“Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)” i proventi saranno devoluti al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile di Udine.

Abbiamo il piacere di intervistare Simone Rizzi e Giulia Daici, rispettivamente
produttore e autrice della canzone “Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)” (oltre che protagonisti del brano stesso assieme ad altri undici artisti), i cui proventi saranno devoluti al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile di Udine. (La regia del videoclip è invece della regista friulana Aurora Ovan con la sua casa di videoproduzione DARE)

– Buongiorno e benvenuti in Life Factory Magazine. Prima domanda d’obbligo è come state vivendo questo #iorestoacasa:
Giulia: Buongiorno a voi e grazie mille per questo spazio. Come stiamo vivendo questo periodo? Dunque, un po’ come tutti ci siamo trovati praticamente senza alcun preavviso a vivere questa situazione che definire surreale è sicuramente dire poco. Un po’ di apprensione c’è, non possiamo negarlo. Cerchiamo di attenerci scrupolosamente a quanto ci viene richiesto consapevoli che l’“errore” e la superficialità di una sola persona può compromettere i sacrifici di un’intera comunità. Abbiamo la fortuna di poter lavorare da casa (siamo entrambi insegnanti e svolgiamo “didattica a distanza”). Dal punto di vista musicale ovviamente “soffriamo” come tutti gli artisti a non poter nemmeno pensare all’organizzazione di nuovi eventi, che chissà ora quando potranno essere realizzati. Però, anche quelle che possono apparire come situazioni di stallo, alla fine possono portare con sé nuovi stimoli creativi. Ed infatti è proprio in questa situazione che è nato il progetto musicale de “Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)”

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– “Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)” è stato appena pubblicato sui social, ce ne vuole parlare?
Giulia: Più che volentieri. L’idea di realizzare qualcosa che potesse essere poi condiviso anche con altri artisti è venuta a Simone intorno a metà marzo. L’intenzione fin da subito è stata quella di poter dare anche noi cantautori e musicisti un aiuto “concreto” in questa situazione così drammatica e fin da subito abbiamo pensato di donare qualunque tipo di provente che sarebbe scaturito da questo progetto al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Udine.
Non scrivendo però, per mia abitudine, “canzoni a tavolino” e componendo per lo più sempre “di getto”, ho lasciato che mi arrivasse anche in questo caso l’ispirazione da sola senza forzature (correndo pure il rischio, ovviamente, di non riuscire a produrre nulla). E la mattina di sabato 14 marzo (intorno alle 7:45), rientrando a casa dal panificio, improvvisamente mi sono ritrovata a cantare il brano. Avevo ancora dentro di me la “strana” sensazione provata la sera prima quando, uscendo in terrazza dopo cena, in quello strano “silenzio del mondo” riuscivo ancora ad avvertire le “note in sottofondo” di quel pomeriggio (alle 18:00 di venerdì 13 marzo c’era stato il “flashmob” musicale che aveva invitato chiunque lo avesse desiderato a suonare, cantare o semplicemente a diffondere musica dalle proprie finestre e terrazze). Ed infatti la canzone inizia proprio con queste parole: “Nel silenzio del mondo note in sottofondo ci ricordano che siamo qua”.
Il giorno seguente, domenica 15 marzo, Simone ha arrangiato il brano ed abbiamo realizzato un primo provino. Nel frattempo abbiamo contattato alcuni nostri amici cantautori e musicisti proponendo loro di partecipare al progetto (l’unico requisito, purtroppo, era quello di essere in grado di registrarsi da casa autonomamente con un’attrezzatura adeguata). Abbiamo quindi inviato a ciascuno di loro il provino del brano che intanto avevamo già idealmente suddiviso nelle diverse parti da assegnare a ciascuno di loro. Nel giro di pochi giorni tutti loro avevano già registrato le loro parti che Simone ha poi unito e sistemato, realizzando la versione definita del pezzo. Oltre a registrare la propria voce o il proprio strumento, tutti gli artisti si sono anche filmati mentre stavano eseguendo il brano o mentre stavano svolgendo qualche loro attività quotidiana. Le singole riprese sono state poi inviate alla regista Aurora Ovan che, con la sua casa di videoproduzione DARE, ha realizzato il suggestivo video della canzone. Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono, oltre a me e Simone, i cantautori Angelica Lubian, Irene Dolzani, Louis Armato, Lucas, Franco Giordani, Proph, Andrea Travan ed i musicisti Enrico Maria Milanesi, Lorenzo Tempesti, Andrea Buiat e Daniel Longo. L’obiettivo è benefico in duplice senso: raccogliere qualcosa di “concreto” da donare all’Ospedale di Udine ma anche riuscire a diffondere e a condividere quello che possiamo definire un mantra di positività.

– Possiamo dire che è stata una bella ed emozionante mobilitazione
musicale degli artisti friulani, come l’avete vissuta?
Giulia: Quando si riesce a realizzare qualcosa di bello tutti assieme, l’emozione e la soddisfazione sono sempre amplificate. Io e Simone siamo molto contenti di come sia venuto il progetto ma siamo ancora più felici nel sapere che anche tutti gli altri artisti ne sono rimasti soddisfatti ed entusiasti. “Il cuore resta aperto” – è proprio il caso di dirlo – e si riempie di gioia.

– Come è nata la collaborazione tra Giulia Daici e Simone Rizzi?
Giulia: La nostra “collaborazione” è iniziata nel lontano 1999 quando ci siamo incontrati ad un concorso musicale locale (dove entrambi presentavamo brani originali, io da sola mentre Simone con la sua band di allora). E ci siamo trovati così bene a “collaborare” insieme che… ci siamo prima fidanzati e poi sposati 🙂

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– È possibile che questo sia l’inizio di qualcosa che potrà proseguire anche dopo; un aiuto, ma anche far conoscere il Friuli-Venezia Giulia, il quale come sappiamo è sempre poco menzionato eppure sta combattendo la sua battaglia:
Giulia: Sia io sia Simone siamo sempre aperti alle collaborazioni perché mai come nella musica crediamo che il motto “l’unione fa la forza” sia davvero reale. E se queste collaborazioni possono poi portare anche del bene “concreto” tanto meglio. In realtà nella nostra Regione esistono già delle iniziative musicali che testimoniano come la cooperazione tra più artisti risulti alla fine sempre vincente. Tra queste ci piace ricordare “Il Circolo Acustico” ideato da due cantautori, di cui uno è Louis Armato (uno dei protagonisti de “Il cuore resta aperto (Andrà tutto bene)”, dove di volta in volta si alternano sul palco quattro cantautori che si esibiscono in versione acustica voce e chitarra.

Nel futuro ci potrebbe essere una canzone che ringrazia l’operato e il sacrificio dei sanitari?
Giulia: Non escludiamo nulla a priori. Se un giorno dovesse nascermi spontaneamente anche una canzone su questo tema, ovviamente sarò la prima ad esserne felice e a volerla condividere.



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