Debora Eliana – Polizia di Stato: Amo il mio lavoro e cerco di trarre energia positiva da tutte le persone e cose.

Per LifeDonna e la rubrica Donne in Uniforme abbiamo avuto il piacere di intervistare Debora Eliana del Corpo di Polizia di Stato. Debora Eliana opera nella sezione scientifica con il grado di Assistente. 

-Da cosa è nata la scelta di indossare l’uniforme della polizia e precisamente della sezione scientifica: A questa tradizionalissima domanda, probabilmente, ci si aspetta come risposta che questo sia sempre stato un sogno coltivato fin da bambina. In realtà, la scelta di indossare una divisa è diventato un obiettivo maturato nel tempo, legato a una serie di eventi che si sono susseguiti negli anni successivi al diploma. Pian piano, quando le idee sul futuro prendevano forma e diventavano sempre più chiare, ha avuto inizio il desiderio di provare ad entrare a far parte delle forze dell’ordine. Tutto sommato, la strada, nonostante le difficoltà incontrate durante il percorso, come è giusto che sia nella vita, non è stata particolarmente ardua e sono stata ben presto abbracciata dalla famiglia Polizia di Stato. E’ stato in questo momento che, quello che finora era stato uno degli obiettivi della mia vita, si è trasformato in un sogno. Immaginavo di fare altro da piccolina, un lavoro comunque strettamente correlato alla mia personalità, caratterizzata da un forte senso di giustizia che mal sopporta qualunque forma di ingiustizia e di sopruso. Sono diventata poliziotta convinta di far diventare il mondo un posto migliore. La scelta di andare alla polizia scientifica è arrivata quasi immediatamente. Al corso allievi agenti della Polizia di Stato, a differenza di tanti altri, sono arrivata che sapevo davvero poco o quasi nulla, ascoltare gli istruttori che illustravano quella che sarebbe stata l’Amministrazione alla quale, probabilmente, avrei fatto parte per tutta la vita mi ha affascinata, sono stata subito attratta dalla specializzazione alla quale oggi faccio parte praticamente da sempre. In meno di due anni dalla fine del corso ho chiesto di andare alla Polizia Scientifica, ho ottenuto un colloquio con l’allora capo del Gabinetto Regionale Polizia Scientifica di Milano (sede nella quale facevo servizio), che non finirò mai di ringraziare, e dopo non poche difficoltà che ad oggi mi fanno sorridere, sono riuscita a realizzare il sogno che ogni giorno ho la fortuna di vivere.

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-Gli studi e l’addestramento che ha fatto per raggiungere il suo obiettivo:
Qui occorre precisare che, prima di vincere il concorso Allievi Agenti della P.S., mi sono arruolata nell’Esercito Italiano come Volontario in Ferma Prefissata per 1 anno (c.d. VFP1), e nello stesso periodo in cui mi congedavo usciva il bando di concorso per Allievi Agenti della P.S., al quale sinceramente non ricordo se si accedesse con licenza media o diploma. All’epoca ero diplomata in Ragioneria, ad oggi, da meno di un anno mi sono laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, ma potrebbe non essere la mia ultima tappa. Quanto al mio lavoro, dopo un anno di corso come allievo agente, ho frequentato un ulteriore corso di formazione e specializzazione per entrare a far parte della Polizia Scientifica, senza il quale sarebbe impossibile accedervi. La formazione è continua e costante, e mentre il mondo la fuori muta, si modifica, si trasforma, la Polizia ed i suoi uomini fanno lo stesso, perché stare al passo coi tempi è condizione fondamentale per la riuscita di un buon lavoro!

