Elisabetta Roncati: La passione per l’arte è una tradizione di famiglia

Oggi conosciamo Elisabetta Roncati @artnomademilan Questa settimana ho avuto il grandissimo privilegio di aver intervistato una persona davvero speciale!! Lei è un’ Art Consultant, nata a Genova, che ha trasformato la sua grande passione (nata sin da quando era piccola e rimaneva incantata ad ammirare i traghetti della Tirrenia), in una professione artistica vincente!!


La sua attività principalmente è quella di diffondere l’arte che genera Cultura. Tutto questo è ben più di una professione ma una vera missione che lei ha sentito di dover esprimere, mettendola a disposizione del pubblico ‘a digiuno‘ di Arte. Perché diffondere cultura ed Arte vuol dire generare un progresso dal valore inestimabile!

Elisabetta che cosa ti porti dietro, nella tua attività, della tua Liguria? La terra natale è ancora presente o la tua ispirazione artistica si è rivolta solo alla scoperta di altre culture?

Ciao Valeria e grazie per l’interesse dimostrato nei confronti della mia storia. In Art Nomade Milan c’è molto della mia terra natale, la Liguria, anche se di primo acchito non parrebbe. In primis proprio la fascinazione per le altre culture ed in particolare per il Medio Oriente e l’Africa. Sono nata in una città costiera, Genova, con una lunga tradizione portuale. I mari, per la loro vastità, sembrano barriere, ma, in realtà, osservando già da piccola la frequenza degli attracchi dei traghetti, mi sono sempre parsi come un ponte verso qualcosa che stava al di là della nostra capacità di visione. Pensa che dalla finestra della mia cameretta scorgevo proprio le banchine delle navi Tirrenia dirette in Tunisia. Credo che il mio interesse per l’extra europeo sia inconsciamente partito proprio da lì. Inoltre la nostra casa di famiglia è vicinissima al Castello D’Albertis, il famoso Museo delle Culture del Mondo, antica residenza del celebre Capitano da cui prende il nome. Nel suo parco andavo spesso a giocare.

Anche la mia passione per il tessile ha profonde radici liguri, basti pensare alla tradizione dei velluti rivieraschi. Inoltre il nome “Art Nomade Milan” è un chiaro omaggio alla Francia, meta di un periodo di studi e di tante gite con i miei genitori, visto il suo confinare con la nostra regione. 

Non ultimo la caparbietà, direi quasi “cocciutaggine”, nel perseguire gli obbiettivi che mi sono prefissata è una caratteristica molto “ligure”.

Com’è nata l’idea del progetto “Art Nomade Milan” che ti ha fatto divenire un tramite tra il pubblico, lontano dal mercato dell’arte, ed il mondo contemporaneo degli addetti ai lavori?

La passione per l’arte è una tradizione di famiglia, ma la nascita di “Art Nomade Milan” è avvenuta quando, per motivi lavorativi, sono entrata in contatto con il mondo della cultura. Avendo una laurea in campo manageriale ero considerata un po’ un’“outsider” da molti colleghi. Non conoscevo i nomi degli artisti contemporanei più in voga o quelli dei curatori “star”, nonostante avessi sostenuto degli esami di arte in triennale. Ho così sentito l’esigenza di mettere determinate informazioni a disposizione di tutti, abbattendo le barriere che molte volte allontanano le persone dal mondo dell’arte, giudicato troppo snob o poco al passo con i tempi. Penso si debba dare l’opportunità ad un pubblico sempre più ampio di entrare in contatto con la cultura. Non possiamo “giocarcela” esclusivamente tra addetti ai lavori. La bellezza, l’arte sono uno strumento educativo potentissimo: se vogliamo che la società progredisca dobbiamo metterle a disposizione tutti i mezzi. Ad esempio mi fa davvero male al cuore vedere ancora oggi tanti episodi di razzismo (penso al recente fatto statunitense). Se non divulghiamo l’importanza delle culture diverse dalla nostra saremmo in qualche modo complici di questi orrori. Certo un blog, gli account sui social media possono parere una “goccia nel mare”, ma almeno sentirò di aver fatto anche io la mia parte per quanto piccola possa sembrare.

Il tuo interesse verso l’arte tessile e l’unicità dell’arte africana ed islamica da cosa deriva?

Ti dirò, sono una persona profondamente curiosa. Vivo in una metropoli come Milano e l’incontro con persone di culture differenti è diventato quotidiano, specie negli ultimi anni. Dopo la caduta di Gheddafi in Libia ho iniziato a divorare articoli su articoli inerenti il Medio Oriente. Ho seguito passo passo tutte le vicende della “Primavera araba” per formarmi un’idea personale su determinati argomenti, non mediata dai mass media. Essendo sempre stata attratta dall’arte la mia attenzione è man mano passata dall’aspetto geo politico a quello artistico culturale. Inoltre, nei prima anni post laurea magistrale, ho lavorato per aziende che avevano molti legami con il mondo arabo. Vedi, a volte, i casi della vita.  Sembrava scritto nel mio destino. Dopodiché ho iniziato ad interessarmi all’Africa subsahariana e alla sua espressività contemporanea. Non ti nego che non basta essere auto didatti: ho intrapreso ulteriori percorsi di studio universitari come il perfezionamento in beni demoetnoantropologici all’Università degli Studi Milano Bicocca e un Master in Islamic Art & Architecture alla University of Oxford. Sto inoltre imparando l’arabo. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? C’è tra questi il tuo sogno nel cassetto?

Bella domanda…se iniziassi ad elencarli forse non mi basterebbe un pomeriggio per terminare. Diciamo che sono davvero un vulcano di idee. Un obbiettivo a breve termine è consolidare la mia conoscenza di base della lingua araba, magari entro la fine dell’estate. Inoltre, durante questo periodo di lockdown, grazie al massiccio utilizzo di internet da parte di gallerie d’arte e fiere, mi sono arrivate alcune proposte di collaborazione stabile che sto contrattualizzando in questi giorni. Sto anche sviluppando dei progetti di prodotti con alcune realtà di alto artigianato italiano. 

Ecco, se però dovessi svelarti il mio sogno nel cassetto questo sarebbe intraprendere una collaborazione stabile con una galleria d’arte contemporanea, od una casa d’aste, che prenda seriamente in considerazione le potenzialità degli strumenti digitali. 

Se poi questa si occupasse anche di arte extra europea avrei raggiunto il massimo 

Grazie mille 

Voi cosa ne pensate?
Scrivetelo qui
(Mi piace ascoltare le vostre critiche o apprezzamenti per poterci confrontare)

Al prossimo Artista

Valeria
Art Promoter



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