportare lui.

Hai progetti per il futuro che puoi svelare?
Un film sulla Seconda Guerra Mondiale con una storia meravigliosa che non vedo l’ora di girare, sempre COVID permettendo. Dovevo anche partecipare alle riprese di una divertente serie Tv per Amazon ma al momento è stato tutto rimandato. Ora invece sto scrivendo il Secondo volume delle ‘Fiabe di Isabelle’ da cui sono tratte “Le Fiabe della Buonanotte” per RAI Radio Kids, un progetto nato insieme a Marco Lanzarone e alla regista Isabella Carbone cominciato il 14 settembre che sta avendo tanto successo per i bimbi di tutte le età. Mi sto dedicando a questo progetto sia in veste di scrittrice che di attrice e voce narrante. E poi ‘Dar Voce’, creare fiabe con bambini speciali con i quali ho già avuto un’esperienza meravigliosa durante tutto il lockdown. I bambini con un sorriso spazzano via ogni pensiero negativo.



Categorie:Cinema, interviste

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