Nostalgia Pubblicitaria di Dario Pubblici, ovvero quel mood anni 80 che ci ha fregati!

Vi confesso che, più crescevo e più mi convincevo che quell’epoca fosse davvero ideale. E, allo stesso tempo, più maturavo il rimpianto di essere stato troppo piccolo per potermela godere appieno“. Dario Pubblici, Nostalgia Pubblicitaria, Amazon.

Tutti pensiamo alla nostra infanzia con un pizzico di nostalgia. Pensate che mia nipote, nata nel 1994, parla della sua infanzia e lamenta: “che bei tempi”.

Ho un ricordo così strano della mia infanzia e degli anni ‘80, come quei film girati in quell’epoca, piena di frase fatte e scenette pubblicitarie e, per anni, mi sono chiesta perché allora ero solo una bambina? Che ingiustizia!

Anche il ricordo dei primi anni ’90 è impregnato dalla pubblicità. La mia preferita era Egoiste, la pubblicità di un profumo in cui tante donne ossessionate, distrutte e vendicative urlavano dai balconi di un lussuoso palazzo contro l’Egoista.

E be’, anch’io ho una strana nostalgia della mia infanzia e della preadolescenza e la pubblicità ne è il simbolo. Le merendine che non ci sono più, i giocattoli che desideravo, fino ad arrivare all’aspirazione di vivere perennemente sulla neve per via di una pubblicità con orsi bianchi e gente che rotolava felice! Ma vi immaginate vivere circondati dalla neve?

Quindi, appena ho avuto l’occasione di leggere Nostalgia Pubblicitaria di Dario Pubblici, tutti questi ricordi sono tornati alla mente, altri, invece, nascosti in un angolino del cervello, sono riaffiorati come in un processo maieutico. Perché, credetemi, attraverso questo libro, uscirà dalla vostra mente tanta roba dimenticata e, soprattutto, vi divertirete. Io ridevo come una cretina!

La cosa che ho gradito tanto sono state le note e i riferimenti ai video con appositi link, quindi ho spulciato tutte le pubblicità citate. La scrittura è veloce, leggera, graffiante ed esilarante!

Non volendo entrare nei vari aspetti che Dario Pubblici ci espone (per esempio la saga dell’Amaro Montenegro), ciò che ho trovato interessante è l’aspetto sociologico del libro: “L’innocenza e la leggerezza erano una mera strategia di marketing per renderci degli eterni bambinoni: già a quei tempi gli specialisti erano ben consapevoli che l’effetto nostalgia sarebbe stato un potente detonatore per le nostre menti consumiste”.

Attraverso la pubblicità ci hanno istruito a essere piccole menti che desiderano un mondo che non c’è, per esempio quello di Carlo e Diana (che tutti ne conosciamo i destini) o la famiglia del Mulino, dove, analizzando razionalmente tutti gli elementi, oggi possiamo comprendere quanto fosse distorta quella vita piena di amore stucchevole e merendine confezionate!

“Se mi permettete un’azzardata equazione interculturale, oserei dire che la Famiglia del Mulino sta alla famiglia italiana media come la famiglia Flanders sta alla famiglia Simpson”.

Ci hanno detto che bastava un profumo per conquistare, una crema per essere belli, un cibo per essere felici.

“Decisi di passare in rassegna tutti gli spot del passato che trovai nella rete. Li analizzai in modo distaccato e cinico, appuntando meticolosamente ogni incongruenza”.

Non aggiungo altro perché il libro va gustato lentamente e senza spoiler.

Ah, dimenticavo, ho rivisto la pubblicità Egoiste ed era orrenda!



Categorie:Libri, Narrativa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: