Sulla giostra della vita che cambia… ma non è il Luna Park.

Questo è un momento delicato. Ci arrivano informazioni in ogni secondo, c’è chi paragona le guerre, chi sostiene sia un momento di cura, chi parla della forza della natura. Non è mia intenzione giudicare.

Ci sono giornate in cui, se non accendo la televisione, quasi riesco a dimenticare il perché della mia presenza in casa, o della presenza di mio marito. È arrivata la primavera, l’aria quasi calda fa passare piacevoli giornate in giardino. Poi mi ricordo che in realtà quella passeggiata con mia figlia non posso farla, passa un ambulanza, i miei vicini sono due infermieri e sono risultati positivi dopo aver aiutato molte persone. Stanno bene, ma altri no.

E dunque da mamma, da lavoratrice, da cittadina mi chiedo come si può reagire, come staremo in quel tanto atteso dopo.

Così ho contattato la psicologa e psicoterapeuta Editta Torre, specializzata anche nell’età evolutiva, che ringrazio ancora infinitamente per il tempo dedicato a questa intervista.

Con lei ho snocciolato qualche mio pensiero e spero sia utile anche a chi sta leggendo.

– Questo è un momento storico che è stato paragonato ad un periodo di guerra – senza bombe fortunatamente-. Siamo prigionieri nelle nostre case consapevoli di essere impotenti. Cosa succede in questi casi nella mente?

Sentiamo spesso paragonare questo momento storico ad una guerra, l’analogia può consistere nell’ elemento che siamo esposti al pericolo e temiamo per la nostra incolumità.

Tuttavia la differenza che ci disorienta maggiormente consiste nel fatto che , se nella guerra, seppure confusamente e ciascuno secondo le proprie ideologie, possiamo individuare un nemico che ha un volto, un verbo, nella situazione che stiamo vivendo il nostro aggressore non si mostra se non quando ha già colpito. Ciò porta ad aumentare il nostro senso di impotenza e le nostre fragilità che fanno nascere ansia e angoscia.

Ci sentiamo perseguitati da un nemico invisibile che subdolamente può usare il mio vicino, la mia amica, il mio compagno, mia madre, mio padre…come vettore inconsapevole del mio danno e della mia sofferenza; o io stesso posso essere causa della loro sofferenza.

Possiamo, dobbiamo cercare di vivere momenti in cui la mente ci concede di allontanarci dalla realtà senza correre il rischio di allontanarci troppo dall’esame di realtà, perché causeremmo danno a noi e agli altri.

Per questo é anche importante dosare l’ascolto delle informazioni; aggiornarsi per essere scrupolosi nel rispetto delle regole ma non fino a sentirsi senza via di scampo o a chiuderci in una fortezza asettica anche nella mente.

– Passato il primo periodo in cui in un certo senso si sottovaluta ciò che accade, e dunque facciamo quasi finta di essere in vacanza, arriva una fase dove l’agitazione e la “noia” prendono il sopravvento. Come contrastare queste sensazioni?

All’inizio dell’ordine di isolamento ci sembrava di poter ancora gestire con autonomia e padronanza le fasi emotive attraverso cui siamo passati nelle diverse settimane di isolamento, di fronte al cambiamento della vita …

Dopo più di un mese è verosimile che stiamo cercando altre risorse interne, altre strategie a cui attaccarci per contenere la paura, ora anche di un critico futuro concreto.

Nella prima settimana di isolamento ci sembrava forse un astenersi da…, ci sentivamo autorizzati a stare a casa , ne approfittavamo per fare quello che non avevamo mai tempo di fare: in primis dedicarci alla famiglia, ci sentivamo forti, uniti e solidali .

Col passare dei giorni abbiamo realizzato che non c’è niente di virtuale in quanto sta succedendo, che le notizie che ci davano non uscivano da un film.

Allora le paure hanno cominciato a diventare sostanza più corposa, ci siamo un po’ depressi; non abbiamo più cantato o acceso luci sui balconi.

Nella terza settimana, e ancor più nella quarta, facciamo fatica a sopportare “i limiti-gli ordini” di restare isolati, abbiamo bisogno di un po’ di incoraggiamento.

