ANDREA L. GOBBI: Mi è sempre piaciuto giocare con l’immaginazione, fantasticare di incredibili avventure

Salve amici di Life Factory Magazine, scusate la mia assenza, un periodo pieno mi ha tenuto lontano da voi. Ma ora sono tornata con una nuova intervista…
Ho fatto quattro chiacchiere con Andrea Gobbi autore di ‘Navarro. Il mondo di sotto’ pubblicato dalla Fanucci Editore e primo volume di questa serie fantasy-avventurosa per ragazzi.

Non perdiamo altro tempo ed iniziamo con le domande.

Ciao Andrea, bentrovato sul nostro magazine. Parlaci di te, chi sei nella vita di tutti i giorni? Quali sono i tuoi sogni, le tue passioni?
Salve, grazie mille per l’invito. Dunque, chi sono… Per una risposta professionale, potrei cominciare nel dire che ho 30 anni, vivo in Valle d’Aosta, sono laureato in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino e da qualche tempo ormai navigo nel mondo dell’editoria. Ma mi rendo conto che una risposta simile oltre che scontata sarebbe terribilmente noiosa. Quindi risponderò in questi termini. Sono un ragazzo con la curiosità scolpita negli occhi, che adora viaggiare, conoscere posti nuovi, soprattutto quando si presenta l’occasione di esplorare angoli sconosciuti, quelli maggiormente nascosti che per essere trovati richiedono un certo spirito d’avventura.
Viaggiare per me significa soprattutto e, prima di ogni altra cosa, viaggiare con la mente. Credere a qualcosa prima ancora di appurarne l’esistenza, anche se non dovesse esistere. È così che molto spesso mi vengono le idee (come alcune del Mondo di Sotto): semplicemente fermandomi a pensare e ponendomi domande. Per questo amo cibarmi di storie (sia che siano libri, fumetti, film, serie tv o racconti orali), a prescindere dal genere e dal target di riferimento. Perché ci permettono ogni volta di avventurarci in luoghi inesplorati, di vivere emozioni. E di sognare.
A proposito di sogni, uno è proprio legato al Mondo di Sotto: spero che possa diventare presto un universo narrativo che abbracci la curiosità e l’entusiasmo di molti lettori. Perché si tratta di una saga su cui lavoro da anni e della quale, al momento, si è vista soltanto la punta dell’iceberg.

Quando hai iniziato a scrivere?
Sin da quando ero piccolo, in pratica. Mi è sempre piaciuto giocare con l’immaginazione, fantasticare di incredibili avventure che il più delle volte, devo dire, nascevano e morivano dentro la mia testa prima ancora di avere il tempo di buttarle giù su un foglio. E questa passione mi ha accompagnato per tutto il tempo, dall’infanzia fino a oggi, passando per l’adolescenza. Ricordo ancora quando, durante l’Università, certe lezioni le passavo progettando quello che sarebbe poi stato, di fatto, il mio primo romanzo. Un manoscritto che ho realizzato imponendomi
una regola semplice: la costanza. Tutte le sere (tranne una a settimana), per oltre un anno, le ho dedicate a portare avanti la storia fino al punto finale. Risultato: quel manoscritto è rimasto nel cassetto (e lì rimarrà), ma si è rivelato il lasciapassare
determinante per muovere il mio primo piccolo passo nel mondo dell’editoria professionale. Da allora ho collaborato con autori del settore, ideato decine di progetti, scritto romanzi che non so se vedranno mai la luce. Ho ricevuto dagli Editori innumerevoli no. Ma non ho mai mollato un attimo, anche nei momenti più bui, quando le cose sembravano dirmi “lascia stare”, ho continuato invece ad applicarmi nel tentativo di migliorarmi ancora di più, affinché si presentasse l’occasione tanto desiderata.
Quell’occasione è arrivata nell’autunno del 2018. In quel momento mi trovavo a Lucca quando proposi la saga del Mondo di Sotto a Fanucci Editore. Allora il primo romanzo non era ancora scritto, ma il progetto l’avevo già pianificato per intero. Attesi quindi due mesi. Poi la notizia, giunse all’improvviso: volevano farne una trilogia. Ancora adesso ricordo perfettamente il giorno, uno dei più belli della mia vita. Era il primo gennaio del 2019.

