Vincenzo Bocciarelli: il mio manoscritto d’esordio è la cronaca della mia quarantena.

La nostra redattrice Caterina Franciosi intervista Vincenzo Bocciarelli attore italiano, ma anche pittore e scrittore. Dal marzo 2020, durante il lockdown causato dalla COVID-19, ha ideato e condotto dalle mura domestiche, tramite il suo profilo Facebook, il “Bocciarelli Home Theatre” per portare il teatro nelle case dei suoi fan e trasmettere un senso di speranza e positività, diventando anche il primo attore in Italia ad aver ideato un format del genere.

Salve Vincenzo e grazie per essere in nostra compagnia oggi sulle pagine di Life Factory Magazine. Ci racconti qualcosa di lei. Dunque, non saprei da dove incominciare. Preferisco che siano gli altri a raccontare qualcosa di me. O meglio, penso che per conoscermi più in profondità conviene leggere i capitoli del mio nuovo
libro d’esordio “Sulle ali dell’arte” nel quale mi sono messo completamente a nudo. Dopo la pubblicazione mi sono un po’ pentito di essermi troppo “raccontato” ma ormai era troppo tardi. Il mondo è meraviglioso ma è altresì popolato da creature pericolose e mostruose e mettere in pasto la mia vita privata e il mio essere più profondo, è rischioso. D’altronde io sono fatto così, lo sono sempre stato fin da bambino: un libro aperto ma con un mio giardino segreto dentro il quale entro solo io.

Vincenzo, i nostri lettori la conoscono sia per aver partecipato a numerose fiction italiane di successo, come “Il bello delle donne 2”, “Incantesimo 5”, “Orgoglio” o “Don Matteo 5” (solo per citarne alcune), sia per aver recitato in film nazionali ed internazionali come “Red Land (Rosso Istria)” o “Mission possible”.  Nel 2010 esce “La strada dei colori”, film che la vede come primo attore europeo protagonista nel mercato cinematografico indiano. Potrebbe raccontarci qualcosa di più in merito, soprattutto su cosa ha rappresentato per lei raggiungere questo importante obiettivo?
Per me significa provare, vivere l’emozione di mettermi in gioco ogni volta con fiducia verso chi decide di investire su di me, lasciando alle spalle pregiudizi o paure. Ovviamente cerco sempre di offrire il meglio come attore, ma sopratutto come “uomo”. Recentemente ho molto apprezzato il consiglio di una mia nota collega amica, che mi ha suggerito di “volare basso” affrontando il nuovo mondo dell’editoria. Questo consiglio mi ha fatto molto riflettere su come spesso un nostro personale modo di approcciare al lavoro, alla propria passione o voglia di fare, possa essere frainteso o meglio criticato come atteggiamento presuntuoso. Questo purtroppo è un aspetto molto italico, molto provinciale. In America per esempio è molto apprezzato chi si lancia in nuove sfide mettendo a frutto tutte le potenzialità a disposizione. In Italia potremmo istituire un nuovo Festival: quello dei criticoni rosiconi. Alla fine dei giochi ci sono sempre e soltanto i fatti che restano, che contano e testimoniano il nostro passaggio su questa terra.

