SIGISMONDO E ISOTTA di MARIA CRISTINA MASELLI

Maria Cristina Maselli, autrice televisiva di programmi in onda sulla Rai, in un giorno d’estate entrando nel Tempio Malatestiano, nel centro di Rimini, è colta dall’ispirazione e decide di esordire con il suo primo romanzo storico.

TRAMA: 1437: la piccola Isotta degli Atti incontra il giovane signore di Rimini, Sigismondo Malatesta, e se ne innamora perdutamente. Anni dopo, anche  Sigismondo si innamora di Isotta, ormai diventata una bellissima ragazza, e da allora i due cercheranno in ogni modo di vivere il loro amore, superando vari intrighi di corte e resistendo a vari periodi bui che vivrà la città di Rimini insieme alla signoria Malatestiana.

Siamo nella Rimini rinascimentale a 200 anni di distanza da un’altra storia d’amore Malatestiana, ossia quella di Paolo e Francesca. Ma se la prima storia d’amore è riuscita ad arrivare fino a noi grazie a Dante Alighieri, poco conosciuta è questa seconda. Come scrive l’autrice, l’intento di questo romanzo è cercare di non far finire nel dimenticatoio l’amore che unì una delle ultime coppie di Signori di Rimini.

Sebbene sia un romanzo storico, dove l’unico personaggio fittizio è Abio Burattelli, consigliere di Sigismondo, la Maselli sa costruire in maniera più o meno fedele la storia dei due innamorati.

Sigismondo Malatesta (1417-1468) e Isotta degli Atti (1432-1474) sono ben caratterizzati: lui è un coraggioso condottiero, cresciuto per stare in mezzo ai campi di battaglia e a seguire l’intuito guerriero, non il cuore; mette la Signoria e la città al primo posto, non si è mai innamorato per davvero infatti i suoi matrimoni, uno con Ginevra d’Este di Ferrara (1419-1440) e un altro con Polissena Sforza di Milano (1428-1449), hanno avuto solo funzione politica, mentre le sue amanti le ha conquistate solo per sfogare la sua passione carnale sebbene abbia riconosciuto, mantenuto e legittimato i vari figli naturali.

Lei è una donna dedita all’arte, ama suonare il liuto, comporre poesie e crede nell’amore puro. Cresciuta per essere moglie e madre, con difficoltà iniziale accetta di diventare l’amante di Sigismondo il quale grazie a lei conoscerà l’amore vero. Una volta divenuta la signora di Rimini Isotta si rivelerà essere una donna giusta, intelligente e coraggiosa; suo angelo custode è la sua ancella Dorotea, moglie di un consigliere e amico di Sigismondo, Galeotto, la quale la consiglia e la consola nei momenti più bui.

Nel corso del romanzo troviamo tre antagonisti: Abio, il consigliere nonché personaggio inventato, che ha subito in antipatia Isotta: è un personaggio un po’ ambiguo e malvagio, lo troviamo intento a studiare maledizioni da infliggere alla degli Atti e senza scrupoli stringe patti con il Maligno, però nel profondo del suo cuore troviamo rispetto, amore e devozione verso Sigismondo. Alla fine la sua ossessione verso Isotta lo condurrà alla rovina.

Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini (1405-1464), il quale farà una vera e propria guerra personale contro Sigismondo: lo scomunicherà, lo priverà delle sue terre e dei suoi castelli, farà bruciare sul rogo tre effigi che lo rappresentano. Sarà il personaggio, nel romanzo come nella realtà storica, che porterà la signoria di Rimini verso il decadimento.

Infine, Roberto Malatesta (1440-1482), il figlio maggiore naturale di Sigismondo, avuto con Vannetta Toschi di Fano (1419-1475), il quale dopo la morte del padre divenne il nuovo signore di Rimini insieme a Isotta e al fratellastro Sallustio non per volere testamentario o per volere della sua matrigna ma per una sua vendetta personale, per riprendersi quello che gli fu tolto a causa del volere di Sigismondo stesso.

Il lettore non può non rimanere insensibile a questa storia d’amore, odiare certi personaggi, affezionarsi ad altri e commuoversi al dolore di Isotta per la morte del suo amato.

L’unica nota dolente che ho trovato è che dopo la morte di Sigismondo il racconto pare accelerare come se si volesse arrivare subito al finale. Per esempio, la morte del Malatesta è descritta in maniera profonda, ne viene descritta l’agonia, invece per quello di Isotta ne viene scritta solo la data e successivamente si da un accenno alla causa. Tuttavia, si nota molto il cambiamento personale e psicologico della Signora di Rimini.

Nel complesso è un libro consigliato, sia che amiate le storie romantiche o i romanzi storici, con il quale si imparerà un pezzo di storia italiana del Rinascimento.

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Opera: Sigismondo e Isotta – Una storia d’amore

Autore: Maria Cristina Maselli

Genere: Storico

Editore: Piemme

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                                                                                                         a cura di Amando Libri



Categorie:Libri, Storico

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