Quale è il tuo autore preferito? E il tuo genere letterario?
Sarò scontato, ma la mia opera preferita resta tuttora Harry Potter di J.K. Rowling. E non lo dico (solo) per amore di infanzia, dal momento che con Harry io ci sono cresciuto. Ma perché se c’è una cosa che ho amato nel profondo è stata proprio la sua progettualità: il grande affresco narrativo orchestrato dalla Rowling prima della stesura della saga.
Tornando alla domanda iniziale, ci sono poi un sacco di autori che rientrano nella lista dei miei preferiti, di cui la maggior parte, se vogliamo, si ricollegano al genere dell’avventura e del fantastico. Robert Luis Stevenson e Jules Verne su tutti. Ma anche più contemporanei come Philip Pulman o Neil Gaiman. C’è poi R.L. Stine con i suoi “Piccoli Brividi”.

Come è nata l’idea di scrivere un romanzo d’avventura per ragazzi? L’idea del Mondo di Sotto mi è nata cinque anni fa (nel 2015). Ero in camera mia e stavo leggendo un ebook su un tablet quando, sollevando lo sguardo, l’occhio mi è caduto sul mappamondo che allora conservavo in un angolo della scrivania. A quel punto, ho guardato il mappamondo (che è sferico), ho guardato il tablet (che è piatto), e improvvisamente è balzata fuori la figura di Cristoforo Colombo. Da lì quindi la domanda da cui tutto è partito (presente in quarta di copertina). E cioè che cosa sarebbe potuto succedere “se nel 1492 Cristoforo Colombo, anziché arrivare in
America, avesse scoperto che il Mondo finisce? Che la Terra è piatta? E che dall’altra parte – sotto il nostro, ma capovolto – si nasconde un altro mondo totalmente nuovo e fantastico?”
Tutto ciò che è scaturito dopo è frutto di un processo creativo proseguito a step. Ma l’idea di sviluppare una storia pensata per un pubblico giovane è sorta quasi spontanea nell’istante in cui ho delineato la figura del protagonista: un ragazzo che parte alla ricerca del padre per un Mondo sconosciuto che, agli occhi del lettore, avrebbe dovuto presentarsi assolutamente imprevedibile oltre che bizzarro. Una chiave narrativa che ben si sposava per una fascia di lettori dai 9 anni in su (anche se ho scoperto che ragazzi più giovani l’hanno letto tutto d’un fiato), concepita però
al tempo stesso per abbracciare l’interesse di un pubblico molto più ampio. Parliamo infatti di una saga strutturata su più livelli (a tratti oscuri, a tratti colorati, a tratti seri, a tratti più leggeri) con diverse sottotrame che si dipanano tra di loro, inserite all’interno di una macro-storia più ampia di cui questo primo libro intende gettare le sue prime luci.

Il tuo libro ‘Navarro – Il Mondo di Sotto’ è il primo di una trilogia, è ricco di accadimenti e di valori importanti come ad esempio l’amicizia… Cosa dobbiamo aspettarci dal secondo volume? Sai già dirci quando sarà disponibile per i lettori?
Il secondo romanzo sarà una bomba di rivelazioni! [ride] Conoscerete nuovi luoghi, nuovi personaggi, nuovi sorprendenti creature. Ma soprattutto, a livello narrativo, scoprirete importanti tasselli che nel primo volume sono stati soltanto accennati. Avrete senz’altro un quadro più chiaro con maggiori risposte… ma anche nuove domande. Perché la saga del Mondo di Sotto dopotutto è un rompicapo. Un enigma che affonda tra le righe di un viaggio fantastico.
Preparatevi dunque a un secondo capitolo ricco di colpi di scena, pieno di avventura e di sorprese. Lo sto scrivendo in questo periodo, ma causa coronavirus (che ha scombussolato la programmazione delle uscite di tutte le case editrici) non ho idea di quando uscirà. Spero il prima possibile.

Progetti per il futuro?
Sì, uno che uscirà tra non molto, ma che è ancora top secret, quindi non ne posso parlare. Si tratta di un progetto piuttosto particolare che coinvolge un team di autori di cui faccio parte. La pubblicazione è prevista nel mese di novembre. Per saperne di più, seguitemi sui social!

Grazie Andrea, aspettiamo con ansia il secondo volume di ‘Navarro’.

Un abbraccio readers,



Categorie:Autori, interviste

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