Laura Adriani: l’amore per la recitazione nasce spontaneamente un’estate del 2003

Life Factory Magazine incontra la bella e talentuosa attrice romana Laura Adriani classe 1994. La sua prima esperienza cinematografica risale al 2010, con il film Piazza giochi di Marco Costa e successivamente entra a far parte del cast de I Cesaroni nella quarta e quinta stagione. Di seguito una serie di importanti e bellissimi film tra cui: Tutta colpa di Freud, Mi chiamo Maya, Next to Normal, “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni e “Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini, entrambi presentati alla mostra internazionale del cinema di Venezia. Per serie tv: Lola & Virginia, Provaci ancora Prof!, Squadra mobile e nel 2018 si unisce al cast della quinta stagione della fiction di successo di Rai 1 Che Dio ci aiuti per la regia di Francesco Vicario.

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Buongiorno Sig.na Adriani è un piacere averla tra le nostre pagine. Come prima domanda vorremmo chiederle chi è Laura Adriani oggi: Oggi sono sempre io, ma cresciuta, spero, rispetto a ieri. Mi sento di essere rimasta fedele ai miei valori e a ciò in cui credo e che mi fa stare bene, di aver creato rapporti sinceri e profondi con le persone che ho scelto lungo il mio cammino.

Ha 26 anni e un curriculum cinematografico e televisivo impressionante, ma come nasce la sua carriera cinematografica e televisiva? Nasce da una profonda testardaggine, che deriva dal mio segno zodiacale che è l’Ariete. A parte gli scherzi, l’amore per la recitazione nasce abbastanza spontaneamente un’estate del 2003, quando due insegnanti di teatro vennero a fare da animatrici ai bambini dello stabilimento balneare. Tra quei bambini c’ero anche io. Lì mi sono innamorata del palco, e in particolare modo della recitazione, mi sentivo a casa. Quindi ho deciso di cominciare una scuola di teatro e dopo tre anni mi sono iscritta ad un’agenzia cinematografica, ho cominciato a fare dei provini, molti li ho persi, altri li ho vinti. Così fino ad oggi. 

Usciamo da un periodo impegnativo a livello psicologico e fisico, lei come lo ha vissuto? Abbastanza bene direi. Adoro stare con me stessa, avere tanto tempo per dedicarmi alle mie passioni, che sono la lettura, il cinema, lo yoga, le lingue ecc… Mi sono subito creata una routine giornaliera, avevo un sacco di cose da fare, nonostante i 60 mq in cui mi trovassi. Ho fatto yoga con un’insegnante di Bali, ho visto tanti film e serie tv, ho studiato il francese e l’inglese, letto quattro libri, insomma non mi sono annoiata per niente, anzi ero molto rilassata, anche se mi mancavano i miei amici, il contatto fisico con gli altri esseri umani. Devo ammettere che la tecnologia mi ha tremendamente aiutata a sopravvivere ad un momento storico che ha mandato molti in confusione, ma più di qualsiasi altra cosa mi ha aiutato il percorso personale intrapreso da molti anni con me stessa: mi conosco ormai e non ho paura di guardarmi dentro e di stare con me. Per molti questo è stato il più grande ostacolo: non avere più quelle distrazioni che ti portano via da te stesso. Ecco, diciamo che già prima io cercavo di evitare quelle distrazioni, non sono un grande animale sociale, amo la solitudine e il silenzio, come amo parlare e confrontarmi con gli altri, abbracciare le persone che amo, e questo mi è davvero molto mancato. Nel complesso però stavo bene, senza quell’ansia sociale di dover produrre ed accontentare le aspettative sociali. Eravamo più o meno tutti uguali, tutti in casa, tutti inutili. 

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In futuro con chi vorrebbe recitare o essere diretta? O entrambe le situazioni: Ci sono tanti registi con cui vorrei lavorare. Sicuramente in Italia mi piacerebbe molto lavorare con Nanni Moretti, Matteo Garrone e i fratelli d’Innocenzo. A livello internazionale con Wes Anderson, Lars Von Trier, Abdellatif Kechiche, Michael Haneke, e tanti altri, e mi piace sognare che un giorno potrebbe succedere. Invece, due attori italiani con cui vorrei enormemente lavorare sono Elio Germano e Luca Marinelli. Diciamo che questo è un po’ più fattibile.

Qualcosa di personale: un pregio e un difetto: Sono testarda, e vale sia come pregio sia come difetto credo. 

I suoi prossimi progetti? Al momento non posso ancora dire niente. Posso solo anticiparvi che mio fratello, che è un tenore, ha aperto una scuola di Musical ad Acilia, alla periferia di Roma, ed io insegnerò lì recitazione. È un’esperienza che mi elettrizza, perché mi piace molto poter donare la mia esperienza a dei giovani che con passione hanno deciso di rincorrere un sogno bello come quello di diventare attori. 

Ringraziamo Laura Adriani per il suo tempo e per questa bella intervista.



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1 reply

  1. Un’intervista davvero interessante su un’attrice che in questi anni ha dimostrato di sapersela cavare alla grande.

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