Alla scoperta di una Sisi inedita con Valerio Vitantoni

Abbiamo il piacere di intervistare Valerio Vitantoni autore dei libri “ I sentieri di Sissi. Verità e leggende sugli itinerari altoatesini dell’Imperatrice” edito Mursia e “Il Natale di Sissi” edito Mgs Press Trieste. Valerio è un grande studioso di storia del XIX secolo e in particolare di Elisabetta d’Austria e di Ludwig II di Baviera. Da anni è curatore del blog elisabethsissi.blogspot.com e del gruppo Facebook “L’Ottocento di Sissi e Ludwig II”  che si occupa di storia degli Asburgo e dei Wittelsbach derivato da un vecchio forum omonimo.

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I libri di Valerio Vitantoni

Ciao Valerio e grazie per aver accettato quest’intervista per Life Factory Magazine.

Quando hai iniziato a scrivere e perché hai deciso di scrivere dei libri? Ho sempre avuto la passione per la scrittura tanto che da ragazzino scrivevo molti racconti o amavo dilungarmi in lunghe (e pesanti) digressioni in ogni tema d’italiano alle scuole superiori. L’idea di scrivere libri, più che altro l’idea di scrivere dei “saggi storici”, volutamente messo tra virgolette poiché non sono laureato in Storia, nasce dalla mia passione per la ricerca e per la divulgazione di storie e aneddoti poco noti, talvolta quasi del tutto dimenticate. Il mio primo saggio, ad esempio, nasce così per caso dall’idea di convogliare in uno stesso testo due temi a me molto cari: ovviamente l’imperatrice Elisabetta, ma anche le montagne del Trentino-Alto Adige. Da sempre vado in vacanza in Alto Adige e da sempre so che Sisi soggiornò lungamente in quello che un tempo era il Tirolo Meridionale; così l’idea di approfondire questo argomento ricavandone un testo che fosse il più oggettivo possibile, contestualizzato e arricchito di lettere mai tradotte in italiano.

Ritratto dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Di Franz Xaver Winterhalter

Qual è la fonte di ispirazione per i tuoi libri? In realtà non ho una fonte di ispirazione. Come dicevo, amo scrivere per il piacere di farlo, per una mia innata curiosità di andare a scovare, ricercare e scoprire storie che non sono mai state raccontate. Fino ad ora più che ad una fonte di ispirazione, possiamo riferirci ad un personaggio storico d’elezione, ovvero l’imperatrice Elisabetta d’Austria. Di lei amo scrivere poiché il lettore italiano è ancora saldamente ancorato all’immagine della sovrana che se ne ricava dai famosi tre film con Romy Schneider; mentre in Austria sono avanti anni luce con le ricerche storiche sul personaggio, grazie a nuove scoperte ed acquisizioni da parte del Sisi-Museum di Vienna, qui siamo ancora bloccati a concetti e preconcetti di più di trenta anni fa. Già solo riferirsi a lei con il nome di “principessa Sissi” la dice lunga su quanto poco ne sappia pubblico italiano: ovviamente era imperatrice, ma il nomignolo era in realtà Sisi con una sola S. Sissi nasce solamente con i film con Romy Schneider, tratti da un’operetta austriaca degli anni ’30 del Novecento.
Ecco, la mia idea è quella di far riscoprire questo personaggio tanto mitizzato dal punto di vista storico, contestualizzandolo al suo tempo, supportato da numerosi testi in lingua tedesca che ce la rendono oggettivamente per quello che era – fin dove questo sia possibile dopo più di un secolo dalla sua morte. Per questo ho poi scritto un saggio sulle feste di Natale dell’imperatrice, perché su questo tema nessuno aveva mai scritto niente, neppure in tedesco, e ciò è bizzarro perché Sisi era nata proprio la sera della vigilia di Natale e per molto tempo fu la sua festa prediletta.

Hai progetti editoriali in cantiere per il futuro? Ne ho molti in mente: tanti sempre riguardanti l’imperatrice Elisabetta, analizzando molti altri aspetti poco noti della sua vita come la sua passione quasi maniacale per cura del corpo e per lo sport (anche questi tanto mitizzati), le ricette della Corte imperiale, i viaggi a Madeira… ma anche i numerosi soggiorni di Stefania del Belgio in Trentino-Alto Adige e, sempre riferito a questa regione che amo molto, le storie di alcuni Grand hotel e stabilimenti termali che caratterizzarono Storia e sviluppo del turismo alpino e dei soggiorni d’élite sulle Alpi del Sudtirolo.
Al momento sto raccogliendo molto materiale riguardante i suoi viaggi a Trieste che un tempo era il porto principale dell’Impero: qui il fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, Massimiliano, aveva fatto costruire il famoso castello di Miramar che per lunghi anni divenne per Sisi il punto di partenza e di ritorno dai suoi lunghi viaggi per mare. Nessuno ha mai approfondito la tematica ed è un peccato perché l’imperatrice vi transitò quasi trenta volte. Certo, in molti caso erano vere e proprie soste, il tempo di scendere dal treno e salire sui suoi yacht privati, ma in altre occasioni la cronaca del tempo ci racconta di passeggiate nel parco, nei dintorni del casello, ma anche di vari viaggi ufficiali in compagnia del marito e dei suoi figli.