Torniamo al presente, e più precisamente al periodo di lockdown imposto a causa dell’emergenza Covid-19, durante il quale lei ha dato vita al progetto “Bocciarelli Home Theatre”, un programma live-Facebook e YouTube per portare l’arte nelle case degli Italiani. Le andrebbe di raccontare ai nostri lettori come è stato per lei vivere questo momento così particolare e che cosa il “Bocciarelli Home Theatre” abbia rappresentato per lei e per i suoi fan?
Tutto è avvenuto in modo naturale ed immediato. Ho avvertito dentro di me da subito un qualcosa che mi ha spinto a donare sostegno e supporto morale e spirituale già dal primo giorno di “chiusura totale” il 10 marzo scorso. Da subito si è instaurato un legame splendido tra me e il pubblico virtuale. Sono nati legami e affinità anche tra i cosiddetti bocciarelliani e bocciarelliane, così si sono voluti battezzare gli amici del “Bocciarelli Home Theatre”. Sono stati giorni davvero di grande turbamento. Molti italiani hanno già rimosso o cancellato quell’inquietudine, quello smarrimento, la
mancanza di lavoro, le attività chiuse. Gli stessi che piangevano e si lamentavano sui social, sono stati i primi ad andare in vacanza. Non ho parole… quanta superficialità e vanagloria. Invece quello che abbiamo vissuto e provato, quell’insegnante dobbiamo tenercelo bene a mente, ogni istante! L’uomo tende a minimizzare o bypassare i dolori, soprattutto in questa contemporaneità. Io, dal
soggiorno di casa mia, ho cercato ogni giorno di infondere uno spiraglio di speranza, ho cercato di trasformare il senso claustrofobico, in vita e creatività. Attraverso questo “iter” mi sono rafforzato e “curato” in primis anche io, insieme al mio pubblico. E’ stata una totale osmosi rigenerante quello che si è creata tra me e tutti coloro che sempre più numerosi sono saliti in volo “Sulle Ali dell’arte”.

“Sulle ali dell’arte”, il suo libro edito dall’Accademia Edizioni ed Eventi di Giuseppe De Nicola e presentato lo scorso 28 luglio presso la Pinacoteca di Ascoli Piceno, nasce appunto dal progetto “Bocciarelli Home Theatre”. Potrebbe raccontarci quali tematiche ha deciso di affrontare e come mai le caratteristiche di stampa vengono definite “ariose”?
Questo libro per me rappresenta, oltre al mio manoscritto d’esordio, il racconto, la cronaca della mia quarantena, vissuta da solo nella mia casa romana. In realtà “apparentemente” vissuta da solo… poi scoprirete leggendo il libro. Come ho già raccontato in altre interviste, l’idea nasce da un editore molto perspicace e creativo: Giuseppe De Nicola il quale, dopo essere diventato lui stesso spettatore del mio programma sul teatro, mi ha chiesto di raccontare la mia esperienza e i miei stati d’animo più profondi, nelle pagine di questo libro. La nota preziosa di questa avventura editoriale è stata l’inserimento degli scritti, delle poesie del pubblico. Durante il lockdown molti hanno trovato sostegno e conforto attraverso la condivisione delle proprie angosce e turbamenti. Questo mio piccolo libro vuole essere un grido di speranza e di amore nei confronti della vita.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Nonostante il momento difficile nel quale ci siamo incagliati, soprattutto noi del mondo dello spettacolo, mi trovo avvolto da un vortice creativo e lavorativo incredibile. Il fatto di aver tenuto accesa la miccia del lavoro e della operatività durante la quarantena, seppur faticosamente, ora sto raccogliendo i frutti del quel costante impegno. A breve inizierò le riprese di un film internazionale di fantascienza molto importante, un desiderio che sognavo da sempre. In autunno inizierò le prove
dell’Amleto con Sebastiano Lomonaco per la regia di Alessio Pizzech. Continuano con successo gli episodi del Vincent SetCom Home, la commedia al tempo del Covid che sta riscuotendo grande successo sui social e sul mio canale YouTube e presto approderà su un’importante canale nazionale. Poi girerò l’Italia sempre sulle ali dell’arte per promuovere il mio libro ma soprattutto per incontrare e così salutare da vicino tutti i fans che in questi mesi si sono lasciati cullare dalle carezze della poesia, del teatro e della pittura. Ah dimenticavo… sto già iniziando a scrivere il mio
prossimo libro… Ormai c’ho preso gusto.

Si ringrazia l’ufficio stampa di Patrizia Faiello per la collaborazione

a cura di Caterina Franciosi



Categorie:Autori, interviste, Libri

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