Bambini a casa e smart working: è davvero possibile?


Questo terribile anno bisestile è iniziato nel peggiore dei modi. Chiusi nelle nostre case non si contano più i giorni, la domenica sembra uguale ad un comune martedì, il venerdì sera sembra un lontano ricordo e le gite del weekend un film di qualche anno fa. Il tempo scorre lento e carico di ansie e preoccupazioni. Catturati in questo vortice di momenti morti e precarietà, il problema più comune sembra come occupare queste giornate eterne.  

Sulla rete si trovano tutorial per ogni cosa, suggerimenti per letture, corsi di cucina, pilates, fotoritocco e media marketing. Accanto all’infinita proposta di serie, film e documentari televisivi, maniaci delle pulizie insegnano come disfarsi di ogni cosa per fare ordine. Sembra che, se non si occupa la giornata applicandosi in almeno un paio di sport, mentre si impasta il pane con una mano e con l’altra si pulisce le fughe delle piastrelle, si stia perdendo tempo prezioso.  

L’offerta è senz’altro molto interessante, ma, in questo periodo, io sfido una madre o un padre ad avere il tempo e le energie per dedicarsi anche solo ad una qualsiasi attività che non sia la mera integrità fisica e mentale.  Le scuole italiane sono chiuse dal 21 febbraio e molti genitori hanno dovuto optare per lo smart working sia per limitare i contatti, sia per potersi occupare dei figli costretti a casa.  

Come sopravvivere quindi a giornate infinite, in cui si dovrebbe lavorare 6/8 ore, ma si finisce per iniziare a lavorare alle 7:30 e finire, se va bene, per l’ora di cena a causa di una serie infinita di interruzioni? Come gestire una Call di lavoro se hai dei bambini in casa che giocano e richiedono la nostra attenzione? Una ricetta vera e propria non esiste, tuttavia occorre a mio avviso, optare per una bella scorta di fantasia e usare tutti gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione. 

·        Prima di tutto occorre precisare che la casa è anche dei bambini, se appaiono nello sfondo di una conversazione di lavoro, è normalissimo, non dobbiamo sentirci in imbarazzo. Stiamo lavorando da casa in una situazione di emergenza, con dei bambini che ci corrono attorno, abbiamo già vinto. Siamo già in un certo senso degli eroi. 

·        Organizziamoci con degli orari visibili e chiari a tutta la famiglia. Non possiamo chiedere di essere lasciati tranquilli se non sappiamo nemmeno noi il nostro orario. Lavorare a piccoli intervalli quando è possibile non è una scelta consigliabile. Rischiamo di trascinare il nostro lavoro per tutto il giorno senza riuscire a combinare molto. Sarebbe meglio preparare, ad esempio, un cartello comprensibile anche ai più piccoli o uno schema con degli orari in cui on si dovrebbe disturbare, in cui sia semplice capire quando mamma e papà non vanno interrotti. 

·        Alzarsi presto al mattino. I ragazzini in questo periodo rimangono un po’ di più a letto. Non servirsi di queste ore di pace mattutina, sarebbe un vero peccato. 

·        Approfittare dell’offerta del web. La rete offre una quantità e una varietà di lezioni su ogni tipo di argomento e per ogni grado. Per quanto non sia d’accordo sul lasciare troppo i bambini davanti al pc, data l’eccezionalità della situazione, chiudiamo un occhio. Avremmo tempo in futuro per tornare ad essere genitori modello e usiamo tranquillamente la santa tv e il sacro pc. Possiamo organizzare la lettura di un paio di favole on line oppure delle lezioni di inglese, mentre noi possiamo dedicarci alla stesura di una relazione. 

·        Oltre alle ore dedicate ai compiti e alle lezioni on line, è necessario ritagliare un pezzetto di giornata anche all’attività fisica, fondamentale per eliminare tossine e scaricare le pile di un bambino che sembra non stancarsi mai. Piccoli lavori creativi, della ginnastica a casa o letture animate. Tutto ciò aiuta a creare un ambiente positivo, aiuta ad attenuare le tensioni che sono normali in questo periodo. E così lavorare, anche con dei bambini in casa, sembrerà meno impossibile. 

Arrivati a questo punto però mi chiedo, ma di quante ore deve essere la giornata di un genitore che lavora da casa in questo periodo di quarantena? Quante idee, pazienza, organizzazione e poteri magici deve possedere per gestire dei piccoli terremoti richiusi in casa, senza arrivare a chiuderli in bagno, per poter rimanere al passo con i colleghi? Di quanta energia fisica e mentale hanno bisogno due genitori per gestire questo periodo? Allora mi spiego il perché poi ci si sfoga sull’impasto compulsivo di torte e pizze.. 

Quanto era leggera la vita che facevamo prima, a pensarci adesso mi sembra quasi perfetta. 

Articolo a cura di Angela Lavarda

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