Sappiamo che sei autore del ritrovamento di una foto di Elisabetta nell’archivio di stato di Trieste. Ci racconteresti questa storia? Il ritrovamento della foto è stato casuale. Era l’estate del 2015 e stavo cercando un corredo fotografico nuovo al mio libro sui viaggi di Sisi in Trentino-Alto Adige, ché le immagini dell’imperatrice che si vedono son sempre le solite. Anni fa, quando si scriveva ancora nei forum online prime di Facebook, mi dilettavo nel realizzare fotomontaggi di Elisabetta da sola o col marito, un passatempo che però ha anche prodotto degli ottimi risultati tanto che molti di questi ancora girano online e molti pensano ancora di essere davanti ad immagini quasi sconosciute dell’imperatrice! Tuttavia, cercando fotografie differenti, mi sono indirizzato all’archivio dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste: guardando foto del castello di Miramar, foto della città, di navi e velieri, incappai quasi accidentalmente in un’immagine di un gruppo di donne e di marinai su di un veliero. La aprii e scoprii con sorpresa che fra le donne, scostata rispetto al centro della foto e seduta sul bordo dell’imbarcazione, c’era proprio una giovane imperatrice sorridente e in vacanza. Mi affrettai a scrivere ad Elisabeth Hassmann, una delle curatrici del Kunsthistorisches Museum di Vienna e autrice di vari testi su Elisabetta, nonché alla curatrice del Sisi-Museum nel palazzo imperiale di Vienna, Olivia Lichtscheidl. Quando mi confermarono che non era un fotomontaggio, rivelai a tutti la mia scoperta nel mio gruppo Facebook e in altri dedicati all’imperatrice. Anche loro rimasero stupefatte nell’apprendere per la prima volta dell’esistenza di questa fotografia che la Lichscheidl, purtroppo senza menzionarmi, inserì nella sua pubblicazione del 2016 dedicata all’imperatrice Elisabetta. Come scritto alle due, ipotizzai anche la circostanza nella quale venne scattata questa fotografia: sicuramente al ritorno di Elisabetta dal viaggio a Madeira del 1861 poiché nell’immagine, oltre alle dame di compagnia presenti nella foto di Sissi sull’isola atlantica che suona il mandolino seduta in giardino assieme al suo entourage (Lily Hunyady, la principessa Windisch-Grätz e la principessa di Thurn und Taxis), è presente anche la sorella Elena, seduta ai piedi di Sissi, andata a trovare l’imperatrice a Corfù nell’agosto di quell’anno per volere di Francesco Giuseppe. Qualcuno poi ebbe la brillante idea di contattare prima di me l’archivio dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste prendendosi i meriti dell’inserimento d’una didascalia alla foto che prima non c’era – prontamente cambiata dalla direzione non appena feci presente che quelle ipotesi erano già state fatte da me in Facebook e confermate da chi ne sa ben più di me. Della fotografia in questione e della sua “sensazionale” scoperta, Olivia Lichtscheidl ne parlò anche in un giornale austriaco di qualche anno fa (del quale posseggo una copia) senza però menzionarmi poiché l’intervista fu telefonica e breve.

La foto ritrovata da Valerio . Sisi è l’ultima dama seduta tutta a destra.

La soddisfazione più grande che hai provato grazie allo studio del personaggio di Sisi? Proprio come dicevo all’inizio, proprio perché amo divulgare informazioni e aneddoti poco noti, la soddisfazione più grande è stata quella di far conoscere anche ai più esperti ed appassionati di Sisi, storie ed episodi della sua vita che non sono mai stati narrati o degnamente approfonditi contestualizzando il tutto con lettere e testimonianze mai tradotte in italiano. Ma la soddisfazione davvero maggiore fu proprio quando, studiando per tanti anni questo personaggio storico, scoprii quella fotografia inedita di Sissi. Ancora oggi non so descrivere il tuffo al cuore, i sentimenti che provai in quell’istante, l’emozione di aver scoperto io stesso, dopo anni di sciocchi fotomontaggi, una fotografia completamente sconosciuta dell’imperatrice, mai pubblicata prima! Forse, per utilizzare le parole di un amico, “Il giusto riconoscimento ed omaggio che sicuramente lei ha voluto farti per tanta dedizione alla sua figura.”

Valerio Vitantoni

A cura di di_storia_di_libri_di_passioni



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