Quando arrivi, chiama di Anna Mittone

Ho iniziato a leggere questo libro pensando di immergermi in una storia su un rapporto tra una madre e una figlia adolescente. Pagina dopo pagina però ci si accorge che questa non è l’unica tematica affrontata.

Silvia, quarantasette anni e separata da dieci dal marito, sopravvive tra il suo lavoro e la quotidianità con sua figlia Emma, adolescente disordinata e indolente con i capelli tinti di rosa.

A questo punto però ci accorgiamo che in questo romanzo c’è molto altro: una finestra spalancata su un periodo nella vita di una donna, quello dei cinquanta anni, che non capita spesso essere l’oggetto di ispirazione degli scrittori.

Emma sta per partire per un anno per studiare in Canada, con il progetto della mobilità scolastica internazionale, e sua madre è quasi sollevata al pensiero di non dover discutere in continuazione con lei per i mesi successivi. Qui si inizia a capire che Silvia è pervasa da un senso di inadeguatezza nel suo ruolo di madre. Ma quale genitore non si sente spesso inadeguato e non all’altezza?  Silvia lo è così tanto che definisce così lei stessa e il padre di Emma: “posto che esistano figli di genitori adolescenti all’altezza del compito, quelli non eravamo noi”.  

 Chiunque sa che per un genitore il periodo più difficile ed estenuante è quello dell’adolescenza dei figli quando, come se ci si trovasse in guerra, ci si prepara con tuta mimetica ed elmetto per entrare in trincea ed affrontare la giornata con i suoi innumerevoli e immancabili scontri.

Con lo scorrere delle pagine però ci troviamo immersi in una storia diversa dove l’attenzione del lettore viene spostata dal tema principale del difficile rapporto madre-figlia a quello più generale di una donna che si avvicina ai cinquant’anni, con un corpo che sta cambiando per “l’esercito degli ormoni, prima compatto e fiero, che sta cominciando a rompere le fila” e che si trova ad affrontare nuove dinamiche emotive da gestire.

Silvia ha nuove insicurezze nella sua vita e nel suo rapporto con gli altri, tanto che da tempo non pensa neanche più a rifarsi un nuovo amore, non le interessa nemmeno più. Eppure, un attacco terroristico e un tragico viaggio in macchina da Roma a Parigi insieme a Michele, il padre di un amico di sua figlia Emma, la cambierà per sempre.

Il terrore cieco di non avere notizie e di non sapere come sta la figlia, fa da sfondo a centinaia di chilometri percorsi in macchina insieme ad un uomo conosciuto solo poche ore prima e che le ha già fatto vacillare molte delle certezze che aveva su se stessa.

Ore disperate che la portano a ripercorrere con la mente tutta la sua vita.

Un cammino interiore necessario in quel momento. Scombussolata dagli eventi della giornata e dalle notizie nefaste che arrivano confuse, Silvia scopre suo malgrado che ogni età ha la sua bellezza ed è possibile vivere ancora inaspettate emozioni, che si credevano dimenticate, con lo stupore e con la consapevolezza matura che dà loro un valore speciale.



Categorie:Libri, Narrativa, Senza categoria

2 replies

  1. Bravissima! Questo libro era piaciuto molto anche a me!!! Ricordo che avevi scelto il mio stesso estratto!!! Bello bello!!!

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