Chernobyl e Pripyat: un’esperienza da vivere.

Se scrivo Chernobyl, a molti di voi che state leggendo probabilmente torneranno alla mente le tragiche notizie dei telegiornali, la paura di cosa sarebbe accaduto a noi, così distanti ed allo stesso tempo così vicini al nocciolo esploso nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986.
Ricorderete i divieti di mangiare verdure a foglia larga (insalata, cavolo, spinaci) o di bere latte fresco, soprattutto per bambini o donne in stato di gravidanza.

Essere uno scienziato vuol dire essere un ingenuo. Siamo così presi dalla nostra ricerca della verità da non considerare quanto pochi siano quelli che vogliono che la scopriamo, ma la verità è sempre lì, che la vediamo o no, che scegliamo di vederla o no. Alla verità non interessano i nostri bisogni, ciò che vogliamo, non le interessano i governi, le ideologie, le religioni. Lei rimarrà lì, in attesa, tutto il tempo. E questo, alla fine, è il dono di Chernobyl. Se una volta temevo il costo della verità ora chiedo solo: qual è il costo delle bugie?” Valerij Alekseevič Legasov

A più di trent’anni dal disastro, purtroppo si torna nuovamente a parlare di disastro. Bruciano le foreste intorno all’area dell’ex Centrale Nucleare, e torna a salire il livello delle radiazioni.
Eppure vi posso garantire che Chernobyl e la vicina città di Pripyat, circondati da una meravigliosa foresta, erano tornate a nuova vita. Rimaste deserte a seguito della tragedia, la vegetazione era tornata a crescere rigogliosa, gli animali si erano impossessati di quei luoghi straziati dall’essere umano: volpi, alci, orsi e non solo avevano ripopolato tutta l’area donandole un nuovo respiro.

Per me è stata un’esperienza surreale trovarmi lì, dove il 26 aprile 1986 l’errore umano cambiò per sempre le sorti di tante anime e di tanti paesi, Italia compresa. Ebbene sì, ho avuto la possibilità di visitare di persona lazona di esclusione, l’area di 30 chilometri il cui raggio è stato tracciato dal tragico luogo dove esplose il reattore nucleare.

Un particolare fotografato all’interno dell’asilo abbandonato di Kopachi

La gita organizzata parte da Kiev, alle 08.00 del mattino in punto. Dopo un paio di ore di pullman si arriva al primo check-point, il punto di ingresso all’interno della fascia dei 30 km. Il primo villaggio che vediamo si chiamava Zalissya. Ormai ne restano solo i ruderi. Intorno a noi solo silenzio, ed un forte primo impatto.

Accompagnati da ottime guide risaliamo sull’autobus ed imbocchiamo la tangenziale costruita intorno alla città di Chernobyl per facilitare il traffico dei veicoli militari dopo l’incidente. Il pullman ci porta fino al villaggio, quasi completamente sepolto, di Kopachi. Il suono dei contatori geiger scandisce il tempo trascorso all’interno della zona di esclusione. Kopachi era una zona di transito, quindi il livello di radiazioni è un po’ più alto che altrove, perché i cittadini che cercavano di scappare dalla zona del disastro si soffermavano lì per lavare le loro auto. L’esperienza più forte di tutte è sicuramente entrare dentro all’asilo abbandonato. Il cuore si stringe.

La ruota panoramica di Prypjat

Arriviamo finalmente alla città fantasma di Pripyat. Prima della sua evacuazione era popolata da 50 mila persone, perlopiù i lavoratori della Centrale e le loro famiglie. Qui, l’ospedale cittadino ha accolto i primi vigili del fuoco e lavoratori della Centrale Nucleare V.I. Lenin, gravemente colpiti dall’incidente.
Fa una certa impressione camminare sotto la ruota panoramica del parco divertimenti mai inaugurato, la cui apertura era prevista per il primo maggio.

Arriviamo fino al “Sarcofago”, il Nuovo Confinamento Sicuro costruito intorno al reattore per contenere le radiazioni. Il nocciolo al suo interno continua tutt’oggi a bruciare, e si prevede che tra 100 anni dovrà essere creata una nuova barriera di contenimento. Il nostro è un punto di osservazione “privilegiato”, ad una distanza di soli 300mt che ci garantiscono comunque la piena sicurezza.

The New Safe Confinement

Andando verso la città di Chernobyl, ci soffermiamo a vedere il memoriale “Life for Life“, dedicato ai veri eroi di questa terribile vicenda: medici, vigili del fuoco, liquidatori e minatori, persone che hanno sacrificato le loro vite per salvare quella degli altri. Il memoriale è dedicato “A coloro che hanno salvato il mondo“, letteralmente.

Oltre ai luoghi del disastro ed alla Centrale visiterete anche alcune curiosità. Uno storico segreto sovietico, il Chernobyl-2 (o radar “DUGA-1”), un’antenna radar gigante conosciuta anche con il nomignolo di “woodpecker“, per le interferenze radio note a tutto il mondo che emettevano un suono tipo quello di un picchio, con funzione segreta di monitoraggio dell’orizzonte del lancio di missili balistici.

Il radar “DUGA”

Una mostra all’aperto di veicoli e robot di trasporto utilizzati nel 1986 nelle attività di “pulizia” della Centrale, mortale per ogni essere vivente.

Il tour di un giorno comprende anche un pranzo ecologico all’interno della mensa della Centrale Nucleare di Chernobyl, dove ancora oggi mangiano i lavoratori della zona di esclusione.
Per i più avventurieri sono previsti anche tour fino a 5 giorni, con pernottamento all’interno della zona di alienazione.

Camminare in questi luoghi dove tutto è successo è un qualcosa di molto forte. Raccontarlo non basta, è un’esperienza che deve essere vissuta.



Categorie:Curiosità, Europa

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