Ma non deve essere quello di gestire in autonomia la situazione, negando la fondatezza del cambiamento di vita, che dobbiamo elaborare come non tanto momentaneo ma di più lunga durata, seppure un po’ meno rigido.

Abbiamo anche sentito parlare di noia in questi ultimi giorni.

Se l’animo non ha troppo affanno, e questo non é sempre facile in questa situazione, la nostra creatività , la nostra capacità di adattamento si attiva perché è chiaro a tutti che la noia non é il sentimento più coerente, onesto, rispettoso della sofferenza fisica e psichica che l’umanità sta incontrando.

Quello che forse stiamo iniziando a non reggere più è la lontananza dalle persone che amiamo, che siano i fidanzati, i genitori, i figli, i nipoti, i nonni.

Sta anche per arrivare una festività, mancano gli abbracci, i baci, al solo pensiero quasi ci commuoviamo mentre prima quanto stavamo col corpo e con la mente nell’abbraccio? Se adesso cadiamo precocemente nell’illusione rischiamo di dover ancora aspettate e aspettare per un abbraccio, per quei frettolosi baci sulle guance che erano diventati convenevoli.

– Per i bambini questo è un momento delicato, perché seppur cercando di spiegare cosa sta accadendo, non possiamo pretendere che comprendano la drammaticità della situazione. Come possiamo aiutarli a gestire le loro emozioni?

Ai bambini bisogna dire la verità per evitare che le paure fantasmatiche producano immagini difformi e più angoscianti del dovuto, perché prive del dialogo con un adulto che possa dare parola alle paure.

Certo, per ogni età, bisogna trovare le parole adeguate e creare anche una realtà romanzata, che non vuol dire mentire .

Dire che siamo tutti in vacanza è una bugia e dopo poco i bambini, dotati di potenti antenne, capiscono che mamma e papà non si divertono più in questa vacanza, anzi sono preoccupati e a volte parlano in segreto dei nonni , di X o di Y, e se chiediamo dicono “niente, niente”. Così si creano i fantasmi.

Una verità romanzata invece: “Siamo tutti in casa perché è arrivato un fortissimo tipo di raffreddore con febbre molto alta che non si conosceva, che i medici di tutto il mondo stanno studiando per trovare la giusta medicina e per questo dobbiamo cercare di non prendere questo raffreddore stando in casa, così loro lavorano meglio e più in fretta. Pensa che a …(città dell’Italia o del mondo…) sono andati a lavorare tanti dottori bravissimi, che hanno scoperto già delle altre medicine, che vengono da tante città dell’Italia, della Spagna…( a fantasia)

Adesso dobbiamo avere un po’ di pazienza e aspettare.”

La speranza deve essere sostenuta, i bambini devono poter pensare che ci si può impegnare a crescere.

Le molte ore di condivisione familiare permettono di conoscersi reciprocamente più nel profondo, mentre, nella frettolosità della vita precedente, la relazione era stata sostituita dal “fare e andare qua e là”.

Come adulti, come genitori, dobbiamo comprendere che anche a loro adesso mancano gli amici, la libertà di correre in un parco, la maestra severa, che sembra loro strano la concessione di utilizzare per più tempo i videogiochi, così come noi facciamo più acquisti online.

La loro serenità e la loro accettazione del limite che stiamo vivendo dipenderà, ancora una volta, da come noi viviamo i nostri sentimenti e le nostre paure. Innanzi tutto dobbiamo riuscire a sostenere noi questa nuova, limitante, vita.

5- Nel momento in cui ci verrà detto che il virus è stato sconfitto, che possiamo tornare a muoverci liberamente seppur con le dovute precauzioni, che risvolti emotivi e psichici potranno sorprenderci?

Aspettiamo con ansia il momento della libertà ma non potrà essere una libertà vera, senza più paura, finché non ci sarà una cura specifica.

Diversamente corriamo il rischio di seguire un’ illusione e poi un terribile risveglio.

Ma il sole sorge ogni giorno e anche noi risorgeremo pieni di forza e desiderio di vita.



Categorie:D-Interviste

Tag:, , , , ,

1 reply

  1. 💪Nel frattempo ti mando un virtuale abbraccio pieno di energia positiva anche per i prossimi giorni.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: