De Mian: il rock ha caratterizzato i miei anni adolescenziali

Daniela Romano intervista per Life Factory Magazine il cantautore De Mian.

Ciao De Mian, perché non ti presenti ai lettori che non conoscono la tua storia? Professionalmente parlando la mia carriera inizia nel 2005 come tastierista degli Hypnotika. Dopo sette anni, nel 2012 decido di intraprendere la carriera da solista. La ricerca di un suono che possa appartenermi dura parecchio, infatti il mio primo EP “Demian” esce solo nel 2017. Da lì in poi ho collaborato con la Sorry Mom, da cui però ne esce un solo singolo “Ali dal petto”. Dal 2020 sono nella Digital Distribution Bundle con cui ho prodotto un LP “Hermes”, due singoli “Notte delle streghe” e il “Lamento”, e due EP “L’ultimo buio” e per l’appunto “Giostra Infinita”.

De Mian_2_b

Il genere che tratti è molto particolare. Ce ne vuoi parlare un po’ e raccontare come ci sei  approdato? Il mio “genere” è frutto ovviamente dell’insieme dei vari ascolti che si sono succeduti durante la mia vita. C’è sicuramente una componente rock che ha caratterizzato i miei anni adolescenziali, ma molto preponderante è la presenza della mia passione per i sintetizzatori e le tastiere, nata nei primi anni 2000 quando ho cominciato ad interessarmi di musica elettronica.
 
Cosa puoi dirci sul tuo EP, Giostra infinita? “Giostra infinita” è un EP nato interamente durante i mesi del lockdown, periodo che ho affrontato buttandomi a capofitto nella scrittura di queste tre canzoni. Quest’ultime parlano appunto di ciò che osservavo e di quello che avveniva intorno a me in quei mesi. Musicalmente parlando è un lavoro che si differenzia dalla mia passata produzione, in quanto ho voluto accentuare la presenza di suoni elettronici sacrificando un po’ la vena riconducibile al rock.
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Quanto metti delle tue esperienze di vita, nelle canzoni che componi?Praticamente metto solo le mie esperienze di vita nelle canzoni, non saprei scrivere di altro. “Demian” ad esempio parla di un periodo piuttosto buio della mia vita, in cui soffrivo di attacchi di panico.
“Hermes” e “L’ultimo buio” sono due lavori che descrivono molto la mia sfera introspettiva. “Giostra infinita” è frutto più di un’osservazione quasi oggettiva di una realtà particolare, come quella che abbiamo appena vissuto.
 
Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri? Per la prima volta sto collaborando con un altro artista. Sta venendo fuori un qualcosa di completamente diverso da quello che ho fatto fino ad ora. Sono molto entusiasta di quanto fatto e spero che questi nuovi brani vedano al più presto la luce.


Categorie:interviste, Musica, Senza categoria

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