Federica De Paolis -Le imperfette

Federica De Paolis è la vincitrice della seconda edizione del Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA PlanetaLibri, con l’opera inedita Le imperfette, un romanzo familiare centrato sul tema delle apparenze e sulla necessità di prendere coscienza di se stessi. L’anno scorso la vincitrice fu Simona Sparaco con Nel silenzio delle nostre parole.
“Non esistono i tradimenti, esistono gli spazi. Ed è tra quelli che s’infilano le persone.”
Sinossi: Anna sta recitando una parte, ma non lo sa. O forse non vuole saperlo, perché altrimenti dovrebbe chiedersi chi è, e cosa desidera dalla vita. Del resto, ha due meravigliosi bambini, un padre che la adora e un marito chirurgo estetico che è appena diventato primario di Villa Sant’Orsola, la clinica privata di famiglia. Ha anche un amante, Javier, il papà spagnolo di una compagna di scuola del figlio: si incontrano due volte alla settimana in un appartamento che diventa subito uno splendido altrove, un luogo di abbandono. E allora, cos’è che non funziona? I nodi, si sa, presto o tardi arrivano al pettine. Il suo matrimonio, il suo rapporto con i figli, la reputazione della clinica: uno dopo l’altro, tutti i pilastri della sua esistenza iniziano a vacillare. Anna è costretta a fare ciò che non avrebbe mai immaginato: aprire gli occhi e attraversare il confine sottile che separa l’apparenza dalla realtà. Per scoprire che le ferite, anche se fanno male, a volte sono crepe dalle quali può entrare una nuova luce.  Con straordinaria lucidità e una scrittura che non concede niente alla retorica, Le imperfette getta uno sguardo su quel groviglio interiore che ci portiamo dentro, dove le bugie che gli altri ci raccontano si mescolano agli inganni dei nostri stessi sensi.
“Insieme ma altrove.” “La stanchezza si era mangiata i giorni.”
“La percezione della verità si fece tangibile. Sentí il cuore spezzarsi come un bicchiere che cade a terra. Tornò indietro. Si era costruita un’anatomia di sensazioni legate alla morte della madre. Un vuoto siderale. Era come una forma precisa, il male. Tornava a galla, colpiva la mente, poi il corpo. Lo stomaco si strinse, le parve che i polmoni collassassero.”
Concordo a tutti gli effetti con l’assegnazione di questo premio a questo thriller psicologico che pende verso il mondo femminile. Di questi tempi ne abbiamo bisogno.
Anna, la protagonista, è una donna imperfetta come tutte noi e come tutti gli esseri umani.
È caduta nell’imperfezione del quotidiano, nella voragine dell’abitudine, con la percezione offuscata dalla gabbia dorata che le è stata costruita attorno.
Le imperfette del romanzo, sono le clienti della clinica estetica Villa Sant’Orsola di proprietà del padre di Anna, Attilio e gestita dal neo primario Guido nonché marito della protagonista.
Anna, che ha perso la madre a soli due anni è circondata da tutto questo entourage che la porta  soltanto a sentirsi trascurata e non considerata, tanto da indurla a perdersi letteralmente in Javier, un giovane padre sposato e con il quale nasce una relazione clandestina.
I figli di Anna, la piccola Natalia ed il piccolo ma un po’ più grande Gabriele saranno la sua sofferenza ed allo stesso tempo la sua forza, salvezza e la voce che la guiderà dall’interno.
Un romanzo scritto in modo fluente, con dei dialoghi coinvolgenti, che istiga alla lettura nell’immediato e che soprattutto da quando se ne raggiunge la metà è impossibile da abbandonare, tenetene conto.
Già nel prologo si respira l’adrenalina del finale. Nella prima metà, il sentimento d’ansia inizia ad insinuarsi nel lettore, poi, mano a mano che la narrazione evolve si accelera fino al colpo di scena principale, da dove poi non potrete più esimervi dalla lettura.
Un thriller psicologico a tutti gli effetti, con un’accurata analisi di tutti i personaggi, non solo della protagonista.
Nel contempo viene dato valore a quell’universo che si trova dentro ad ogni moglie, ogni madre, ogni amante, ogni donna.
Una lettura che sazia e che fa pensare.
Assolutamente da leggere!
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Categorie:Libri, Narrativa

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