Mariella Nava: nelle mie canzoni ho messo l’accento sulle tematiche che fanno parte della vita di tutti

Oggi ho l’immenso piacere di aver intervistato, un’ artista di grandissimo talento: Mariella Nava @mariella_nava. Lei è una cantautrice tarantina, che con la sua voce è riuscita ad esprimere e a raccontare la nostra vita, andando oltre ogni moda ed abbattendo ogni muro di ipocrisia. Una voce che ascoltandola, entra dentro di noi per restare!

Buongiorno sig.ra Nava e benvenuta tra le pagine di Life Factory Magazine. Usciamo da un periodo impegnativo specie a livello psicologico. Come lo sta vivendo? Io personalmente sono sempre stata un osservatrice, sin da bambina, non a caso ho scelto una disciplina in musica quella della scrittura perché deriva dallo stare fermi in un punto d’osservazione. Sto cercando di capire quanto abbiamo imparato da questo passaggio. Come l’ umanità abbia affrontato questa calamità in maniera differente. Se abbia prodotto uno spostamento nell’evolverci e migliorarci.

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Percorriamo i suoi successi musicali. Lei inizia la sua carriera da cantante nel 1985 e il suo primo album Per paura e per amore fu nel 1988 . Può raccontarci i suoi 35 anni di carriera? I miei 35 anni di vita sono stati votati alla musica, che ho scoperto fin da bambina inizialmente studiandola. Ho scritto delle pagine che lasciano capire quanto io mi sia dedicata, ed anche se non sono state subito comprese o salite in una classifica, so che dentro ci sono io, con il mio impegno e la mia ricerca. Quindi sicuramente mi sono ritagliata uno spazio nella musica che non credo sia confondibile con mode o con correnti, ma qualcosa di più stabile. Ho messo l’accento sulle tematiche che fanno parte della vita di tutti, creando una Musica che possa essere fruibile nel tempo. Ogni forma d’arte infatti nasce con una velleità: sopravvivere al tempo ed allo spazio, andando oltre noi. Quando si ascolta oggi qualche mia canzone credo che sia riconoscibile. L’arte ha per me la vocazione all eternità, una continuazione di noi e del nostro pensiero.

Il suo ultimo singolo s’intitola Povero Dio. Com’è nata questa canzone? È nata dal fatto che noi rappresentiamo un Dio che è difficile adorare e pregare, perché l’abbiamo perso noi dentro, l’abbiamo travisato, quindi è più difficile scoprire. Basterebbe guardare le cose e noi stessi per ritrovarlo. Invece chissà perché, crediamo molto di più nella magia di Harry Potter, che nel creato e nella bellezza di un fiore o di un sole. Ma ciò sembra gratuito e chi ci fa più caso! Con la distorsione del nostro sguardo e le mille distrazioni, raffiguriamo Dio come irraggiungibile, favolistico, invece è molto più tangibile di quanto possiamo immaginare. È più facile credere forse nel demonio, nella rappresentazione del male, che non in quella del bene e di un Dio che è l’esatto contrario. Ma se crediamo in quella, dobbiamo credere anche nell’altra. Quindi perché essere nell’impossibilità di esprimerlo il Bene? Ogni Credo, infatti, ogni religione, non è altro che un indirizzo verso il bene nostro, e del prossimo.
Così mi è venuta l’esigenza di scrivere questa canzone in questo periodo in cui si è creata un’opportunità per ritrovare Dio!

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Lei è interprete, compositrice e autrice. Ha partecipato a 8 Festival di Sanremo come cantante. Inoltre Nella durante la sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti. Quale Festival e quale premio l’ha più emozionata? Ricordo quello del ‘91 in cui Renato Zero portò la mia canzone: “Con le spalle al muro”, classificandosi al secondo posto, ma moralmente vincendolo. Ricevetti un’ emozione fortissima. Ero onorata che la mia canzone fosse cantata da un grande come Renato Zero, e che lui scegliesse di andare al Festival di Sanremo per la prima volta nella sua vita, mettendosi in gioco con una mia canzone.
La responsabilità non era alta, ma altissima!! Quando vidi il primo risultato, quell’applauso lunghissimo ed interminabile, che impediva ai presentatori di passare al concorrente successivo per continuare la gara, ed il pubblico non lo consentiva, beh li ho detto: Qui abbiamo vinto tutte le prove! Io perché l’avevo scritta, lui perché ci aveva creduto, e reso con la sua interpretazione, un capolavoro. Quello per me quello è stato un punto apice della mia vita, avevo vinto tutte le sfide. Quella resta una delle pagine di Sanremo più importanti. Nel 1999 dopo essere stata in disparte per quattro anni, sono tornata non pensando che la gente mi aspettasse, con la canzone “Cosi è la vita“, ed invece ci fu un’ acclamazione notevole. È stato bello ritrovare l’affetto e l’abbraccio del pubblico.

Grazie mille per questa intervista 

Voi cosa ne pensate?
Scrivetelo qui
(Mi piace ascoltare le vostre critiche o apprezzamenti per poterci confrontare)

Al prossimo Artista

Valeria
Art Promoter

 



Categorie:interviste, Musica, Senza categoria

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