– Non potendo entrare nei dettagli, ma a grandi linee ci può illustrare una sua giornata di lavoro?
Oddio, ogni giornata è diversa una dall’altra. Non osservando orari di lavoro classici la mia sveglia non è mai alla stessa ora, ci si trova a lavoro in qualunque fascia oraria nell’arco delle 24 ore e, quando si arriva in ufficio, nessuno può prevedere cosa succederà da li a poco! La polizia scientifica è talmente articolata che i servizi che
ricopre sono davvero molteplici, io sono attualmente inquadrata all’interno dell’area sopralluoghi, nello specifico mi occupo di rilievi sulla scena del crimine, il c.d. sopralluogo giudiziario. Potrei arrivare in ufficio e rimanere tutto il turno davanti al PC a scrivere il verbale di un sopralluogo effettuato nei giorni precedenti, oppure, appena iniziato il turno, potrei ricevere la telefonata della sala operativa che chiede supporto, laddove è stato appena commesso un reato, per effettuare un sopralluogo. La durata del sopralluogo non è mai la stessa, dipende da tanti fattori, il tutto potrebbe concludersi in un paio d’ore oppure perdurare per parecchie ore, perciò come spesso accade in questo lavoro, meglio non badare troppo all’orologio, perché si sa a che ora si inizia ma difficilmente a che ora si finisce! Questi ovviamente sono solo due esempi di quella che può essere una tipica giornata lavorativa, ma esistono tantissime altre variabili.

-Lei è un’agente della polizia scientifica italiana, ma tutti noi siamo abituati a guardare oltre oceano con i classici CSI; quindi ci perdoni la domanda, ma la curiosità è grande. Quanto di reale o fattibile c’è in quelle serie televisive?
Sembrerà inverosimile, ma credo di non aver mai visto una puntata di C.S.I. o fiction del genere, probabilmente ci sarà del vero e del meno vero. Sono certa che gli investigatori di tali fiction non sbagliano un caso, ed è quello che cerchiamo di fare anche noi CSI Italy.

-Perdurano i classici stereotipi verso una donna in uniforme?
Non è facile rispondere a questa domanda. Di getto mi verrebbe di rispondere sì, ma anche no. Perciò, al di là del fatto se esistano o meno, credo sia più importante come noi donne affrontiamo chi, per convinzione o consuetudine, vive all’interno di uno schema prefissato. C’è gente che si lascia trasportare da idee sentite da qualche parte senza formularne mai una propria, poi c’è pure gente pensante, alla quale va ovviamente tutto il mio rispetto, che comunque non si dissocia dal classico pregiudizio verso una donna in uniforme. Gli stereotipi esistono, sono per lo più inconsci, ed è proprio per questa sua natura che colpiscono tutti, ma poi incontri anche persone straordinarie che rispettano la divisa che indossi, ammirano ed apprezzano il contributo che il tuo lavoro fornisce alla società, e che tu sia donna o uomo non importa più a nessuno!

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– Tre note negative del suo lavoro:
Se non vi dispiace a questa domanda preferirei non rispondere. Amo il mio lavoro e cerco di trarre energia positiva da tutte le cose belle e persone belle che mi circondano!

– Un momento, del suo lavoro, che l’ha emozionata:
La parola emozione racchiude in sé una miriade di stati mentali e fisiologici, nel mio lavoro ci si trova spesso davanti scene difficili che non si dimenticano facilmente a volte, così le emozioni fanno spesso a pugni tra loro, ma ad ogni modo l’autocontrollo è buona parte di questo mestiere. Un momento che non scorderò è una notte a Lampedusa, quando per la prima volta ho assistito allo sbarco di migranti, ho ancora ben impressi nella mente alcuni dei loro sguardi, in modo particolare quelli dei bambini. Questa è stata una forte emozione, lascio ad ognuno di voi una libera interpretazione di quel momento.

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-Quali sono i suoi interessi al di fuori del servizio?
Se posso non sto ferma un attimo! Sono una persona abbastanza attiva, amo tantissimo lo sport, che sia in palestra, in bici, sui pattini, in giro per la città a fare una corsetta o in mezzo alla natura. Adoro la natura, che sia mare o montagna, vanno entrambe bene. Mi piace stare in compagnia, sono una persona solare e socievole, ma spesso ho bisogno di momenti che siano solo ed esclusivamente miei, mi serve per ricaricarmi e spesso per
ricominciare. Amo leggere ed ascoltare la musica, in riva al mare o rinchiusa in una stanza. Infine impazzisco per i viaggi, lasciare a casa gli impegni e le preoccupazioni di tutti i giorni e dedicarmi alla scoperta di nuove realtà.

La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato.

Si ringrazia il Ministero dell’Interno e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza per l’autorizzazione all’intervista all’Assistente della polizia D’Agostino Debora Eliana.



Categorie:D-Interviste, La FORZA

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