Commissario Zen di Roberto Riva

Zen è un commissario di Polizia finito quasi per caso ad occuparsi dei crimini e delle malefatte di una delle tante città di provincia italiane. Svolge con modalità poco ortodosse il suo compito, apertamente indifferente ai ritmi e alle ossessioni del vivere moderno.
È benestante, colto, ha successo con le donne e, non pago delle sue fortune, chiede alla vita di capire quale ne sia il significato e cosa e chi motivi quella degli altri. Il caso nel quale si trova coinvolto gli fornirà qualche aiuto in merito, il tutto immersi nel decadente e triste interland padovano, con generose incursioni nel sapido e poco tradizionale privato del protagonista.

“Un’indagine di polizia è come corteggiare una bella donna.
Molte energie spese e molti sforzi finalizzati ad ottenere un tête à tête con una persona che alla fine, femmina o criminale che sia, non vi ripagherà mai delle fatiche profuse per farli capitolare.
Il crimine è in costante aumento e questo perché le persone hanno un enorme bisogno di essere amate.”

Certo, avrebbe dovuto immaginarlo subito quale sarebbe stato il suo futuro, Zen. Avrebbe dovuto immaginarlo da quella volta in cui, per la prima volta, ha giocato a guardia e ladri assumendo di fatto il suo primo incarico quale funzionario di polizia, avrebbe dovuto immaginarlo da quel tarlo per l’investigazione che giorno dopo giorno gli veniva instillato nella mente dallo zio Luigino, detto Gibi (contrazione tutta veneta della nota marca di whiskey J&B), che infermo sulle gambe e a corto di lucidità a causa del perenne inverno etilico, lo incaricava di scovare la chiave del mobiletto-bar che la zia Adelina prontamente dirottava su nuovi e fantasiosi nascondigli. Poi, un giorno come un altro, il tempo dei giochi è finito e Zen ha deciso di indossarli per davvero i panni di tutore della legge.

E anche casuale, quanto improbabile, è il suo esser finito ad occuparsi dei crimini e delle malefatte in quel di una cittadina della provincia veneta. Ed è tra i tanti casi che quotidianamente si susseguono che il nostro commissario si trova a dover indagare su una rapina che ha ad oggetto ben 980 mila euro di preziosi rubati in un laboratorio orafo e che sin dal principio presenta connotati di atipicità tanto per modalità di svolgimento che per plausibile movente.

“Ormai nessuno più ammette le sue responsabilità, perché siamo tutti vittime di qualcosa o di qualcuno e alla galera fisica preferiamo quella psicologica delle nostre miserie e delle nostre paure.”

Tra un enigma e l’altro Zen dovrà venire a capo della matassa e riuscire a fare chiarezza su un caso in cui nulla è come appare. Un arcano da risolvere che muove le sue fila da un delitto economico e che da questo ci porta a conoscere la periferia padovana e gli aspetti più intimi e oscuri del suo portavoce. Ma il nostro protagonista non ha niente degli eroi a cui siamo abituati. Di origine benestante, colto e arguto con il gentil sesso, fortunato e consapevole di esserlo, indifferente ai ritmi mondani e alle procedure ortodosse per il ruolo che ricopre, Zen è un personaggio che non fatica a entrare nelle simpatie del lettore e a rapirlo pagina dopo pagina.

Una lettura godibilissima che tocca anche tematiche sottese di grande attualità e che si sviluppa in modo omogeneo e accattivante.

“Riprendo a correre. Non sto scappando. Semplicemente mi muovo più consapevolmente verso me stesso.”

Commissario Zen - Roberto Riva - Libro - Ciesse Edizioni - Black & yellow |  IBS


Categorie:Gialli & Thriller, Libri

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