Irene Fornaciari: non perdo mai la positività.

La vita di Irene Fornaciari è sempre stata a contatto con la musica di ogni genere, ma soprattutto con il SOUL, il BLUES e il R&B. Le sue fonti d’ispirazione sono sempre state, tra gli altri, Tina Turner, Aretha Franklin e Janis Joplin. Una biografia e una discografia invidiabile e degna di nota, come la partecipazione al famoso e prestigioso evento di “ZU & Company”, alla Royal Albert Hall, insieme a star mondiali del calibro di Eric Clapton, Brian May, Luciano Pavarotti, Dolores O’Riordan cantando proprio con Zucchero “Like The Sun – From Out Of Nowhere” (Come Il Sole All’Improvviso), per la diretta tv ed il relativo dvd. Nel 2018 duetta con Franco Simone nel brano Navigando inserito nella compilation Per Fortuna.

Buongiorno Irene e benvenuta in Life Factory Magazine. La sua biografia e la sua discografia è strabiliante, ma può raccontarci come è Irene quando non veste i panni dell’artista?
In realtà non c’è molta differenza tra l’artista e L’Irene nella vita quotidiana, nel senso che sono sempre la stessa matta che la gente vede sul palco, eh eh eh.
Vivo la mia vita in modo molto intenso cercando di non perdere mai l’entusiasmo, facendo tesoro delle cose più semplici e che spesso si danno per scontate.
Cerco di creare intorno a me bellezza e armonia, e questo parte dall’avere cura della casa diventando una bravissima massaia al dedicarmi al giardinaggio. La natura nella mia vita è sempre stata fondamentale e di grande ispirazione; quando sono a contatto con la Terra mi sento bene e mi aiuta a stare in equilibrio con me stessa e con gli altri.
Ho 3 gatti meravigliosi che adoro e mi fanno una compagnia incredibile!
Oltre a questo passo molte ore nel mio piccolo home studio dove sperimento la mia voce e metto giù idee; la musica è sempre stata la mia valvola di sfogo e fa parte della mia vita quotidiana.

Che aggettivi userebbe per definirsi?
Testarda, sensibile, empatica, semplice, un pò permalosa.

Credit Igor Pierotti - Irene Fornaciari

La musica è sempre stata una parte importante della sua vita, anche per via di suo padre. Come è riuscita a gestire la sua carriera lontano dal riflettore paterno?
All’inizio non è stato semplice così come penso non sia semplice per nessun figlio d’arte!

Ho imparato col tempo ad avere più fiducia e sicurezza nelle mie capacità e grazie a questo sono riuscita a superare le critiche più terribili! Impegnandomi e avendo grande rispetto del mio lavoro ho iniziato a non sentirmi più in difetto o “sbagliata” e ho potuto dimostrare alle persone quanto io tenga a fare il mio percorso adoperando solo ed esclusivamente le mie forze. La musica per me è un’esigenza e non potrei vivere senza di essa. Ho molte soddisfazioni nei live che mi fanno capire quanto sia meraviglioso condividere con le persone le emozioni e le energie che vengono sprigionate durante il concerto. Questo vale più di ogni altra cosa e anche le critiche più brutte di fronte a questo perdono importanza.

Siamo in un momento umano e sociale davvero difficile, come vive il suo #iorestoacasa? Io non sto facendo molta fatica perchè la mia vita, quando non sono in tour, è solitamente molto “casalinga”. Più che altro ho mille pensieri nella testa. Cerco di cogliere ciò che di positivo ci sta offrendo questa situazione così strana e straordinaria; mi sto riappropriando del tempo, vivo tutto in modo molto meno frenetico e condivido col mio compagno momenti belli, fatti di piccole cose.

Allo stesso tempo però penso alle persone che non ce l’hanno fatta, ai parenti che hanno perso i propri cari, ai medici e agli infermieri che lottano ogni giorno e sprofondo in una tristezza infinita.

Penso ai problemi che sta subendo l’economia: ci vorrà molto tempo prima che le cose si sistemino e questo mi crea ansia e paura. Quindi vivo le mie giornate con continui up e down cercando però di non perdere mai quella luce di positività che mi fa pensare che forse, da questa esperienza ne usciremo tutti persone migliori.

Capiremo quali sono le cose veramente importanti. Ritroveremo una grande umanità dentro di noi attraverso la solidarietà e l’amore, quell’umanità che forse, avevamo un pò nascosto per via della vita frenetica e individualista che questo tempo ci porta a vivere.

irene fornaciari 01 foto di marco piraccini2

Nella sua biografia contiamo anche quattro partecipazioni al Festival di Sanremo. Qual è stato, tra i quattro, il più emozionante? Tutte le partecipazioni sono state una botta di emozioni incredibili. Di anno in anno credevo di essere preparata e di riuscire a controllare le emozioni che provoca quel palco e invece ogni volta è stata come fosse la prima.

Però devo dire che l’anno 2012 rimarrà scolpito nei miei ricordi. Quell’anno ho avuto l’onore grandissimo di duettare con Brian May e Kerry Ellis. Mai nella vita avrei pensato di provare un‘emozione così grande! Ho condiviso il palco più importante d’Italia con una leggenda vivente. La mia emozione non sono riuscita a trattenerla alla fine dell’esibizione e sono scoppiata in un pianto di gioia liberatorio!

Quali saranno i prossimi progetti futuri?  Ho scritto e sto continuando a scrivere nuove canzoni e spero presto di poter fare uscire il mio primo singolo. A causa del problema coronavirus, ovviamente, tutti i progetti si sono momentaneamente bloccati ma mi auguro di poter far sentire in tempi brevi i miei nuovi lavori. E poi non vedo l’ora di tornare ad esibirmi live! Incrociamo le dita!
Life Factory Magazine La ringrazia per il suo tempo.

credits: Marco Piraccini e Igor Pierotti

 



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