“Il ponte delle Vivene” di Davide Dotto

Questo romanzo mi ha riportata indietro nel tempo. Ero bambina davanti al fuoco caldo e scoppiettante e ascoltavo i racconti di mia nonna e delle nostre tradizioni folcloriche.

Sinossi: XIX secolo. Valchiusa è un paese sperduto della Valle del Chiese. Un antico castello incastonato nella roccia ne domina la piazza, mentre lo strapiombo sul retro è attraversato da un ponte di corda pencolante. Da secoli i montanari convivono con la Vivena, spirito ineffabile che ha membra e tratto di donna, memoria e destino della valle. Non sarà facile per Giuseppina, proveniente dalle campagne trevigiane, integrarsi in un mondo di cui non conosce le tradizioni. Sposata da anni con Oreste, sente la mancanza di un figlio che la leghi per sempre a luoghi così nuovi per lei. Non esiterà a incalzare la Vivena per ottenere la tanto agognata grazia. Imparerà a sue spese che, se la Vivena è capace di grandi slanci d’amore nei confronti della comunità cui dà protezione, non esiterà a pretendere, a tempo debito, il prezzo di quanto accordato.

 “Il ponte delle Vivene” libro esordio scritto da Davide Dotto è un romanzo storico, uno di quelli che ti racconta storie di tanti anni fa, ma ti fa addentrare nelle sue vicende come se fossero accadute ieri.

Si ritrovano in questo testo diverse generazioni che si confrontano con un mistero che le lega le une alle altre. Si parla di un mistero oscuro, terribile e inevitabile a cui piegarsi è troppo straziante. Inizialmente il potere che deriva da questo spirito sembra surreale e magico, ma con il proseguire delle vicende e della lettura si capisce che diviene una costrizione, una prigionia. Ogni cosa ha il suo prezzo!

Ci troviamo ai piedi di una montagna, una cittadina di Valchiusa che è affascinata e impaurita allo stesso tempo dalla presenza di un antico Castello abitato da uno spirito inquieto e amareggiato: la Vivena.

Ad aggravare la situazione c’è la guerra, la povertà, la voglia di benessere e di una famiglia.

Dal nome del romanzo si può intendere che il ponte è la linea di confine tra gli uomini e la Vivena e oltrepassarlo comporta delle conseguenze molto rischiose.

Capita però che qualche giovane ragazza cerca di avventurarsi fino al castello, un pò per curiosità o forse perché sente uno strano richiamo e lì vi resta per decenni. La Vivena si appropria così della sua energia vitale, prolungando la sua esistenza di creatura leggendaria.

Questo romanzo ci parlerà attraverso dei salti temporali, di queste ragazze e di come hanno trascorso il loro tempo a servire la Vivena. Inoltre ci verrà illustrato come sono stati recisi i legami di queste ragazze con i loro cari. Ci parlerà anche della figura di questa creatura, di cosa l’accadde e del suo mantello magico.

I sentimenti che vuole trasmettere l’autore con questa lettura sono numerosi: parliamo di odio, amore, solitudine, desiderio di avere una famiglia, ammirazione per la natura, ma di tanto altro ancora.

“Il ponte delle Vivene” è caratterizzato da una scrittura ricercata, ricca e non troppo semplice, ma riesce comunque a trasportare il lettore in un mondo fatto di mistero e leggende.

Un testo scritto in terza persona, molto originale e coinvolgente che vi consiglio vivamente di leggere se amate il genere.

Editore: CIESSE Edizioni

Data di pubblicazione: 3 dicembre 2015

Pagine: 134 pagine

Genere: Narrativa storica



Categorie:Libri, Storico

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